In una situazione seria ma mai tragica, l’Olandese Volante è riuscito a confermarsi sopra a tutti, scavalcando Senna e raggiungendo Prost e Vettel, l’ultimo quadricampione del mondo con Red Bull. Favorito in parte da avversari (e squadre) credibili solo quado c’era da alimentare sogni e speranze, ma incapaci di dargli il colpo del k.o., sicuro nell’aver tirato fuori tutto, a volte anche troppo, dalla macchina e da se stesso.

Si può dire di tutto su Verstappen, dal padre padrone, sugli atteggiamenti simpatici come una fuga di gas, ma non che sia un grande manico che si è ampiamente meritato ciò che ha vinto. Vediamo se riuscirà anche ad essere un campionissimo, aggettivo da dare solo a chi la sfanga in situazioni particolari. Ma già quest’anno, con sole 8 vittore ed un digiuno lungo più di 3 mesi, ha dimostrato di saper vincere anche senza la miglior macchina. E’ la Formula 1 di Max, forse svuotata da sentimenti e gesta epiche, ma non certo di talento e prestazioni al top. Vedremo l’anno prossimo, altro anno di transizione in una Formula 1 che ha bisogno costantemente di cambiare regole per non annoiare. Perché chi si annoia cambia canale.

Tutti i partecipanti (macchine, piloti, squadre) hanno avuto alti e bassi. Segno che, come ho scritto per Bagnaia, i punti non pesano tutti uguali. Max è quello che ha sbagliato meno ed ha saputo strizzare al meglio una monoposto di cui forse solo lui conosce i segreti più intimi.

I due ferraristi sono come i miglior fratelli. Si vogliono bene, ma se il giocattolo è uno solo, si scannano come pochi. Una situazione figlia anche di una situazione contrattuale che fa essere il Carlo spagnolo sostanzialmente un esodato, alla ricerca del miglior risultato prima del gardening alla Williams (per inciso, nella realtà una taglio di un isola di traffico a quella maniera comporterebbe un coro di “li mortacci tua”). Il Carlo francese, invece, è desideroso di mettere i puntini sulle I di Hamilton, per far capire alla squadra chi comanda. Ma purtroppo le macchine non sono telecomandate, dai box non si può decidere tutto. Al via era stato brillante come spesso gli è capitato ultimamente, poi si è fatto ingolosire dal sorpasso su Russell (quando tutto è in bolla anche lui va che è una bellezza) finendo per rovinare le gomme. E’ stato il primo pilota dei top team a rientrare ai box, non te la puoi sempre prendere con gli altri. Qua purtroppo c’è il braccino corto, perchè se finisci dietro a chi tra due gare se ne andrà…

I Papaya si sono sgonfiati, Piastri prima di Norris, quindi il mondiale costruttori è sempre apertissimo e direi anche alla portata. Visto che in questo caso il giocattolo è della scuderia, sperò che i due fratelli non se lo litighino ma lo portino a casa.


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