Il contenuto che segue contiene importanti spoiler del gioco.

Non importa quanto siamo “insignificanti”, Combatteremo, ci sacrificheremo e troveremo un modo.
È quello che fanno gli umani.
Della saga di Mass Effect, pur non essendo mai riuscita a travalicare in maniera decisa il mondo dei videogiochi, ne ho sempre sentito parlare. Sostanzialmente per due motivi. Il primo per l’elevata qualità della produzione a livello narrativo, la caratterizzazione di tutti i personaggi e le scelte morali, spesso drammatiche ma necessarie, che il giocatore è costretto a compiere. Il secondo è per una sorta di nostalgia verso i giochi “di una volta”, quelli con un anima, dove dietro a righe di codice si riescono a raccontare vicende ricche di emozioni, capaci di lasciare un segno profondo in chi sta dall’altra parte con il pad in mano.
Ho il vago ricordo di aver provato, in maniera legale o meno, Mass Effect 3 alla sua uscita ma di averlo abbandonato perché troppo “di fantascienza”. Era il 2012, la mia secondo o terza vita videoludica, una vita in cui esisteva solo un gioco, Football Manager. Difficilmente avrebbero potuto trovare spazio le avventure del capitano Shepard e la sua banda.
Così come non mi ricordo per quale motivo, un paio di anni fa, nella terza o quarta vita videoludica, decisi di provare finalmente Mass Effect. Ai tempi provavo quasi tutto, dovendo un po’ capire cosa offriva il mercato. L’occasione propizia (forse è questo il motivo) è stato lo EA Play che, compreso nel Game Pass, mi ha dato la possibilità di accedere alla Legendary Edition, uscita nella primavera del 2021. Questa edizione contiene le versioni base di Mass Effect, Mass Effect 2 e Mass Effect 3, comprensive di tutti i pacchetti scaricabili, DLC compresi, il tutto in una veste tirata a lucido ed ottimizzata anche per le console di corrente generazione, inclusa la S Series, piattaforma su cui è svolta la mia esperienza nella galassia (il PC ancora non era nemmeno un’idea).
Sarò sincero. Non ci credevo molto all’inizio, un action RPG in terza persona non l’avevo mai provato, convinto di trovarmi davanti mostri brutti e grossi. Mi ero anche bloccato ad un certo punto, tanto da doverlo mettere in pausa e riprenderlo poi casualmente un giorno in Cloud Gaming, riuscendo a proseguire l’avventura. Da lì iniziò la mia discesa nel mondo di Mass Effect, che ha tutt’ora il culmine nel secondo capitolo che, con i suoi personaggi e le sue interazioni, rappresenta per il sottoscritto uno dei massimi vertici qualitativi per un prodotto di questo tipo.
E quale miglior occasione del N7 day, l’anniversario che si celebra il giorno 7 di Novembre (N7 è un codice professionale nell’esercito dell’Alleanza dei Sistemi dove la N indica le forze speciali e il 7 il livello di efficienza più alto) per ripercorrere quanto descritto sopra? Questa trilogia l’ho giocata tra la fine del 2022 e la primavera del 2023, quindi ho dovuto prima leggermi qualcosa perché nel frattempo la memoria, ma non le sensazioni, si era un po’ offuscata. Anche perché, come spesso sostengo, o si legge o si spara. Queste due cose contemporaneamente non si possono fare.
Ma andiamo con ordine. Come on guys!

