Il contenuto che segue contiene importanti spoiler del gioco.

In tre discendono, in tre ti aprono la via, con il sangue degli offerenti, ti richiamiamo a noi.
Ave, Figlia dell’Odio, Creatrice di Sanctuarium. Ave, Lilith.
Pur rimanendo letteralmente terrorizzato dall’esperienza con Diablo II (a posteriori, non è solo l’ambientazione me è anche il fatto che se si vuole andar per mostri bisogna essere organizzati) mi faceva troppa gola provare Diablo IV sul Game Pass, il primo gioco Activision – Blizzard a sbarcare sul servizio Xbox dopo l’acquisizione di quest’ultima da parte di Microsoft nell’ottobre 2023. Lo sbarco fu annunciato come arma di distrazione di massa in stile “mossa Kansas City” nel famoso podcast di metà febbraio per bocca di Phil Spencer e la data segnata sul calendario era quella del 28 marzo. Il gioco si presenta già con quasi un anno di vita sulle spalle ed è alla sua terza stagione, La Stagione dei Costrutti.
Sono riuscito, grazie ad alcuni content creator, a seguire da vicino l’uscita del gioco (6 Giugno 2023) ma non me l’ero sentita di comprarlo al Day One anche perché dovevo sempre completare il terzo capitolo e in quel momento non mi andava di giocare ad un gioco del genere. Un giorno però mi sono deciso ad affrontare anche il terzo e molto discusso (ora ho capito perché) capitolo della saga.
Ma andiamo con ordine. Come on guys!
Come ho già scritto diverse volte, Diablo III in confronto a Diablo II (ma anche a Diablo IV) è il Carnevale di Rio! Vuoi per una palette di colori tra il Gay Pride e l’arcobaleno, vuoi perché è uscito nel 2012 e su consolle ha una resa grafica piuttosto discutibile, vuoi per una estrema semplificazione sulle skill e sul loot, vuoi per una campagna piuttosto scialba senza personaggi memorabili, il gioco ai bassi livelli è mediocre sotto tutti i punti di vista, rappresentando però paradossalmente il miglior capitolo con cui approcciarsi nel mondo di Diablo. Basta equipaggiare gli oggetti che hanno la freccia verde (quindi migliori di quelli che abbiamo), scegliere una o due abilità principali e la campagna la portiamo a casa in punta di dito.
La mia ovviamente è un’estremizzazione, volontariamente non ho provato l’endgame ne altri contenuti, ma è comunque un gioco poco amato dalla community stessa, ricordato soprattutto per le vicissitudini come la Casa d’Aste dove gli oggetti potevano essere scambiati sia con valuta in game che con valuta reale, chiusa da Blizzard nel giro di un anno.
In ogni caso, completato il terzo capitolo, non avevo più scuse, backlog a parte. Ad inizio avventura il mio intento era quello di finire la campagna, poi mi sono incuriosito (nonché galvanizzato) ed ho voluto fare anche delle attività end game, dandomi come deadline il 14 di Maggio, ovvero la fine della terza stagione. La mia stagione, con il Barbaro Bindo si è conclusa a livello 71 con il livello del Mondo a Tormento. Un ottimo risultato, visto che me lo sono giocato tutto in solitaria e senza avere grossi aiuti da altri giocatori, se non giusto qualche video o le guide su Maxroll.

La quarta stagione porterà sostanziali novità in tanti aspetti, dal loot all’itemizzazione, con la volontà precisa di ridurre il tempo in cui “si leggono” gli oggetti a favore della giocabilità. Essendo su Games Pass, gli sviluppatori devono comunque dare un gioco che all’inizio sia “for the masses”, che sia affascinante e stimolante senza essere cervellotico in modo da attirare tanti possibili nuovi giocatori, per poi alzare il livello di sfida man mano che si progredisce nel gioco. Potrebbe essere una versione 2.0 del gioco mentre i più smaliziati affermano che così Diablo IV uscirà finalmente dalla beta. Quindi prendete queste righe come “base” perché il gioco è sostanzialmente un RPG hack ‘n slash con forti componenti GAS e MMO.
