E dopo il fantastico Ogni Riferimento A… questo Traditori Di Tutti è il loro ultimo lavoro. Stavolta niente cover ma il titolo – così come i riferimenti narrativi – è preso dal libro di Giorgio Scerbanenco e tra la morte di Giovanna e dell’amante Silvano i Calibro ci viaggiano dentro, tra funk, prog e psichedelia. Prologue è un’apertura rassicurante ma già Giulia Mon Amour è un inseguimento in perfetto stile Calibro mentre Stainless Steel è un martello contro un incudine affidata al basso di Luca Cavina. One Hundred Guests e Mescaline 6 sono situazioni losche in salsa prog mentre The Butcher’s Bride è l’ora dell’aperitivo, stavolta in versione peccaminosa. Vanno a braccetto in un connubio funky Vendetta e You Filthy Bastards! La situazione si fa seria nel giro di basso in Traitors ma le algide Two Pills In The Pocket e Miss Livia Ussaro stemperano l’atmosfera con un pizzo di rassegnazione. In Annoying Repetitions scorrono eleganti e dilatati i titoli di coda. Nuovi omicidi sonori (cit.) per una band ormai nel pieno della maturità artistica che è riuscita anche ad ampliare la propria proposta componendo tutto il materiale del disco e inserendo strumenti nuovi come l’organo Philicorda, il dulcitone e il mellotron – grazie a Enrico Gabrielli che rappresenta il Brian Jones della situazione. Tradiscono tutti, ma non cedono a nessuno. Sempre e comunque Calibro35.
Anno: 2013
Genere: Progressive Rock
Casa Discografica: Record Kicks




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