
Me ne ero clamorosamente dimenticato! O meglio, questo disco è stato la scintilla che mi ha fatto tornare a mente Exile On Main St. e le righe che avevo nel cosiddetto cassetto da un po’ di tempo.
Partendo dall’assunto che non scrivo di dischi, per me, brutti – non ho tempo da perdere – il fatto che sia qui è già un punto positivo. L’altra è che i Rolling Stones realizzano il loro miglior disco da una quarantina di anni a questa parte. Considerando cagate come A Bigger Bang (2005) o rifritture come la deluxe edition dello stesso Exile On Main St. o GRRR! la cosa non era difficile.
Come non era difficile sbagliare stavolta, visto che c’era solo da ricordarsi come si tengono gli strumenti in mano. Perché qua siamo sull’usato sicuro, vecchi pezzi blues tra Howlin’ Wolf e Magic Sam. Ma la band è piuttosto in forma, la registrazione è sincera senza essere troppo patinata. Jagger suona come sempre alla grande l’armonica (soprattutto nella title track, originale di Memphis Slim) rendendo omaggio anche a Little Walter in pezzi come I Gotta Go e Hate to See You Go, il pirata Richards è vivo e lotta insieme a noi cedendo la scena all’illustre Sua Maestà Eric Clapton in Everybody Knows About My Good Thing e I Can’t Quit You Baby (nella versione originale di Willie Dixon).
I Rolling Stones contengono i danni tornando a fare quello che facevano 50 anni fa: suonare ore e ore sui dischi blues provenienti dall’America.




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