Nel 2183 gli esseri umani sono in grado di viaggiare nella Via Lattea grazie ad una tecnologia aliena scoperta per caso durante l’esplorazione di Marte. Scoprono il portale galattico di Caronte ed entrano in contatto con numerose specie aliene, fondano colonie su mondi lontani e lottano per ritagliarsi un posto importante nello scacchiere interstellare, il cui fulcro politico è un’enorme stazione spaziale nota come Cittadella. Sulla Cittadella si riunisce il Consiglio, un governo i cui componenti provengono dalle tre razze politicamente e militarmente più rilevanti (asari, salarian e turian): alle altre specie degne di essere consultate, tra cui gli umani, è riservata un’ambasciata.
La nave spaziale Normandy, guidata dal Capitano Anderson e dal suo secondo, il Comandante Shepard, viene incaricata di recuperare una sonda Prothean su Eden Prime. La sonda potrebbe avere un potenziale rivoluzionario in quanto alla civiltà Prothean, una civiltà aliena che si è misteriosamente estinta, si devono le scoperte fatte su Marte. Una volta atterrato sul pianeta, il Comandante Shepard scoprirà che la base umana dove è presente la sonda è stata attaccata da una razza di creature sintetiche chiamate geth agli ordini di Saren, uno Spettro Turian. Una volta avvicinatosi alla sonda essa si attiverà proiettando una visione nella mente di Shepard: una visione confusa e distorta, in cui una specie aliena viene sterminata da un esercito di macchine1.
Inizia così una delle migliori trilogie videoludiche di sempre, capace di coniugare magistralmente narrazione, azione, personaggi, ruolistica in senso stretto e non mi starò a raccontarvi tutta la storia né approfondirò più di tanto il livello tecnico, il gameplay, le classi o le armi. Non è questo l’obiettivo del presente articolo, ci sono già lavori molto ben fatti per chi volesse approfondire. Io mi limiterò a raccontare alcune vicende che mi hanno ispirato per poter scrivere ciò che segue.
Già dalle prime sequenze di gioco si possono capire alcune cose. La prima è che il genere umano non è l’assoluto protagonista delle vicende ma viene messo in secondo piano, non occupando un ruolo attivo nel consiglio; è anche visto in maniera molto diffidente dalle altre specie, considerando la fatica immane che deve fare Shepard per far credere ciò che scopre e per aver un minimo di appoggio. Ne consegue il secondo aspetto, ovvero quello di una galassia fondata su delicati equilibri sociali, politici ed economici dove la vera razza aliena è rappresentata da chi è indescrivibile, (ricordata tanto il cosmicismo di Lovecraft), antiche specie esistite da sempre che si comportano in un modo tale la cui comprensione è impossibile. Ed è proprio per tale motivo che vengono etichettati come una minaccia.

Si fa quindi conoscenza di tutte le razze che popolano la galassia. Le Asari, spesso considerate la più influente e rispettata specie senziente nella galassia, note per la loro eleganza, diplomazia, e attitudine biotica. I Salarian, la secondo specie ad insediarsi nel Consiglio della Cittadella, dal metabolismo iperattivo, rapidi di pensiero e maestri nell’osservazione; ideali per compiti sia di spionaggio che di sabotaggio. I Turian, dalla spiccata indole imperialista e militare, primi fautori della creazione della SSC (Servizio di Sicurezza della Cittadella), membri come terza specie del Consiglio in virtù della battaglia vinta contro i Krogan, grandi rettili bipedi dalla marca aggressività. originari del pianeta Tuchanka. Ed è proprio in questa vicenda che sia il primo intreccio dove “il nemico del mio nemico mio amico”. I Salarian sfruttarono le capacità di combattimento dei Krogan nella guerra contro i Rachni, ma quando il loro sviluppo militare crebbe enormemente i Salarian dettero ai Turian la genofagia, un’arma biologica capace di rendere sterili le femmine Krogan. Il calo delle nascite depotenzierà in maniera drastica, sia in numero che in caratteristiche, la specie Krogan.
I Krogan questa vicenda non l’hanno mai dimenticata ed in un tutti e tre gli atti sarà un tema spesso ricorrente, dove dovremo di volta in volta scegliere da che parte stare, se con gli stessi Krogan, dal profondo spirito ferale ma non meritevoli di essere sterminati o con i freddi e calcolatori scienziati Salarian.
Ed infine i Quarian, una specie umanoide abile nel campo della tecnologia e nell’intelligenza artificiale. I Quarian sono i creatori dei Geht, un’intelligenza artificiale adibita a lavori manuali. Man mano che i geth presero coscienza, attaccarono il popolo Quarian costringendolo all’esilio su delle astronavi in navigazione nello spazio. A causa del loro sistema immunitario estremamente debole e dell’abbandono del loro pianeta di origine, i Quarian sono costretti a vivere dentro tute ambientali.
Mano mano che la storia si sviluppa, faremo la conoscenza di diversi personaggi fondamentali, sia per quanto riguarda tutta la lore del mondo Mass Effect sia per l’avventura da affrontare. Personaggi scritti meravigliosamente, pienamente a fuoco, con un peso ed una storia specifica a prescindere da noi. Nello specifico, sto parlando di Garrus Vakarian, il turian che rappresenta la spalla militare di Shepard, dove alcuni scambi di battute tra di loro starebbero bene in un buddy movie anni Novanta. Liara T’Soni, la scienziata Asari che studia la civiltà Prothean da cinquant’anni, molto stimata da Shepard. Infine Tali’Zorah, una giovanissima Quarian esperta di meccanica, con Shepard che sposerà la sua causa e di tutto il suo popolo. Il mondo di Mass Effect non ha come epicentro il nostro personaggio, esiste e si sviluppa a prescindere della nostra presenza. Le missioni di Shepard, le nostre missioni, sono al livello superiore, se non esistessero ve ne sarebbero altre individuali.

