Dei Gatti Mézzi ho già fatto un’introduzione qui, quindi non mi dilungherò più di tanto. Aggiungo solo che questo Struscioni, uscito nel 2009, è il primo disco non autoprodotto, inciso in Italia ma masterizzato agli Sterling Sound Studios di New York da Steve Fallone. In aggiunta al duo Novi – Bottai ci sono anche Matteo Consani e Matteo Anelli.
Arrivati al terzo album (dopo Anco Alle Puci Ni Viene La Tosse del 2006 e Amori e Fortori del 2007), il duo pisano mette definitivamente le proprio idee in una forma canzone completa, con arrangiamenti ricercati e di qualità, senza però rinunciare alla verve vernacolare pisana e non solo. All’interno ci sono alcune delle migliori perle a firma Gatti Mèzzi e la solita sfilza di personaggi bizzarri e curiosi. Ce ne sono a bizzeffe nello swing un po’ folle di Fra l’ariporto e la stazione (Fra l’arioporto e la stazione / ci sta un popolo di matti / sangiustesi, magrebini, sanmarchini e filippini), il famoso Sor Tentenna nell’omonima canzone (Ciondolo per le vie / e un so mai dove andà’ / sono ‘n cerca d’affètto / mi sciagatto a Nutella) e l’agghiacciante ritratto di una serata a ballare con gente non più giovane in Avanzi di balera (Stanchi da risurtà’ speciali / una vita fra l’uscio e ‘r muro / dar ballo all’orinali). Per non parlare di Lucianino in Forbici, il bottegaio che se va ar mare non trova l’acqua!.
Il tutto alternato a momenti più o meno seri. La nostalgia del mare in Portami a pescare (dice vai che su’ monti vai a gòde / senza l’umido e ‘r cardo d’agosto / dice a vorte si vede anco ‘r mare / in fondo a ‘ampi davvero ir mare), la dolente Morandi, dedicata ad un innocuo ubriacone morto investito sulla strada per San Giuliano, il doo-woop al veleno di Se (Se t’atteggi tutta a fia / ma sai di pescheria / guarda è meglio finì’) e lo swing esotico di Ma loro sono avanti, impietoso ritratto del popolo americano (Mangian’ senape e mostarda / pollo fritto e marmellata / un si pone ‘r paragone / cor mi pane e soppressata). C’è lo spazio anche per un po’ di intimità in Sott’Arno stasera, dolce ninna tra due giovani innamorati (Mi garberebbe venìtti nascosto / vicino e poi ditti ti vedo, ti vedo / datti un nocchino, poi lesto un bacino / se ruzzo mi dici che scemo, che scemo / dentro all’orecchio ti porterò / stasera sott’Arno con me).
Chiude Sur Purma, surreale viaggio su un pullman senza biglietto e della seguente discussione con il controllore (Vieni puppasedani, ti faccio la murta e la paghi!”) e Cacciucco Blues, blues d’antan che si cimenta tra le differenze tra pisani e livornesi (Guarda là ‘ome sei vestito / ciai li zoccoli ‘nfradito / sullo Scarabeo contento / co’ capelli biondi ar vento).
Dedicato ai tempi che furono, identificati nei famosi struscioni di gioventù – perfetta è la traccia introduttiva – il duo pisano al terzo disco coglie nel segno, facendo un salto di qualità importante.
Genere: Cantautorato
Casa Discografica: SAM




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