Muddy Waters (al secolo McKinley Morganfield) nacque nell’aprile del 1915 a Rolling Fork, Mississippi. Fu cresciuto dalla nonna materna in seguito alla morte della madre quando aveva soli tre anni. Il suo soprannome, Muddy Waters, gli fu dato dalla nonna poiché da piccolo gli piaceva giocare sempre presso un fiumicello fangoso. La sua formazione scolastica si fermò alla terza classe, condannandolo all’analfabetismo. Nei fine settimana poteva ascoltare la musica nei juke point locali e sul fonografo della nonna.

A tredici anni ascoltò How Long The Blues di Lerroy Carr. Sentì Charley Patton, dal vivo e su disco, Big Joe Williams e i Mississippi Sheiks a Clarksdale. A 17 anni ricevette la sua prima chitarra e così cominciò ad esibirsi nelle varie feste e locali cominciando a sviluppare un sound che richiamava direttamente i più famosi bluesmen del Delta, primi fra tutti Son House e Robert Johnson. Lasciò il Mississipi per trasferirsi a Chicago nel 1943. Con l’aiuto di Big Bill Broonzy, riuscì a trovare un suo spazio nella competitiva scena blues della Wind City dell’Illinois. Per qualche tempo, Waters suonò la chitarra acustica nella band di Sonny Boy Williamson.

Già nel 1944 Muddy cominciò a dedicarsi alla chitarra elettrica e costruirsi la fama di grande musicista. Nel ’45 acquistò la prima chitarra elettrica e nell’aprile del ’47 incise per l’Aristocrat Records. Gypsy Woman/Little Anna Mae fu il primo album di Muddy, con Sunnyland al piano e Big Crawford al basso. Un’altra seduta nel ’48 fruttò I Can’ Be Satisfied/ I Feel Like Goin’ Home.

La svolta nel ’54. Grazie alle conoscenze che aveva l’amico Jimmy Rogers, riuscì a mettere insieme una vera e propria band, forse la più grande blues band di sempre: Jimmy Rogers alla chitarra, Little Walter all’armonica, Otis Spann al pianoforte, Willie Dixon al basso. La Muddy Waters Blues Band fu sempre a componenti ed ospitò anche altri musicisti come Elga Edmonds, Pat Hare, Junior Wells, Big Walter Horton, Memphis Slim, Willie “Big Eyes” Smith, Donald “Duck” Dunn, Fred Below, James Cotton, Eddie Boyd, Sunnyland Slim e Jhonny Winter.

I dieci anni fra 1950 e il 1960 fu il periodo delle più grandi produzione di Muddy Waters&friends: Long Distance Call, Mannish Boy, Got My Mojo Working, She Loves Me, She’s Nineteen Years Old, Hoochie Coochie Man, I Just Want to Make Love to You, I’m Ready. I tour si susseguirono senza sosta sia negli Stati Uniti sia in Europa per tutti gli anni 60.

Gli anni 70 sanciscono il divorzio di Muddy Waters dalla Chess Records per passare alla CBS/Blue Sky; da qui nascerà la stretta collaborazione con Johnny Winter, che frutterà l’album Hard Again. L’ultima performance di Waters fu durante uno spettacolo di Eric Clapton nel 1982. Il 30 Aprile dell’anno successivo, un attacco cardiaco pose fine alla vita del primo bluesman moderno all’età di 68 anni.

McKinley Morganfield è seppellito al Restvale Cemetery in Alsip, Illinois. A Waters deve essere riconosciuto il merito, più che ad altri, di aver trasportato il blues acustico di Robert Johnson e Son House sulla chitarra elettrica e di aver trasformato tale energia, finora espressa prevalentemente attraverso la voce, in suono pieno di carica e potenza. Non è da sottovalutare il talento chitarristico di Muddy, soprattutto nell’utilizzo del bottleneck che richiama l’energia dei vecchi bluesmen degli anni 20, ma tutto rivisto in un sound moderno elettrificato.

Dischi consigliati:

1958 The Best of Muddy Waters Chess
1960 Muddy Waters sings Big Bill Broonzy Chess
1960 At Newport Chess
1964 Folk Singer Chess
1966 The Real Folk Blues Chess
1967 More Real Folk Blues Chess
1968 Electric Mud Cadet Concept
1969 After the Rain Cadet Concept
1969 Sail On Chess
1971 They Call Me Muddy Waters Chess
1972 The London Muddy Waters Sessions Chess
1975 The Muddy Waters Woodstock Album Chess
1977 Hard Again Blue Sky
1978 I’m Ready Blue Sky
1979 Muddy “Mississippi” Waters – Live Blue Sky
2001 The Anthology (1947–1972) MCA/Chess
2007 Breakin’ It Up, Breakin’ It Down (Muddy Waters, Johnny Winter, & James Cotton) Epic/Legacy

Paziente opera di copia/incolla, tanto ascolto e niente più.

Fonti utilizzate

Blues. Una Storia Completa (a cura di Julia Rolf, edz. Logos, ISBN 78879408585)
http://en.wikipedia.org
http://allmusic.com
http://www.wirz.de/
http://www.bluessummit.com
http://www.scaruffi.com


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