Un disco all’anno, ormai per Eugenio Carìa è diventato uno standard. E finchè il risultato è questo va bene, anzi benissimo. Messa da parte la techno e il glitch degli album precedenti, il nostro dilata le trame sonore (la riprova sta nel fatto che i due pezzi più cupi lo vedono in solitaria), si circonda di prestigiosi collaboratori (Subheim, Sebastian Plano, Mia Zabelka) e tra armonie immaginifiche, ricami d’archi e lievi bagliori sintetici riesce a creare un’opera formidabile.
Anno: 2015
Genere: Elettronic / Ambient
Casa Discografica: Denovali




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