Nel viaggio dantesco, dopo il paese immaginario dipinto a tinte forti e la cattedrale intravista nella nebbia, il compositore canadese aveva smarrito la retta via dinanzi alla Vergine. Da questo punto non si può tornare indietro, tutto ciò che succederà poi sarà figlio di questo momento.
Questo Love Streams (uscito su 4AD e non su Kranky come i precedenti) punta a riuscire a riveder le stelle. La strada può sembrare facile a primo acchito, ma sono passi incerti. Si barcolla, si naviga a vista, ci si aggrappa, si cade, ci si rialza.

Accolti dai fiati di Obsidian Counterpoint, diventano presto degli sbuffi senza controllo. Le voci frenetiche di Music Of The Air e Violet Monumental I – i cori provengono dalle opere del compositore fiammingo Josquin Desprez ma sono stati rielaborati e snaturati digitalmente con la collaborazione di Jóhann Jóhannsson e del produttore Ben Frost – diventano ben presto imperscrutabili, gli arpeggi in Bijie Dream e Live Leak Instrumental presto assumono la forma rumorismi graffianti. Anche l’innocuo sintetizzatore di Violet Monumental II concede il fianco ad un’andatura barcollante. Castrati Stack e Voice Crack non si smentiscono, tra bordate noise, voci confuse e beep interstellari. La chiusura è affidata al duo Collapse Sonata / Black Phase, un’accozzaglia rumorosa in cui ritorna il dualismo tra passato e presente. Che ormai fanno parte del tutto fino a coesistere.

Anche nei momenti più alti c’è sempre un riverbero, un drone, una bordata noise, un giro di chitarra ad essere fuori dal coro. Anche il suono o il momento più pacato può trasformarsi in turbamento. Una sorta di felicità turbata all’improvviso, un momento di imperfezione. Un momento di imperfezione umana.
Sempre fedele alla propria traiettoria, disseminando di false speranze i propri lavori, mi sembra giusto riconoscere in Hecker uno dei miglior produttori di musica elettronica in circolazione.

Anno: 2016
Genere: Elettronica / Ambient / Modern Classical
Casa Discografica: 4AD


Lascia un commento

In voga