
Il maestro dell’Idaho (voce e mente dei Neurosis) giunge al quarto disco solista, da aggiungere al non meno importate progetto Harvestman.
Niente sfuriate post metal della band madre, ma un folk oscuro, voce baritonale a scandire inquietudini giornaliere sopra un pianoforte dismesso e un fingerpicking magistrale. Album minimale ma di una ricchezza timbrica meravigliosa, merito anche della viola affidata a Eyvind Kang, con Pat Schowe alle percussioni e J. Kardong alla pedal steel.
Elegante come un funerale, un disco meraviglioso.




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