La nostra esperienza sarà un susseguirsi di missioni all’O.K. Corral, tra menù radiali in cui avremo la possibilità di fare scelte completamente diverse tra loro, andando a influenzare sensibilmente il nostro status di Eroe o Rinnegato. A livello tecnico, il gioco mostra tutti i suoi anni ma fortunatamente il lavoro fatto per l’occasione dal team di BioWare riesce a riportarlo su standard accettabili, anche sotto il profilo del gunplay, uno dei veri difetti del gioco originale. L’inventario lascia il tempo che trova, le armi son troppe e si capisce poco di tutto, tra oggetti doppi o per niente usati; se ci concentriamo sulla storia, sono difetti sui quali ci possiamo passare sopra.
La missione andrà come andrà (non posso farvi spoiler, anche perché i finali sono più di uno) e sarà obbligatorio importare il salvataggio nella nuova run in Mass Effect 2, in modo da dare un continuum alla nostra storia.

Mass Effect 2 si apre con una sequenza ambientata poche settimane dopo gli eventi narrati in Mass Effect, nel 2183 d.C.. La Normandy SR-1, impiegata nella ricerca ed eliminazione delle ultime sacche di resistenza geth, viene attaccata da un’enorme e misteriosa astronave aliena. La nave di Shepard viene rapidamente sopraffatta, ma gran parte dell’equipaggio riesce a mettersi in salvo; lo stesso Shepard, tuttavia, dopo aver messo in salvo il pilota della nave, Joker, viene scaraventato nello spazio e, privato dell’ossigeno da una falla nella sua tuta, rimane ucciso.
Il suo corpo viene recuperato dalla misteriosa organizzazione pro-umani Cerberus, guidata da un potente e oscuro personaggio noto soltanto come Uomo Misterioso. Egli finanzia il progetto Lazarus, un costosissimo quanto avanzato programma di ricerche biologiche e genetiche che ha lo scopo di riportare in vita Shepard. Questi si rianima due anni dopo, nel 2185, mentre il laboratorio sede del progetto è sotto attacco. Con l’aiuto di due membri di Cerberus, Jacob Taylor e Miranda Lawson, riesce a sottrarsi allo scontro, per poi essere portato al cospetto dell’Uomo Misterioso.

