
“Immaginò un nuovo tipo di provincia, una via di mezzo tra il paese di Lilliput dove era cresciuta e la Babele nella quale aveva tentato di essere un’altra, erroneamente convinta d’aver capito”.
“Il tradimento consuma in fretta le sue risorse: è un fuoco che chiede legna sempre più grande. Il secondo bacio non è simile al primo, rubato con il cuore in gola: vale già meno”.
Libro consigliatomi non mi ricordo più da chi e messo nella calderone delle liste dei desideri, acquistato semplicemente per la voglia di leggere qualcosa uscito lo scorso anno, pur non conoscendo l’autore e ne sapendo nemmeno di cosa parlasse, visto la cripticità delle note in copertina e una poca voglia di non spoilerarmi il contenuto. Ma è risaputo, nella “lista dei desideri” si entra facilmente ma difficilmente si esce.
Il libro racconta 5 storie (autoconclusive e non legate tra loro) che hanno sostanzialmente come protagonista la relazione tra individui. Tutte queste storie, alla fine, avranno in comune una cosa o, più precisamente, “una cosa che non esiste”.
La prima storia vede protagonista Lucia, redattrice in una fantomatica società di contenuti in una grande città e Francesco, vittima di un disturbo ossessivo compulsivo sin dall’infanzia. Nella seconda vi è Armando, vedovo e stanco della vita, alle prese con il ricordo del figlio scomparso e una figlia Laura ormai fuori dalla sua vita. Nella terza, due vecchi amici si ritrovano a cena, tra ricordi e strampalate teorie sui viaggi del tempo. Nella quarta, gli sposi Andrea e Silvia si ritroveranno vittime, loro malgrado, di un evento che cambierà per sempre la vita di entrambi. Nell’ultima, un importante direttore di banca racconterà in maniera tragicomica la sua esperienza con la propria amante.
Senza arrampicarsi in filosofismi inutili e senza scomodare teorie fantasiose, Zardi (finalista del Premio Strega del 2015) ci narra, con fare meticoloso e alternando registri diversi per ogni storia, delle vicende “dal basso”, mettendo a nudo quei meccanismi fatti di causa ed effetto che regolano il comportamento umano. Se principalmente si potrebbe pensare che il corpo segua regole fisiche, prestabilite, come se potessimo essere inscritti in una precisa figura geometrica pari all’uomo vitruviano, la mente va oltre gli schemi, aggiungendo quel pizzico di imprevedibilità, una sottile incertezza. In realtà è la commistione di queste componenti, fisiche e mentali, a creare la meccanica dei corpi, in un unicum sì fallace ma malettamente originale.
Libro semplice da leggere tutto d’un fiato, ricco di spunti dove non mancano dei momenti toccanti e qualche colpo di scena.
Paolo Zardi – La meccanica dei corpi (Neo, 2023, 170 p.)




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