Altro ripescaggio dello scorso anno. Era già da un po’ di tempo che li tenevano d’occhio, ma per ricordarmi il nome dovevo fare un giochino di memoria, ovvero associare King Creosote ai Jesus Lizard. Una volta messo in pista ho scoperto che l’origine del nome non ci combina niente. La band doveva chiamarsi Gizzard Gizzard ma ad una parte dei componenti voleva il nome King Lizard, in onore di Jim Morrison. Ed ecco il compromesso King Gizzard & The Lizard Wizard. Australiani, seppur ancora giovani sono al loro ottavo album, il quarto su Heavenly Recording.
Il disco è monolite trascinante senza interruzione di continuità – non si avverte nemmeno lo stacco tra le tracce – creato da 7 componenti un po’ svitati di cui tre chitarre, un’armonica distorta e due batteristi. 40 minuti a tutta manetta, ritmi incalzanti e destrutturanti ma soprattutto tanto rock’n’roll, tra Kinks (Wah Wah), Monks, MC5 (Evil Death Roll), Frank Zappa (Invisible Face), Motorhead (Road Train) con incursioni hard rock, garage, punk e psichedelia seventies.
La registrazione è di proposito lo-fi ma la cosa non inficia minimamente la qualità né rende l’operazione paraculo, anzi è perfettamente opportuna al senso del disco.
Beh a questo punto non mi resta che recuperare i precedenti e addentrarmi nel nuovo uscito pochi giorni.
Anno: 2016
Genere: Rock&roll / Seventies
Casa Discografica: Heavenly Recording




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