L’esperienza è stata ondivaga, dove all’inizio ho fatto fatica a capire alcune cose e sono andato troppo oltre il mio livello, quindi ho riannodato il filo dedicando attenzione solo alla campagna. Finita quella ho completato la missione stagionale, ho preso una bella mazza ed ho fatto il primo Capstone Dungeon, portando il livello del mondo a 3. Da qui in poi è stato un susseguirsi di attività tra missioni secondarie, dungeon, cripte, sussurri, maree infernali con un solo scopo: uccidere tutto ciò di ostile che ti si pari davanti. Ma facciamo un passo alla volta.
Prima cosa da fare è quella di affrontare la campagna, sia per familiarizzare con il gameplay ma anche perché la campagna di un Diablo merita sempre, per via della lore che a me personalmente piace e stuzzica parecchio. Non sono un fan del fantasy più sfrenato, ma onestamente la storia che c’è dietro ai giochi della serie Diablo mi ha sempre affascinato e mi dispiace che non esista niente di cartaceo che raggruppi il tutto, ma solo un gran spezzatino in lingua originale. Solo su YouTube ci sono dei video che ripercorrono l’origine di Sanctuarium (consiglio la famosa Lorewalker) ma sono, seppur di pregio, contenuti fatti dalle community di appassionati.

Eravamo rimasti all’aspra battaglia combattuta al fianco di Tyreal contro Adria, la madre di Leah, la nipote dell’Horadrim Deckard Cain che, con un abile colpo di teatro, aveva rivelato di essere stata una adepta di Diablo e che Leah era la figlia dell’Oscuro Viandante. Divenuto il Male Supremo e raccolti i poteri di tutti e sette i Primi Maligni, Diablo lanciò il suo assalto alle porte del Paradiso Celeste, seminando il panico tra le schiere degli Angeli. Fortunatamente sappiamo tutti com’è andata.
Ma si potrebbe dire che il male non dorme mai, o più esattamente, l’Eterno Conflitto non muore mai. Infatti, alcuni cultisti, cercheranno di riportare a Sanctuarium niente popò di meno che Lilith, la figlia di Mephisto, capace di risvegliare i desideri più profondi nel cuore di chi la circonda, siano essi demoni, umani o bestie. Profonde paure, rabbia incontrollabile, impulsi repressi e desideri peccaminosi emergono violentemente e senza freni con la sua sola presenza. Ma a causa di un particolare legame tra il nostro personaggio (nel gioco è chiamato, come da tradizione “Il Viandante”) e la Regina delle Succubi, saremo chiamati in causa per seguirne le tracce, aiutati dagli Horadrim Lorath e Donan, usando tutti i mezzi possibili e immaginabili, venendo a patti anche con losche figure. Man mano che la storia prosegue scopriremo i piani di Lilith ed anche la comparsa del rinnegato Inarius potrà darci le risposte alle domande che ci siamo poste lungo tutta la storia.
La campagna è molto interessante da seguire. E’ ben scritta, con un buon ritmo (anche se a volte le missioni sono troppo frammentate e sono un po’ cheap come portare un oggetto A fino al punto B che dista due metri), non difficile da completare e che richiede circa una trentina di ore. I personaggi in ballo sono pochi e non ne vengono introdotti altri che non siano già stati nominati ma di fatto risultano ben inseriti nella narrazione, a fronte anche di ciò che è successo nei capitoli precedenti e della piega che prenderà questo capitolo in futuro. Io l’ho fatta a livello del mondo I, per non scoraggiarmi troppo ma si può fare anche a livello del mondo II (Veterano). Gli altri due livelli, Incubo e Tormento, richiedono una build più strutturata e un’attenzione particolare. Ovviamente più è alto è il livello del Mondo in cui giocheremo, più alta sarà la qualità degli oggetti, da Sacro ad Ancestrale, fino ad Unico, che troveremo a giro per Sanctuarium.
