Ormai l’anno era agli sgoccioli. I dischi usciti nel 2012 eran già troppi e la lista di album da portare nel 2013 era già completata. Nel mio girovagare a caccia di novità, sono incappato in questa ragazza sospesa nell’aria (in realtà ha una mano sul pavimento, ma i colori e la prospettiva a prima acchito possono ingannare). Un disco come un altro. Generalmente non leggo a fondo le recensioni, il rischio di rimanere influenzati è possibile. Guardo solo il genere e se ci sono dei riferimenti a qualche artista che già conosco. Ho ascoltato questo disco un giovedì sera in cui ero a casa solo soletto. Bam!!! Porca vacca, fermi tutti! Chi è questo Raime? Da dove viene? Quanti album ha pubblicato? Innanzitutto non è un singolo ma un duo, Joe Andrews e Tom Halstead. Sono inglesi e questo Quarter Turns Over A Living Line è il loro primo album su lunga durata dopo i 3 ep pubblicati dal 2010.



Era quello che mancava, l’anello di congiunzione ideale tra Demdike Stare e Andy Stott: minimal, dark ambient, schegge post industral, dubstep che più grezzo non si può. Come sapienti alchimisti Joe Andrews e Tom Halstead dosano e fondono con sapienza tutte il materiale a loro disposizione. Apre Passed Over Trail, un crescendo di riverberi e distorsioni. E’ il turno del trio ipnotico The Last Foundry / Soil and Colts / Exist In the Repeat Of Practice, ritmi marziali interrotti da squarci sinistri.

Giunge il momento dell’autentico capolavoro, Your Cast Will Tire, un calderone nero dove Lustmord mescola con sapienza luciferina Ben Frost e Richard Skelton. Chiude The Dimming of Road and Rights, dove il folk e l’industrial si trovano esattamente a metà strada.

La ragazza rimane li sospesa, io fisso il monitor del pc a bocca aperta, il disco è già passato tre volte. Un mazzo di chiavi nella toppa di una porta mi sveglia e mi ricorda che devo fare la doccia.

Genere: Elettronica, Dark Ambient
Casa Discografica: Blackest Ever Black


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