Seconda prova (la prima, The Space Is Only Noise, è del 2011) per il giovane producer di origine cilene (ma americano di adozione), ispirata a dei fatti realmente accaduti nel suo paese (sua madre e sue padre, un importante artista, dovettero emigrare dal cile al tempo di Pinochet).

Ancora di più che nel precedente album, si intuisce quanto Nicolas Jaar sia abile nel fondere i generi più simili (post-punk, new wave) con i più disparati come l’ambient, il doo-wop e perfino ritmi latini.

E lo fa con usando strutture non convenzionali (Killing Time), con operazioni cut and paste, rumori di sottofondo, rapidi flussi di note che si interrompono in scie elettroniche (Three Side Of Nazareth, vicina per groove ai Dirty Beach) soppiantate da delicate note di piano. Il tutto contornato da un canto (come nella barcollante NO) che a prima vista a prima vista potrebbe essere algido ma riesce alla fine a veicolare contenuti importati con una musica sostanzialmente gentile.

Con questo lavoro Jaar sposta ancora più in alto l’asticella qualitativa della sua musica, confermandosi, pur essendo giovanissimo, come uno dei nomi di rilievo della musica elettronica di oggi.

Nicolas Jaar – Sirens (Other People, 2017)


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