Altra cosa da fare subito è la missione stagionale, dove saremo chiamati a dissotterrare il Telaio, un’antica tecnologia progettata da Zoltun Kulle, Horadrim rinnegato, e Ayuzhan di Caldeum. Guidati dallo stesso Ayuzhan ci faremo largo tra le Cripte del Vestibolo, un centro cittadino al di sotto del Kehjistan, dove tra trappole e costrutti letali dovrei dare la caccia all’inarrestabile Malphas.

Anche la missione stagionale non è male, ha un buon ritmo nella sua brevità e non è troppo impegnativa. Una volta completata ci permetterà di sbloccare il nostro Costrutto, ovvero un simpatico ragnetto che ci verrà sempre appresso e che sarà dotato di due Pietre di Controllo (sostanzialmente le abilità) e tre Pietre di Regolazione per ogni Pietra di Controllo (per aumentare capacità e utilità) che dovranno essere sbloccate e potenziate. Per far ciò dovremmo compiere delle spedizioni all’arrembaggio nelle Scosse Arcane, ovvero delle zone dove potremmo distruggere altri costrutti ed Araldi di Malphas che ci rilasceranno pietre frantumate oppure fare delle spedizioni nelle Cripte (sia normali che da Incubo) in modo da poter fare avanzare di grado le nostri pietre. Nelle spedizioni da Incubo sarà possibile mettere delle Perle di Protezione che ci daranno la Protezione Di Zoltun Kulle e, se saremo riusciti a contenere i danni dalle trappole nelle Cripte, saremo in grado di aprire degli appositi forzieri per ottenere oggetti di vario tipo aggiuntivi.
L’idea del Costrutto è valida e se impostato a dovere fa il suo prezioso lavoro. Purtroppo le Cripte “vivono” sempre nel medesimo ambiente ed avere una configurazione di alto livello sul Costrutto richiede tempo, abilità e il raggiungimento di alcuni obiettivi non proprio immediati, tra cui un bel Uber Boss. E’ una formula ormai consolidata quella di avere un “aiutante” su Diablo, simile al Mercenario del secondo capitolo, che nel mio caso è morto un’infinità di volte, pace all’anima sua.
Una volta terminata la campagna e la missione stagionale potremmo esplorare tutta la mappa di Sanctuarium e dedicarci a tutte quelle attività endgame che il gioco offre. Per inciso, sento sempre di parlare di endgame ma credo che sia più giusto parlare forse di livelli, ovvero l’endgame inizia dal livello 75 (che coincide con la possibilità di sbloccare il livello del mondo IV), mentre nei livelli sotto siamo in un mid-game, ovvero verso l’endgame. Erroneamente credevo fosse al livello 50 (dove sbloccheremo anche il fondamentale Tabellone delle Eccellenze), quindi mi sono messo a seguire build per l’endgame dove però sarebbe stato impossibile trovare gli oggetti richiesti proprio per il discorso fatto in precedenza, ovvero certi oggetti si trovano solo a determinati livelli del Mondo e possono essere equipaggiati solo ad un certo livello del personaggio. Purtroppo può capitare di essere in un limbo, ovvero di essere troppo forte per dove siamo ma troppo debole per dove vorremmo andare. Poi c’è la storia della mamma streamer che ha battuta Elias a Tormento sotto di dieci livelli ma questo è un altro discorso.

Quindi avremo una mappa di gioco, il mondo di Sanctuarium, diviso in 5 macroregioni, avremo a disposizione 5 livelli di fama da sbloccare tramite una serie di attività da svolgere come esplorare la mappa, aiutare delle persone in piccole missioni secondarie, trovare i waypoint, gli Altari di Lilith o completare vari dungeon. Progredendo sempre di più potremmo ottenere diversi benefici dove alcuni saranno legati al personaggio in questione (stagionale) mentre altri saranno sempre disponibili alla creazione di un nuovo personaggio, anche in altre stagioni. Completare le regioni almeno al terzo livello conferisce pozioni vitali e punti abilità extra, quindi va da sé che anche questo è un obiettivo da raggiungere il prima possibile.