L’enigmatico personaggio informa Shepard del motivo per cui è stato riportato in vita: investigare sulla misteriosa scomparsa di intere colonie umane dietro la quale teme si celino i Razziatori, un’antica razza di macchine senzienti che periodicamente sterminano ogni forma di vita della galassia e il cui ritorno, negli eventi narrati nel primo capitolo, è stato impedito proprio dal comandante umano. Shepard, pur mantenendo un certo scetticismo nei confronti dell’organizzazione Cerberus, apertamente osteggiata sia dal Consiglio della Cittadella sia dalla stessa Alleanza dei Sistemi umana, accetta di esser inviato sulla colonia umana di Freedom Progress, dove apprende che dietro le sparizioni dei coloni si cela una misteriosa razza aliena, i Collettori, insettiformi provenienti dall’oscuro e pericoloso portale di Omega-4 e dotati di una tecnologia estremamente avanzata di origine ignota.2
Cercare di varcare il portale Omega-4 rappresenterà il vero obiettivo della missione, definita La Missione Suicida, in quanto le probabilità di riuscita sono veramente esigue.
Forte del successo riscontrato con il primo capitolo, BioWare nella seconda iterazione alza l’asticella della produzione. Questo episodio si appoggia sopra al primo, rinnegandolo in certi aspetti ma espandendolo in altri. Le cutscene acquistano una cinematica di stampo hollywoodiano, l’odiato Mako sparisce a favore della navetta Kodiak e dell‘Hammerhead, viene asciugato l’aspetto ruolistico andando in una direzione più vicina a gli FPS e agli action adventure a corridoio, cambia il sistema di livellamento del personaggio e gli sviluppatori danno una profonda riorganizzata sia alla gestione dell’attrezzatura che alle meccaniche relative alle armi da fuoco. Avrà ampliata anche la lore del gioco, con l’inserimento di bande rivali, mercenarie e delinquenti di ogni tipo. Dovremmo anche scandagliare tramite delle sonde diversi pianeti alla ricerca di risorse per poter potenziare sia il nostro equipaggiamento che la nave. Il ritmo della missioni si alza enormemente ed anche l’apporto dei compagni, ognuno con le sue caratteristiche ed abilità, diventerà decisivo.
E sono proprio i compagni e le loro storie ad avermi lasciato il miglior ricordo in questo Mass Effect 2. Per la missione suicida Shepard dovrà cercare e portare dalla sua diversi personaggi, i quali dovranno dimostrare la loro lealtà (quindi in totale sono due missioni per ogni personaggio). Ognuno di essi ha delle abilità particolari e la lealtà verso il Comandante sarà decisiva per la sopravvivenza nella Missione Suicida. Del primo capitolo restano solo Garrus (che nel frattempo ha abbandonato la SSC mettendosi in proprio nella lotta al crimine) e Tali, mentre Liara è presente solo nel DLC Nell’ombra (compreso comunque in questa Legendary Edition).

Vi sono state delle missioni dove alla fine ti trovi a giocare con il cuore in mano, invece che con il pad. Alcuni personaggi hanno delle storie profonde da raccontare e io non ho mai esitato a leggere tutte le righe di dialogo. Mi riferisco in particolare a Samara, una Justicar, ossia un’asari che ha scelto di lasciarsi alle spalle la propria vita e i propri cari per seguire un ideale di giustizia: potentissima biotica, dal carisma magnetico, grande gnocca dal succinto costume, implacabile giustiziera dal rigido codice etico, vaga per la galassia per giustiziare criminali e vendicare torti. Chiede a Shepard di aiutarla a cercare la sua terza figlia Morinth, portatrice di un’anomalia genetica che la porta ad uccidere il compagno con cui si accoppia.

A seguire gli strazianti racconti di Thane Krios, un’assassino drell colpito dalla sindrome di Kepral. Un misto tra un biotico e un tiratore scelto, mercenario devoto al miglior offerente cercherà di redimersi scegliendo incarichi seguendo un rigido codice etico – religioso. Durante i suoi racconti chiederà a Shepard di aiutarlo a trovare suo figlio ed evitare che diventi un assassino.

Interessante anche la piccola Jack, potente e instabile biotica umana, è stata il prodotto di un oscuro esperimento di Cerberus, denominandola Soggetto Zero. Estremamente pericolosa, sarà un elemento fondamentale nei dubbi di Shepard verso l’organizzazione di Cerberus. Nella missione lealtà di Jack chiederà a Shepard di portarla nel luogo dove è stata rinchiusa quando era bambina.

