Dopo quasi 10 anni di carriera, i Black Keys con questo album cambiano definitivamente il loro sound, riuscendo a compiere una metamorfosi che era rimasta in sospeso con l’album Magic Potion.
Il duo mette da parte i riff tagliati con l’accetta di Thickfreakness e Rubber Factory per far posto ad una miscela funky (Everlasting Light, Next Girl) e soul (Too Afraid To Love You, Ten Cent Pistol) sicuramente più ascoltabile (e digeribile) ai più ma non per questo di qualità inferiore. Ma non solo. Gingilli prettamente pop come Tighten Up, The Only One e Never Gonna Give You Up nei dischi precedenti non c’erano mai stati.
Il mestiere si vede in scelte diciamo un po’ a tavolino, più che altro nella tracklist, per non far perdere mordente al disco: She’s Long Gone non è altro che una rivisitazione di She’s Alright di Muddy Waters, mentre Black Mud sembra un pezzo uscito da session assonnata tra Kyuss e Soundgarden.
E’ il disco che lancerà i Black Keys nell’iperspazio del successo nonostante la critica più “esigente” li abbia classificati come epigoni dei White Stripes e gettati nel calderone del mainstream da 4 soldi.
Anno: 2010
Genere: Garage Rock / Blues Rock
Casa Discografica: Nonesuch




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