Poi potremmo cimentarsi in un sacco di attività dove ognuna di queste ci darà esperienza per salire di livello e tutta una serie di oggetti, tra armi, armature, pietre e chi più ne ha più ne metta per rimpinguare per bene il nostro personaggio.
Ci sono le Maree Infernali, un evento a tempo con ampie aree della mappa colorate di rosso piene zeppe di nemici dove raccogliere la Brace Aberrante da depositare nei vari forzieri per avere oggetti ed equipaggiamento. Il famoso Albero dei Sussurri, ovvero piccole spedizioni contrassegnate sulla mappa dove raccogliere i Tetri Favori ed una volta arrivati a 10 renderli (ricordatevi che l’Albero non dimentica…) ottenere casse random di equipaggiamento ed oggetti per l’Eco di Vashna. Le Spedizioni da Incubo, ovvero i classici dungeon ma con sopra un apposito Sigillo, dove la difficoltà sarà ben maggiore di un dungeon normale ma in cambio avremo anche la possibilità di far salire i nostri glifi, ovvero i nodi fondamentali del tabellone delle eccellenze.
Potremmo affrontare Boss Mondiali ed Eventi Legione insieme ad altri giocatori, che compariranno sulla mamma con dei timer dedicati. C’è anche una piccola parte in PvP, ovvero i Campi dell’odio, un’area predefinita della mappa dove potremmo recuperare la Polvere Rossa, una pregiata valuta da spendere in alcuni venditori, oppure riempire di legnate altri giocatori depredandoli di frammenti speciali che possiamo poi riportare in città e scambiare per bottini, oggetti cosmetici e altri collezionabili.
Il tutto poi nel grande cappello del percorso stagionale composto da ben 7 capitoli ricchi di attività da compiere. Ogni capitolo sbloccherà il capitolo successivo ma le singole attività dei capitoli possono essere svolte in maniera casuale ed a qualsiasi difficoltà. In cambio avremmo degli Aspetti Leggendari, Favori Maggiori (che servono per progredire nel Pass Battaglia), Pietre di Regolazione e molto altro.
A livello tecnico è stata la migliore esperienza fatta su un Diablo, in virtù del fatto che, pur essendo limitato al full HD, l’accoppiata Pc – monitor per me è superiore alla coppia consolle – tv.
Non ho lavorato molto sulle impostazioni, ma con preset medio alti il gioco ha una buona fluidità di fondo mantenendo sempre alto il frame rate e tra boss, effetti, animazioni, counter e compagnia bella non ci sono molti intoppi. Mi è capitato solo un glitch grafico con una spada, ma niente di invalidante.
A livello di level design, dimenticatevi i colori da Festival dell’Unicorno di Diablo 3. Qua c’è il giusto livello di oscurità e, se pur un po’ ripetitivo, è ben curato, con la giusta dose di gore, malvagità e desolazione. Anche la mappa, i testi ed i menù rappresentano un ritorno al passato dove il tentativo di dare un accessibilità moderna al gioco è palese ma non ancora del tutto ottimizzato. Nella campagna la caratterizzazione dei personaggi è meravigliosa, con Lilith, Inarius ed Elias a dare il via a straordinarie cutscene.
Anche l’audio non è da meno, con ottimi suoni ambientali ed una localizzazione italiana di alto livello con doppiatori del calibro di Carlo Valli (Donan), Patrizia Mottola (Lilith)e Stefano Mondini (Lorath).

Ho trovato solo un po’ di lag nei controlli ma mi riservo il beneficio del dubbio, visto che da pc è prevalentemente giocato tramite mouse e tastiera ed i miei controller incomincia a manifestare i noti problemi sulle leve L e R. Purtroppo sul lato server, una disconnessione improvvisa è sempre da mettere in conto anche se a me è capitato raramente (ma una boss fight l’ho dovuta rifare). Una nota stonata è la mancanza dei punti Rewards perché il gioco è sì sul Game Pass ma l’accesso passa sempre tramite l’account Battle.net. All’inizio ho avuto qualche problema, complice anche degli aggiornamenti non perfettamente sincronizzati.