Non da meno la ladra più abile e misteriosa della galassia, Kasumi Goto. Di lei si conosce poco, tranne il fatto che Cerberus l’ha reclutata per aiutare Shepard nella sua missione contro i Collettori. In cambio, chiede aiuto per infiltrarsi nel caveau di un pericoloso criminale, per risolvere alcune questioni affettive: recuperare una Graybox in cui sono conservate le memorie del suo ragazzo, Keiji, assassinato tempo prima. Anche il suo personaggio è ottenibile solamente tramite DLC.

Infine Legion, una unità geth disattivata che Shepard porterà a bordo della Normandy, con l’opzione di spedirlo a Cerberus o di riattivarlo. Nel secondo caso, il geth, denominato Legion dall’IA della Normandy, si unirà alla squadra e fornirà una prospettiva del tutto nuova sulla propria specie. Nella missione lealtà Legion chiederà di distruggere o riprogrammare una comunità di Geth eretici.
Salgono quindi a 12 i personaggi “giocabili”, dove oltre ai sopra citati vi sono anche, il biotico Jacop Taylor, l’ufficiale di Cerberus Miranda Lawson, lo scienziato Salarian Mordin Solus, il krogan Krunt (dove nella sua missione si affronterà l’annoso problema della genofagia), il mercenario Zaeed Massani in un DLC compreso in questa versione. Anche qua le scelte morali saranno nette e non confutabili e tutti i personaggi vivranno a bordo della Normandy, ognuno nel suo ambiente e potranno essere “interpellati” per poter avere delle informazioni sul loro passato.
La coralità dell’impresa sarà il vero fulcro della vicenda, perché a tutti i personaggi dovranno dare il loro contributo nella lotta contro i Razziatori. Ma non immaginatevi un gruppo scalcagnato come i perforatori di Armageddon o i bidimensionali Expendables. Qua i personaggi sono degli élite scritti divinamente, hanno un loro preciso passato, vivono nel presente bramando un futuro diverso. Chi cerca perdono, chi cerca vendetta, chi giustizia, le loro vite scorrono come un fiume in piena e toccherà a lui, il Capitano Shepard, sorta di John McClaine spaziale, a dargli un motivo più “alto” per cui lottare.

La Missione Suicida resta e rimane il vero obiettivo della banda. Man mano che si avanza nel raggiungimento della missione si percepisce benissimo il clima di ansia, angoscia ed il timore che tutti i personaggi hanno verso ciò che dovranno andare a compiere. Ma si fidano di Shepard ed il corso degli eventi dipenderà dalle scelte fatte dal giocatore in termini dei potenziamenti installati sulla nave, delle loyalty mission portate a termine e dell’assegnazione dei ruoli ai propri compagni di squadra. La sopravvivenza del comandante è subordinata alle scelte fatte dal giocatore nel corso del gioco e in particolar modo in quest’ultima missione.

