Correva l’anno 1997 e i Soundgarden, gruppo fondamentale per la scena grunge, dopo aver pubblicato l’album Down On The Upside, decidono di sciogliersi. Il frontman, Chris Cornell, si fa crescere i capelli a caschetto, pizzetto alla d’Artagnan, imbraccia una chitarra acustica, si appoggia ad uno sgabello ed incide un disco solista, Euphoria Morning. Un buon prodotto, sicuramente di transizione, ma niente più. Dopo, dicono le leggende, isolamento e tanto alcool.

Correva l’anno 2000. In piena era nu-metal, dopo 4 dischi di battaglie, il cantante dei Rage Against The Machine, Zach de La Rocha, in preda forse ad una crisi esistenziale, decide di lasciare la band.

Correva l’anno 2001. I 3 Rage rimansti a spasso – Tim Commerford, Brad Wilk e Tom Morello – cercano un sostituto di Zach e la scelta ricade sul rocker di Seattle, Chris Cornell. Ma il matrimonio zoppica. Nel maggio 2001, Cornell esce dalla band ma vi rientra subito dopo, il gruppo si da il nome Civilian Project ma alcuni demo vengono diffusi in rete e di nuovo la neonata band minaccia di sciogliersi. A convincerli di restare uniti è Rick Rubin, noto produttore discografico: nuovo nome alla band – Audioslave, con tanto di penale di 30.000 dollari ad una sconosciuta band di Liverpol, visto che anch’essa al tempo si chiama Audioslave – e demo riarrangiati e finiti. Tutto ok, si parte. Si grida già alla resurrezione del rock!. Nel 2002 la band da alle stampe Audioslave.

Ne esce fuori un cd esplosivo, roboante, sborone e spaccone. Un hard rock solido, rabbioso quanto melodico. Il primo singolo estratto è la potente Cochise, con un retrogusto alla Black Dog dei Led Zeppelin – dai quali, per essere precisi, Morello non ha mai fatto mistero di attingere – dove la voce di Cornell è roca come non mai. Fu il primo video della band, diretto Mark Romanek, costato una frana di dollari. Fu utilizzata un industria abbandonata, ma alcuni abitanti della zona impauriti che non sapevano che erano fuochi d’artificio, chiamarono i pompieri. Questo fa capire la potenza di mezzi che ha la band, se si pensa anche che l’art work è stato realizzato da Storm Thorgerson, quello che per anni ha realizzato le copertine dei Pink Floyd.

Il tiro non cede nemmeno di un millimetro in Show Me How To Live dove Cornell è forse alla ricerca di qualche santo in paradiso (To put my mind to bed/This ringing in my head/Is this a cure/Or is this a disease?). Solito schema anche per Gasoline, con qualche vagito psichedelico nella chitarra di Morello. Urla Cornell, urla di rabbia. E’ il pezzo dell’album che scende più nel personale del rocker di Seattle, riferendosi al periodo buio di qualche anno addietro (House is haunted/I just want to go for a ride/Out an on/Before I set this room a light/Left alone/Forever and for crimes unclear/With my patience gone/Someone take me far from here). In ogni album hard rock che si rispetti, non può mancare la ballata blues: Like A Stone. I 3 Rage esplorano il territorio delle ballate vecchio stampo e Cornell dimostra che non sa solo urlare, tirando fuori un’interpretazione struggente (In your house/I long to be/Room by room patiently/I’ll wait for you there/ Like a stone/I’ll wait for you there/Alone).

Parentesi, si riparte. Le distorsioni di Morello introducono Set It Off, pezzo che ci fa tornare indietro al ritmo delle prime due canzoni dell’album. Poi arriva Shadow On The Sun, la canzone pù bella e profonda del lotto: il bel giro di basso di Tim, la voce ora compassata ora rabbiosa di Cornell (Shapes of every size/Move behind my eyes/Doors inside my head/Bolted from within/Every drop of flame/Lights a candle in/Memory of the one/Who lives inside my skin), il riff ipnotico di Morello. La canzone è presente anche nella colonna sonora del film Collateral di Michael Mann ma a nome Civilian Project, diversa sia nei riff di Morello che nel cantato di Cornell. I Am Highway è un’altra discreta ballata, anche se nasce più da Euphoria Morning che da Soundgarden o da RATM. Altre gocce di psichedelia in Hypnotize, la canzone che come struttura e stile si differenzia da tutte le altre e dove Brad WIlk finalmente si da un pò da fare. Chiude l’album la candida e sofferta The Last Ramaining Light, dove viene fuori tutta la bellezza della voce del rocker di Seattle.

Questi sono, a detta di chi scrivere, i pezzi che più spiccano dell’album. Gli altri non sono brutti, ma soffrono del solito male: la composizione delle canzoni, che può essere riassunta con attacco di Wilk / cantato di Cornell / esplosione / urlo di Cornell / assolo di Morello / urlo finale di Cornell. E’ così per canzoni come What You Are, Light My Way, Exploder, Bring Em Back Alive. Inoltre la scarsa inventiva di Brad Wilk penalizza sia l’album sia il pur bravo Tim. Ma anche Cornell, nonostante il songwriting si dimostri sempre di alto livello, spesso tende ad essere ripetitivo nei ritornelli (cosa che sarà palese negli album che verranno).

Le canzoni sembrano inchiodate a se stesse, manca la profondità e l’oscurità dei primi Soundgarden e la schizzofrenica imprevedibilità dei Rage Against The Machine. Se prese una alla volta, sono tutte godibili, con qualcuna che spicca per questa o quella caratteristica. Ciò potrebbe essere anche un pregio, visto che il disco è stato realizzato in sole 3 settimane. Ma la sensazione che permane per tutta la sua durata (e anche alla fine) è quella di camminare su quel filo sottile che separa una miscela da un miscuglio. E’ mancata quella voglia di “vivere” il gruppo, di avere un’idea di fondo forte, un progetto musicale condiviso. Invece ci si è limitati a scrivere si belle canzoni, ma in molte altre è lo svolgimento del compitino di turno. Ed è questa la vera delusione del super gruppo Audioslave: il non essere un gruppo. Schiavi del suono. Oppure schiavi del passato e del proprio stile? Giusto non essere nè Soundgarden nè Rage Against The Machine, ma la creatura nata sembra sospesa a metà, non ancora definita, con un personalità forte ma a corrente alternata. Se ancora ce ne fosse stato bisogno, gli Audioslave sono l’ennesima riprova che in musica, non sempre 2 più 2 fa 4. Ma anche se il risultato da 5 è possibile scrivere e suonare buona musica.


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