A detta di chi scrive, pur nella mia poca esperienza in merito a questo tipo di giochi, credo che Diablo IV sia un gioco decoroso e che abbia delle basi solide per riportare nel lungo periodo in auge la serie, dopo il poco amato Diablo III e il pay-to-win di Diablo Immortal. Altrimenti non ci avrei speso più di cento ore.
Come già accennato qualche riga sopra, il gioco punta ad essere un’esperienza piramidale dove lo sbarco su Games Pass stimolerà gli sviluppatori nel allargare la base, pur mantenendo un esperienza di buon livello anche nelle prime fasi. Come ho detto sopra, ad un certo punto ci si trova un po’ smarriti perché le attività che ci possono dare boost di equipaggiamento sono tante e quindi è sempre un confronto certosino tra le statistiche dei vari oggetti, con incrementi, percentuali, buff, tempi di cool time ed aspetti leggendari da tenere d’occhio. Non ho le competenze per stabilire se la componente ruolistica sia a completamente a fuoco. Forse i più fini ed esigenti potrebbero trovare Path Of Exile o Grim Dawn più gratificanti ma come giocatore occasionale quale sono, ho comunque percepito un ottimo feedback dal personaggio, dove le sue qualità sono tangibili e anche tutte le volte che equipaggiavo oggetti o abilità diverse (indipendentemente da che fossero giuste o sbagliate) tale risultato variava in maniera apprezzabile. Molto interessante il tabellone delle eccellenze, dove non ci ho capito una mazza (l’ho copiato pari pari) mentre su quello delle abilità, pur essendo estremamente scenico, andrebbe un po’ ottimizzato meglio.
La differenza dei nemici ad alti livelli (soprattutto a difficoltà Tormento) si sente eccome, perché possono generare elementi come freddo e fulmine davvero letali. Se male ottimizzati in certe situazioni si muore ed anche male ma un respawn a Sanctuarium non si nega a nessuno. Mi era capitato in una roccaforte, dove ho cercato di battere, a difficoltà Avventuriero, per ben dieci volte un boss, senza successo. Trentacinque livelli dopo ci sono ritornato (a difficoltà Incubo) e in due minuti ho chiuso la pratica.
Diablo ha come peccato originale il tipo di gioco che è: le attività son sempre le solite, i mostri sono sempre i soliti, i luoghi sono sempre i soliti. Bisogna scendere a patti. Sono stimolanti, ma intrinsecamente ripetitive. Uccidere mostri sempre più forti per avere un equipaggiamento sempre migliore per uccidere mostri ancora più forti. Questo vale sempre, rispetto ovviamente al proprio livello di difficoltà. Ma il level cap è cento, con boss che vanno anche ben oltre, quindi capite bene quanto questo processo debba essere reiterato. Un’esperienza ripetitiva ma che il gioco da una parte incoraggia sempre, invogliandoti a fare dungeon più pericolosi, a misurarsi sempre con qualcosa di più difficile. Se si muore, pazienza, in Sanctuarium non è mai definitiva.
E considerando anche la stagionalità del gioco, dovranno esser bravi gli sviluppatori ad inserire nuovi contenuti per invogliare i giocatori vecchi o nuovi che siano, perché sostanzialmente dovranno crearsi di nuovo un personaggio (su cinque classi la scelta è scarsa) e fare almeno una parte delle cose fatte nella stagione precedente. Ci vuole un’ottima pianificazione della stagione, perché se è troppo lunga rischi di annoiare i giocatori più smaliziati, mentre se è troppo corta non si ha quel tipo di pausa fisiologica tra un capitolo e l’altro.
Sanctuarium non è un bel posto in cui passare le giornate. Ma non nascondo che spesso ho la malsana pulsione di andare a vedere cosa ancora hanno in serbo Angeli e Demoni per noi.
Diablo IV (Activision Blizzard, 2023, PC, Game Pass)




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