Sei mesi dopo le vicende di Mass Effect 2 il comandante Shepard è sotto processo (i motivi variano a seconda di come finisce il capitolo precedente) e l’Alleanza dei Sistemi sta iniziando a perdere i contatti con le sue colonie. Il Comitato di Difesa dell’Alleanza, resosi conto della concretezza del pericolo dei Razziatori, convoca Shepard per cercare consigli su come fronteggiare il nemico, ma è ormai troppo tardi per organizzare una difesa: i Razziatori, infatti, sono già arrivati sulla Terra, e proprio durante la riunione attaccano Vancouver annientando qualsiasi resistenza. Shepard, con l’aiuto dell’ammiraglio Anderson, riesce a fuggire dallo scontro: viene quindi reintegrato in servizio e inviato sulla Cittadella per cercare aiuto ma, appena giunto sulla sua Normandy SR-2 riceve una comunicazione dall’ammiraglio Hackett, che gli ordina di recarsi su Marte per indagare su un’importante stazione di ricerca ospitante antichi archivi Prothean, che ha smesso di rispondere. Sul pianeta rosso il comandante incontra una vecchia conoscenza, Liara T’Soni. Una volta aiutata a liberarsi delle truppe di Cerberus che stavano attaccando la struttura, è proprio lei a rivelargli il motivo della sua visita: sul pianeta sono stati scoperti i progetti di un’arma Prothean potenzialmente in grado di distruggere i Razziatori. L’arma è, purtroppo, ancora incompleta, e i progetti hanno bisogno di tempo per essere sviluppati. Inviati i progetti ad Hackett e avviati i lavori di costruzione di questa importante risorsa, Shepard si reca quindi sulla Cittadella, dove incontra il Consiglio3.
Inizia così il terzo ed ultimo episodio della trilogia. A questo giro il numero dei compagni calerà da 12 a 7 e chi rimarrà con il Capitano sarà deciso in base alle scelte e agli eventi dei due episodi precedenti. Alcuni personaggi saranno al nostro fianco, altri purtroppo no, altri appariranno solo con un cameo, in un continuo intreccio (qui torna ancora prepotente il concetto di opera corale) di vicende personali e di lotte per la sopravvivenza. Senza addentrarsi troppo su alcune dinamiche, questo nuovo capitolo è in diretta continuità con l’episodio precedente e porta ancora avanti una marcata componente action ingabbiando un po’ la componente ruolistica. Non mancano di certo, armi ed equipaggiamento, con la possibilità di personalizzare le abilità del nostro Capitano preferito ed i nostri amati comprimari ci sono ma “la cena di classe” non è al livello del secondo capitolo.
Alla sua uscita anno 2012, il gioco deluse molto i fan della saga perché ritenevano che i finali fossero poco coerenti con le scelte fin qui fatte, tanto da costringere BioWare a fare uscire un DLC che mettesse chiarezza tra gli eventi; la classica toppa. Personalmente non ho dato troppo peso alla cosa, non ho seguito le polemiche al tempo ed avendo giocato sostanzialmente una sola ed unica run per tutti e tre i capitoli non ho un metro di paragone su cosa poteva essere migliorato e cosa no. Probabilmente vi è stato messo lo zampino di qualcuno durante lo sviluppo del gioco, fatto sta che si avverte la sensazione che i finali non fossero pensati sin dall’inizio ma che sia stati scritti in corso d’opera; io ho scelto il finale Sintesi, ovvero ho deciso il sacrificio di Shepard per consentire l’unione tra i Razziatori e gli organici in modo da migliorare le caratteristiche intellettuali e fisiche delle nuove forme di vita. Un’opzione che stride paurosamente con gli eventi dei primi due capitoli, dove i Razziatori erano la grande minaccia. Per ritornare a Lovecraft, è come se gli umani si fondessero con i Grandi Antichi.
Da qui in poi inizierà un mal celato malcontento nei confronti della BioWare. La cosa verrà accentuata anche dall’uscita di Mass Effect Andromeda (2018), spin off ambientato tra i primi due capitoli, non proprio ben digerito all’uscita (io non l’ho ancora giocato).
La canadese BioWare sostanzialmente non esiste più, o meglio, la BioWare di Mass Effect non esiste più, in quanto, dopo l’acquisizione da parte di Electronic Arts nel 2007 i principali protagonisti del team se ne andarono alla spicciolata. La stessa BioWare che ha tutti gli occhi del mondo puntati addosso in quanto, quando leggerete queste righe, sarà uscito un altro capitolo di un’altra saga molto a cuore dai videogiocatori, ovvero Dragon Age – The Vailguard.

Al di là di tutte queste ultime considerazioni, Mass Effect rimarrà un tassello indelebile e fondamentale nel panorama videoludico. Questa Legendary Edition ne rende giustamente merito.
In questa trilogia ci ho investito 150 ore e spesso mi capita ancora di sentire il silenzio della Normandy mentre scandagliamo il mistero che popola la galassia.
Mass Effect Legendary Edition (BioWare / EA, 2021, versione Xbox Series S / Game Pass)




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