Di Ry Cuming avevo già parlato in Liminal, l’album d’esordio dei The Acid, trio composto dallo stesso Ry insieme Adam Freeland e Steve Nalepa. Australiano classe 1988, esordì con l’omonimo disco nel 2010. Poi fa qualche concerto di spalla ai Marron5 quindi vi ho detto tutto.
Con questo disco RY cerca la svolta della sua carriera, alla o la va o la spacca. Sul momento sembra lo sconosciuto da tre palle e un soldo che si presenta ad un talent e dopo 5 secondi che canta il pubblico se l’è già fatta addosso. In parte è vero, mi ha fatto lo stesso effetto a me (ma non me la sono fatta sotto). In realtà il discorso, se approfondito su un buon impianto stereo, è leggermente diverso.
Soul dalle importanti dosi elettroniche, la voce sempre in primo piano, a zighe tra Nick Drake e Jeff Bucley, in una sorta di sali e scendi emotivo che svaria da episodi più intimi che ricordano in alcuni passaggi i Sigur Ross (Saft, Bacon, Lean) a momenti più dancerecci (Deliverance e Haste). Una compostezza levigata che è la sua delizia ma anche la sua croce.
Disco che sicuramente piacerà a molti, la strada intrapresa è quella giusta.

Anno: 2016
Genere: Songwriter
Casa Discografica: Infectious


Lascia un commento

In voga