Il contenuto che segue contiene importanti spoiler del gioco.

Avevo già fatto il proverbiale cerchio rosso sul calendario da un bel pezzo e volevo giocare questo DLC sin dal day one tanta era la curiosità, mettendo in pausa senza remore la mia attuale run su Cyberpunk 2077 dove, per inciso, sembra che abbia inquadrato il gioco. Avendo acquistato l’Upgrade Premium Edition lo scorso Settembre (i DLC dei giochi first party Microsoft non sono compresi nel Games Pass) non ho dovuto pensare nemmeno se era il momento di acquistarlo oppure no.
Sono arrivato a questo DLC bello carico, con la mia amata Kara a livello 106, skillatissima nelle abilità giuste, armata e corazzata di tutto punto. Nei momenti di vuoto ci sono tornato spesso su Starfield, provando alcune interessanti mod, giusto solo per la QoL, dismettendo avamposti ed equipaggiamento ormai superato, conservando solo tute leggendarie e navi rubate.

Sin da subito sapevamo cosa avrebbe trattato questo DLC, considerando che al “planner” di Starfield mancava ancora una fazione, forse quella più misteriosa e intrigante, dove la storia principale la lambisce e ne racconta l’origine solo per sommi capi, fornendo solo il nome del pianeta (Va’ruu’n’ki) e la venerazione che hanno i suoi membri verso una divinità chiamata Grande Serpente. Di soldati Va’ruu’n nemmeno l’ombra, solo qualche astronave ostile nei sistemi planetari remoti ed anche iniziare un run con i tratti Va’ruu’n non portava a granché.
L’interesse era anche su quanto questo DLC, insieme a tutte le precedenti patch correttive – migliorative introdotte nei mesi precedenti da Bethesda, potesse incidere sull’esperienza in generale del gioco, scuotendolo fin dalle sue fondamenta, come è stato con Phantom Liberty per il già citato Cyberpunk 2077 o per come fu Blood & Wine o Heart Of The Stone in The Witcher 3, sempre per rimanere in zona CD Projekt. Purtroppo non tutto è andato come mi sarei aspettato.
Ma andiamo con ordine. Come on guys!
L’approccio a questo DLC avviene nella maniera più scontata possibile, ovvero… basta decollare! Non una telefonata, una quest introduttiva o, ancora meglio, un qualcosa cucito su misura in base alla propria run. Basta scegliere come rotta un pianeta fuori dal nostro sistema e automaticamente, una volta in volo, ci troveremo davanti ad una misteriosa stazione spaziale, chiamata L’Oracolo, intenta a trasmettere una richiesta di soccorso. Una volta saliti a bordo dell’Oracolo, troveremo la stazione spaziale in totale assenza di gravità, immersa in uno strano liquido blu e incontreremo degli strani “fantasmi”. Una volta ripristinata l’energia della stazione riusciremo a fare un salto di gravità verso Var’uun’kai, il mondo natale della Casata Va’ruu’n.
Dopo un po’ di diffidenza iniziale, scopriremo che la città di Dazra è stata colpita da un’enorme esplosione che ne ha distrutto gran parte ed ucciso innumerevoli cittadini. Anche l’Araldo, Anasko Va’ruu’n, è scomparso e, a fianco delle tre casate (Ka’dic, Veth’aal e Dul’khef), dovremmo cercare di capire e risolvere i misteri presenti sul pianeta.
Sin dai primi minuti, il setting proposto da Bethesda si rivela interessante. Niente a che vedere con le “tinte horror” sbandierate in fase di presentazione dal reparto marketing però si avverte un filo di piacevole suspence, unita ad una palette cromatica diversa dal solito cinereo “Starfield style”. La direzione artistica mostra tutta la sua personalità anche una volta atterrati sulla terraferma. Il pianeta è avvolto in colori purpurei dove spiccano le sfere di un sfavillante azzurro elettrico che avvolgono la Città di Scaglie, il tutto sotto una densa polvere di stelle. Tra crepacci, caverne, santuari incastonati nelle montagne il world building rende merito ai ragazzi di Bethesda e lo stesso vale anche per la piccola cittadina di Dazra e la caratterizzazione estetica del popolo Va’ruu’n.

Dopo qualche ora di gioco si è palesato il timore che avevo su questo DLC, ovvero che fosse un cut content, un contenuto tagliato per i motivi più disparati dal gioco originale e riproposto come sorta di espansione. Beh non ci sono andato tanto lontano ed i motivi sono diversi.
Il primo punto che salta agli occhi riguarda la storia principale, che vorrebbe portarci a fare delle scelte tra scienza e fede ma che alla lunga si rivela un’esperienza incolore, dove la ripetuta devozione verso il Grande Serpente mostra subito la sua debolezza. Il rito iniziale è un fetch quest, basta posizionare 3 ninnoli in croce e si diventa membri della tanto temuta Casata Va’ruu’n con tanto di nomignolo. Benché corta, la scrittura delle missioni non ci regala momenti “alti”, solo un blando monito che alla fine qualsiasi tipo di devozione può risultare nociva. Anche la mitologia del Grande Serpente, così come la diatriba tra oppressi ed oppressori, non regala grosse emozioni ed il girovagare tra i Templi leggendo manoscritti ed incisioni non aggiunge alcunché. Non viene fuori niente di spessore dei Va’ruu’n, popolo che mi aspettavo con un elevato livello di cazzimma, hombre vertical di tutto rispetto. Per non parlare del finale, per fortuna non sono un megalomane ma gli ultimi dialoghi sono veramente fuori di ogni senso logico.
Nei dialoghi con gli altri personaggi ci sono qualche linea in più, soprattutto per chi è interessato a capire qualcosa di più su tutte le vicende, ma la persuasione soffre del medesimo difetto di sempre: gli NPC fanno quello che gli dici tu ma non si sa perchè, rispondendo sempre a monosillabi. In più si è costretti a fare delle scelte alle quali non si è preparati, si viene spinti a dover scegliere da che parte stare ma il gioco non ci forma a dovere e si finisce a scegliere per simpatia o semplicemente a caso.

