
Graphic novel comprata a braccetto con Black Monday. Ad esser sincero, il titolo mi aveva mandato fuori strada perché il plurale mi aveva dato da pensare che le storie narrate fossero più di una quando in realtà si narra solo una vicenda. Il plurale è perché, di mostri, ce ne sono sempre tanti.
Nel 1964 un giovane ragazzo di Bobby Bailey entra in un ufficio di arruolamento dell’esercito degli Stati Uniti. Per una serie di motivi entrerà a far parte di un programma di genetica che l’esercito americano ha appreso dai tedeschi dopo la fine della seconda guerra mondiale. Seguendo un segno del destino, il sergente McFarland decide di rintracciarlo ed aiutarlo, riannodando i dolorosi eventi del passato, sia suoi che di Bobby.
Barry Windsor Smith (classe 1949), importantissimo fumettista britannico dietro alle fortunate serie degli anni ‘70 di casa Marvel come gli Avengers o Daredevil, fino alla definitiva affermazione con l’origine di Wolverine nella serie Weapon X, si smarca dal mercato mainstream realizzando un’opera particolare, a tratti pesante, cruda e vagamente onirica.
Non di facile lettura di primo acchito, è densa di inchiostro oltre misura dove le tavole hanno un dettaglio grafico elevatissimo e sono soverchianti nella loro definizione. I personaggi, man mano che la storia avanza, camminano su di un filo invisibile e vengono letteralmente storpiati dagli eventi, basti pensare a Tom (il padre di Bailey) che perde completamente il senno per via della guerra e sua moglie, sciocca nella sua ingenua ottusità, fino ad arrivare all’agente di polizia che se ne innamora. Ci sono cambi di ritmo improvvisi in una forte contrapposizione Stati Uniti ed Europa. Non a caso l’America viene raffigurata nella cittadina che aspetta impaziente il giorno del ringraziamento (così come la moglie aspetta il marito di ritorno dalla guerra, a simboleggiare il fatto che, pur non vivendola sul proprio territorio, ne subisce lo stesso le conseguenze) mentre invece l’Europa è vista come il covo del male, dove i tedeschi compiono atroci esperimenti di genetica, straziando e mutilando i corpi di persone innocenti. Sul finale si cambierà registro, perché la terra delle occasioni spesso non è l’eden a cui tutti crediamo.
Pur provando dispiacere per le vicende narrate, ci sono un paio di scene, in cui alcune persone vengono umiliate costringendole in atti sessuali non voluti (di fatto veri e propri stupri) che mi hanno infastidito più di alcuni passaggi in cui vengono trattati gli esperimenti compiuti dai tedeschi. Sul momento mi sembravano situazioni totalmente fuori contesto, in realtà credo che sia una cosa voluta e studiata, volta a significare da una parte che la violenza sugli altri è sempre disponibile mentre dall’altra mi sono accorto che mi ha dato più fastidio un’inchiappettata a tradimento che non la selezione della razza.
Sono questi i piccoli semi che spesso generano i mostri cattivi (ma attenzione alla bambina…), un seme covato dall’autore per più di vent’anni.
Barry Windsor Smith – Mostri (Mondadori Oscar Ink, 2021, 368 p.)




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