C’è un leader che compone e la band che suona svolgendo egregiamente il proprio compito. One Man Band, gli esempi si sprecano. Ma Claude Hay è One Man Band nel senso stesso della parola: scrive le proprie canzone, suona tutti gli strumenti (si è costruito una apposita attrezzatura), canta e produce l’album. Australiano, è alla sua terza prova. Lo schema della canzoni è relativamente semplice: costruiti su una base di chitarra acustica, Hay inserisce di volta in volta batteria, basso bello squadrato, riff di chitarra tagliati con l’accetta, voce e cori di contorno. Apertura in Mississippi style per Get Me Some, chitarra acustica in scioltezza e via veloci di hand clapping e basso alla funky alla Les Claypool. How Can You Live With Yourself alza i giri del motore, la voce diventa un falsetto e la miscela è un funky esplosivo. Con la tittle track si ritorna alla slide ma il risultato non cambia. On Hold è in perfetto The Black Keys style (e per dovere di cronaca il sound dell’album è Black Keys style), tra batteria tamarra e cori da stadio. In Two Zero Seven si fa un giro nei Led Zeppelin più acustici mentre è con l’accoppiata Friend / Heading Home dove si ritorna al funky soul delle prime tracce. We Will Rock You è la famosa cover dei Queen mandata a velocità da iperspazio (non sempre ho un giudizio positivo sulle cover ma questa per i tratti che ha l’album ci può stare). Anche la psichedelia vuole la sua parte ed stavolta tocca a Don’t Give Me That e Dont’ Forget, bei risultati senza andare a finire nel mero virtuosismo chitarristico. L’album finisce con il tribalismo di Miss You So con le parti vocali anche qui in territorio Black Keys.
Anno: 2010
Genere: Blues / Rock / Funky
Etichetta: Ingot Rock




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