Il secondo punto invece riguarda il mondo di gioco in cui si svolge l’espansione. Ho avuto la sensazione che gli sviluppatori abbiano aperto i cahiers de doléances consegnateli dai giocatori e abbiamo fatto il compitino andando nella direzione opposta a quanto fatto fino adesso. Se i caricamenti davano l’illusione che Nuova Atlantide fosse una città immensa, qua Dazra è minuscola, costruita su più livelli (io mi ci sono perso una infinità di volte ma io non faccio testo perchè mi perderei anche nel salotto di casa mia) con i vendor concentrati in un fazzoletto. Se l’esplorazione di un pianeta poteva risultare sfiancante, dovendo camminare ore e ore per poi trovare poco o niente, qui abbiamo da una parte l’inutile REV-8 (che oltre ad essere inguidabile ha un’arma che è equiparabile ad un sacchetto di coriandoli nella caccia al cinghiale), dall’altra obiettivi racchiusi in poco spazio, dove man mano che vengono scoperti possono essere usati come punto intermedio per trovarne altri. L’altra grande critica al gioco originale (anche del sottoscritto) era quella sui dungeon, dove la generazione procedurale alla fine si tramutava in caverne o avamposti sempre uguali, con i nemici sempre nella medesima posizione anche su pianeti di sistemi completamente diversi. Qua invece i dungeon non sono molti, ma sono tutti diversi ed è chiara l’evidenza che la generazione procedurale è stata messa da parte optando per una creazione a mano. E il rammarico aumenta perché sono fatti anche bene, portando una ventata di freschezza nell’esperienza globale, pur rimanendo nella cifra stilistica del gioco. Aggiungiamo anche che, contrariamente ai dungeon classici, qua gli ambienti sono pieni di Fantasmi indemoniati che respawano a più non posso, sono molto forti soprattutto a difficoltà elevate, dove si spara tanto, c’è tanta azione e per una frazione di secondo sembra di essere in Doom o in Halo.

Girovagando nella città principale basterà poco per poter incappare anche in missioni secondarie, alcune interessanti e ricche di azione (Una Casata Divisa, ll Metodo Scientifico, Il Duello), altre messe lì solo per “costringerci” ad esplorare il pianeta (Il Corriere, Il Percorso della Redenzione). Ma non vi è niente che tenga conto del trascorso del nostro personaggio. La mia run passa le 250 ore, ho combattuto Terrormorfi, Astrali, creature e nemici di ogni genere, rubato merci, astronavi, sposato una donna, commesso atti puri e impuri e di tutto ciò non vi è la benché minima traccia. Di questo me ne sono accorto perchè, in una missione secondaria, dovevo andare a recuperare un oggetto in una postazione controllata dalla Flotta Cremisi. Contro la mia volontà io sono un adepto della Flotta e per tanto non vengo mai attaccato dai pirati. Anzi, se lo faccio mi becco pure una taglia. Mi sono capitate delle missioni in cui dovevo uccidere qualcuno della Flotta ed una volta fatto nessuno della base si è mai ribellato a ciò. Orbene, bello spavaldo mi reco nella base convinto di essere accolto tra “ciao bro” e “bella frà” ma invece vengo attaccato senza pietà! Non ho mai avuto la possibilità di rinnegare la Flotta Cremisi, ma qua niente, si omette la vicenda e tanti saluti. Questo perché, come sostengo da sempre, in Starfield il nostro personaggio, pur chiamato a grandi avventure e grandi scoperte, è sostanzialmente invisibile e indifferente al mondo di gioco. Anche portarsi dietro Andreja serve a poco. Poteva essere la sua quest per eccellenza, ma a parte le fasi iniziali dove si avverte un sincero suo smarrimento (ma sparando come sempre a casaccio) l’ho persa quasi subito e sinceramente non ne ho avvertito la mancanza.

Sul lato prettamente tecnico non ho notato grosse migliorie al gioco, come detto sopra il colpo d’occhio rimane interessante (ho delle mod attive, non so quale sia il loro apporto in questo DLC) anche se nei momenti più caotici ho notato qualche rallentamento di troppo. Può anche essere che il mio i5-12400 in QHD con il gioco tutto maxato possa soffrire un po’, ma la cosa non è per niente invalidante, solo un dettaglio tecnico per onor di cronaca. La 4070 Super fa il suo dovere (e te credo…). Non sono state introdotte novità a livello di gameplay o abilità particolari, solo equipaggiamenti a tema Va’ruu’n. Io non ho considerato niente di tutto ciò, ho il mio arsenale di fiducia che difficilmente cambierò.
Ottime le musiche e tutti gli effetti sonori in generale.

Concludendo, un DLC che sostanzialmente non riesce a portare un sensibile contributo nell’universo di Starfield, ma colma solo la casella mancante della terza fazione. Ci sono delle missioni (soprattutto secondarie) molto divertenti da svolgere dentro bei dungeon ricche di azione, dove un approccio guardingo ci eviterà di morire più di una volta. Chi ha apprezzato il gioco originale, pur riconoscendone tutti i difetti e le mancanze, sarà riuscito ad apprezzarle insieme all’aria che si respira in questa espansione e si sarà divertito. Chi invece ha sempre odiato il gioco beh, forse questo DLC non l’ha nemmeno comprato.
Starfield: Shattered Space (Bethesda Games Studio / Bethesda Softwork / 2024 / versione PC / Game Pass + Upgrade Premium Edition)




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