Ho conosciuto i Pontiak con l’album Maker – pubblicato con la Trill Jockey – nel 2009 e mi aveva fatto un’ottima impressione. Il gruppo formato dai fratelli Carney, sapeva gestire abilmente una miscela di stoner, psych, hard rock, noise e diavolerie varie. Il sound proposto non era una novità, ma la produzione vintage, fatta in casa come una volta e la loro abilità nel saper fondere stili diversi, li aveva proposti alla ribalta nel panorama internazionale e fatto emergere nel mare magnum del rock indipendente e non.

Il successivo, Living (2010), l’ho comprato senza mai averlo ascoltato ed è li, penso abbia girato solo una volta nello stereo mentre stavo stirando. Il successivo Ep dal titolo Comecrudos proprio non mi ha detto niente. Come spesso succede, li avevo persi di vista.

Nei primi mesi di questo anno è uscito il nuovo lavoro su lunga durata (anche se in realtà dura solo 8 minuti in più di Comecrudos che era un Ep), Echo Ono. Ascoltato con occhio di lince, il disco alla fine non mi è dispiaciuto affatto perchè per certi aspetti i ragazzi ritornano allo stile di Maker, tralasciando le sperimentazioni di Living ma soprattutto di Comecrudos.

Però – e il però in questo caso è grosso come una casa – per non rischiare di fare un Maker 2.0 stavolta vengono inseriti alcuni elementi e passaggi diciamo abbastanza scontanti. L’attacco di Lions Of Least quante volte l’abbiamo sentito? The Expanding Sky scimmiotta i Sigur Ros e i A Silver Mt. Zion, Panoptica è una formula trita e ritrita. Ma perchè i gruppi musicali, quando gli manca una traccia, si mettono sempre a fare un casino a caso della serie “vai, così siamo anche un po’ psych”?.

La registrazione del disco con il relativo mixaggio toglie diversi punti al disco perché, va bene il vintage, ma i volumi sballati danno solo fastidio, saturano il suono mandando il cervello in confusione. In buona sostanza, contano sia gli ingredienti sia la capacità di saperli mescolare. Nel primo caso si può fare un bel disco come Maker, nel secondo un disco di clichè. Echo Ono.

Anno: 2012
Genere: Psych Stoner
Casa Discografica: Thrill Jockey


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