“Non esiste una tomba, una lapide o un monumento dove effettuare un pellegrinaggio; la sua sagoma non è mai stata avvistata nell’isola deserta dove si sarebbero rifugiati Elvis Presley, Jimi Hendrix e altre icone maledette. Chuck non era una rockstar, ma un metallaro; non era né un martire né un eroe, ma una persona comune dalle doti speciali; non rifiutava la vita, ma la amava e si è aggrappato a essa fino all’ultimo.”

La prima volta che lessi il nome dei Death era il 2006 e, sui forum che seguivo all’epoca, tante persone ricordavano la figura di Charles “Chuck” Shuldiner a 5 anni dalla sua scomparsa, avvenuta il 13 dicembre del 2001 per un glioma pontino a soli 34 anni. Al tempo non avevo né le orecchie né tanto meno un background musicale, non dico per capire, ma anche solo per affrontare questo tipo di musica. Però riuscivo a capire l’ammirazione che tante persone provavano per Chuck, chitarrista, cantante nonché di fatto deus ex machina dei Death, band che, con una manciata di dischi rilasciati a cavallo tra gli anni ’80 e gli anni ’90, era riuscita a formare un genere di metal estremo (chiamatelo, senza dirlo a Chuck, death metal) per poi cambiarlo e superarlo dal suo interno.

Sono passati un po’ di anni, così come son passate tante cose che ho ascoltato, tra cui appunto gli stessi Death e cercando un libro sul metal in generale, sono incappato in questo volume, non proprio recentissimo a dire la verità. Nonostante appunto cercassi altro, mi è sembrato il momento giusto per leggere un libro su una band di metal estremo.

Gissi (giovanissimo, classe 1988), in collaborazione con Angelo Mora, ci porta direttamente all’inizio della carriera di Chuck con la sua prima band (i Mantas), per poi affrontare la nascita dei Death e del cosiddetto death metal con i primi 3 album (Scream Bloody Gore / Leprosy / Spiritual Healing), arrivando alla fase della maturità ovvero “altro da esso” con il trio Human / Individual Thought Patterns / Symbolic,  (il mio preferito) fino all’ultima resurrezione della band con The Sound Of Perseverance.

Il percorso di Gissi è suddiviso in intervalli temporali che sono di fatto le pubblicazioni degli album, dove si narrano la varie vicende legate alla genesi dei dischi, i suoi protagonisti, i tour promozionali, in un racconto track by track (con testi anche tradotti nelle note a piè di pagina) che non scade mai nell’adulazione ma anzi, cerca di scavare a fondo sul significato delle composizione dei Death.

Ne vieni fuori nel complesso un libro molto valido, fatto anche di numerose testimonianze rese dalle persone che sono state vicino a Chuck che ci aiutano a capire la sua non facile personalità. Perché se da un lato rappresentava la parte “buona” di un certo tipo di musica, senza i vizi e vezzi di una rockstar, dall’altra lo spingersi sempre in avanti alla ricerca di una musica innovativa lo portò a fare e disfare la band numerose volte. Ciò attirò anche le rimostranze di una parte dei fan che gli rimproveravano un certo ammorbidimento del suono e la negazione di ciò che aveva fatto nella prima parte di carriera nella sua carriera (in realtà fu il contrario). In tutta risposta Chuck prese posizioni sempre più estreme e strani comportamenti, in una pericoloso vortice capace di autoalimentarsi. Anche il pessimo rapporto con le case discografiche e i promoter dei tour (anche se Chuck e i Death in generale non sono mai stati animali da palcoscenico) erano benzina su un fuoco che covava costantemente.

Ero un po’ scettico su questa opera, perché di libri di musica ne ho letti diversi ma, salvo i casi di biografie scritte a più mani (da non perdere quella di Keith Richards e Lemmy), spesso sono validi nei contenuti perché scritti da persone che sanno il fatto loro in materia ma che purtroppo non riescono a mettere su carta in maniera adeguata quello che hanno in testa.

Invece Gissi, oltre ad un lavoro di ricostruzione certosino di tutto il materiale biografico su Chuck e la band (vissuta in un cui internet era in forma embrionale) utilizza una buona scrittura e il libro è ampiamente godibile, destinato a chi già conosce Death e li vuole approfondire o chi ne conosce solo una parte.

Rino Gissi – Death by Metal. La storia di Chuck Schuldiner e dei Death (Tsunami, 2013, 200 p.)


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