In generale è sempre un mese di stanca, in più ho riordinato varie classifiche, ho incominciato ad usare Spotify e, più in generale sto cercando di avere un approccio alla musica più flessibile e leggero, in modo da trovar sempre cose nuove e interessanti senza però sprecare troppo tempo su dischi che poi si rivelano un granchè.

La coda del 2013 ha portato due dischi interessanti. Il primo è Crave For Lust di Phantom Love, un progetto a cura di Valentina F. meglio conosciuta con il nome di Mushy (molto interessanti i suoi due dischi). 3 sole tracce che rappresentano un buon misto di dark ambient, dub, drone e un briciolo di kraut rock (siamo vicini, molto vicini agli Einstürzende Neubauten) nella conclusiva Dead Illusion. Valido.

Il secondo è Initiation degli Eraas, un duo che al momento non ricordo come ne sono venuto a conoscenza. Atmosfere dark, shoegaze dilatato, lo-fi, bei giri di basso. Un disco strano ma sicuramente di qualità.

Per le nuove uscite c’è da segnalare due gruppi che dalle mie parti son dei big: Pontiak e Have A Nice Life.

I primi li avevo apprezzati tantissimo al tempo di Maker, il loro disco di esordio. Poi erano un po’ calati, complice anche l’ultimo disco Echo Ono, prodotto pure male. Di primo acchito anche questo Innocence non mi aveva colpito più di tanto ma piano piano mi sono ricreduto. Pur proponendo già una formula che non brilla di originalità, in poco più di mezz’ora i tre fratelli Carney riescano comunque a mettere a verbale qual’è il sound Pontiak. Il trio Innocence Lack / Lustre Rush / Ghosts è una partenza con il botto, tra Stoogies, Kyuss e Queens of The Stone Age. Tre bombe consecutive, tre ballate consecutive, It’s The Greatest, Noble Heads, Wildfires, una via dimezzo tra Kinks, Animals e i Pink Flyod più folk e meno psichedelici. Ritorna il martello e l’incudine in Surrounded By Diamonds, ma è nella kyussianissima Beings Of The Rarest che si ha il pezzo più d’impatto del disco. Chiudono Shining, con la sezione ritmica presa pari pari da Manic Depression di Jimi Hendrix, l’altra ballata Darkness Is Coming e un altro pezzo “tutto d’un pezzo” come We’ve Got It Wrong. Adeguatamente paraculo ma in ogni caso è un buon disco che ha riportato in auge una band su cui conto molto.

Per gli Have A Nice Life il discorso è un po’ diverso. L’esordio fu con il botto, correva l’anno 2008 e il duo statunitense formato dai Dan Barret e Tim Macuga dette alle stampa un doppio concept.

Deathconsciousness, una personale rielaborazione – durata 5 anni – di gotico, post-punk, shoegaze, drone-music, suoni ancestrali, messe liturgiche, post industrial, post rock e post tutto quello che volete. Si va dai My Bloody Valentine, ai Syster Of Mercy fino ai Nine Inch Nails. Un disco che dice tutto già nella copertina, con l’assassinio di Marat. Purtroppo non sono mai riuscito a comprarlo, fu una edizione limitata, credo solo in 250. Il secondo capitolo, Unnatural World, riprende da un lato la tristezza e la malinconia del lavoro precedente ma dall’altro risulta un disco più compatto, più saturo di suoni, suona leggermente diciamo rock (bellissima la drum machine in Cropsey). Al di la dei gusti, c’è solo da togliersi il cappello per questi ragazzi.

Ricapitolando

Phantom Love – Crave For Lust (2013)
Eraas – Initiation (2013)
Pontiak – Innocence (2014)
Have A Nice Life – Unnatural World (2014)


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