Ben Frost nasce a Melbourne un trentina di anni fa. Se fai Frost di cognome non puoi vivere in Australia, quindi prende armi e bagagli e si trasferisce a Reykjavík (città natale dei Sigur Ros). A nome Frost nel 2001 rilascia un disco auto-prodotto, Music For Sad Children mentre nel 2003 esce Steel Wound (debitore in diverse riprese ai NIN di The Fragile) a nome Ben Frost.

Nel 2005, assieme al compositore Valgeir Sigurðsson e Nico Muhly, fonda la casa discografica Bedroom Community che ristamperà Steel Wound e il nuovo album By The Throat. Lupi in copertina in una tormenta di neve e un titolo che più esplicito non si può. Questo disco colpisce alla gola, è una morsa continua che toglie a poco a poco il fiato.

L’inizio è puro terrore sonoro: Killshot fabbrica una stanza fatta da muri di chitarre distorte, in The Carpathians i lupi circondano già il fabbricato. Ó God Protect Me è un respiratore automatico in loop che apre la strada a Híbakúsja, un respiro affannoso e impaurito (ad opera di Nico Muhly) che alla fine verrà risucchiato in una marea di chitarre distorte e droni neri come l’oscurità.

Se i lupi se ne sono andati, ora tempo di fantasmi. E allora ci vuole Peter Venkman I&II (uno dei quattro Acchiappafantasmi), con la voce delle Amiina in un vortice di tempeste elettroniche, violoncelli, clavicelli, archi dal tono dark per poi adagiarsi sul piano di Leo Needs A New Pair Of Shoes dove tornano a far capolino i lupi.

Chiude l’accoppiata Through The Roof Of Your Mouth / Through The Mouth Of Your Eye, un orgia di Pan Sonic e Alva Noto, un gesso su una lavagna.

Ho avuto la fortuna di vederlo dal vivo nei primi mesi del 2011, alla Città Del Teatro a Cascina. Concerto esaurito, tutti a sedere e in silenzio rigoroso. Ben Frost suona scalzo, mescola a dovere i suoi ultimi due dischi, aprendo con una Theory Of Machines un po’ alleggerita. Poi appare un orso che dorme, Ben tira fuori una versione ancora più agghiacciante ma senza l’arpeggio iniziale di Híbakúsja, partendo subito dopo con il respiro affannoso e O God Protect Me a cascata infila un sunto di Peter Venkman.

Bassi devastanti, tutto gelido, tutto immobile.

Ben Frost – By The Throat (Bedroom Community, 2009)


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