Michael Kiwanuka è un ugandese emigrato a Londra. Impara a suonare la chitarra ma, per sua stessa ammissione, non aveva mai pensato di poter diventare o il leader di una band oppure di produrre dischi a nome proprio.
Lo avevo lasciato li, fermo su una copertina a pensare. E’ passato un po’ di tempo, era il 2012. Nel frattempo cosa abbia fatto non si sa, certo è che deve aver pensato a lungo e bene per creare un opener come Cold Little Heart dove i Pink Floyd più scintillanti fanno pian pianino strada morbida voce di Micheal.
Ed è questa maturità artistica a spiccare appena premuto play, soprattutto nel trittico a metà disco Falling, Place I Belong e Love & Hate (che nel mood ricorda Inner City Blues di “che te lo dico” a fare Marvin Gaye).
Produce Danger Mouse, che non intralcia troppo il lavoro di Micheal, tranne che in One More Night dove si sente un po’ troppo il groove alla Tighten Up dei Black Keys – prodotti sempre dallo stesso Danger Mouse.
Love & Hate è un viaggio sincero, un disco di ampio respiro, più impegnato del precedente anche se un spesso batte troppo con forza sul “nero che vive tra i bianchi che non sono razzisti ma…”. Vedetela come più vi pare ma il fatto che questo sia un gran disco di black-soul è innegabile.
Anno: 2016
Genere: Soul
Casa Discografica: Polydor




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