Bisogna essere sinceri nel fare i complimenti ad Andrea Stella, il quale finalmente verrà ricordato per qualcosa prestigioso e non più per quel “use your talent“, manco fossimo in Star Wars, pronunciato in quel nefasto ultimo gran premio del 2010 ad Alonso nel disperato tentativo di sorpassare Petrov.

Ovviamente il titolo costruttori la Ferrari non l’ha perso all’ultima gara così come la McLaren avrebbe potuto vincerlo prima.
C’erano tante aspettative sulla Rossa, la stagione è iniziata dietro ad una super Red Bull, poi tra fughe di cervelli e colpi di mercato (la telenovela di Newey è stata piuttosto stucchevole), si è toccato il fondo, in questo caso quello che sta sotto la macchina, non imboccandone più una. Piano piano la risalita della china c’è stata, recuperando sia Red Bull che su Mercedes ma non abbastanza su McLaren che nel frattempo era diventata la miglior macchina del lotto (Norris nelle prime due gare è arrivato 6° e 8°, Piastri 8° e 4°).
Onestamente sono curioso di vedere cosa succederà il prossimo anno, con una gestione Vasseur quasi a pieno regime (anche se per me Hamilton è una scelta della dirigenza “Fiat”), considerando anche la cosa sarà la Red Bull, sgonfiatasi dopo metà campionato, indecisa persino sulla scelta di confermare Perez, salvata dal quel simpaticone di Max, la nuova Mercedes post Hamilton e l’arrembante McLaren. Tante incognite, per un stagione dichiarata “di mezzo” ma che non ha favoriti di sorta.
Sul fronte piloti credo che Norris, visto dopo partiva ad inizio stagione, non si aspettasse di essere in lizza per il mondiale piloti dopo due terzi di stagione. Vari braccini corti, regole poco chiare con Piastri (anche lui a cresta alzata solo quando c’era da lottare con il compagno), una mancanza di malizia di sottofondo (dopo il contatto in Austria con Verstappen, lui la manda in vacca, l’olandese va a box e dopo il pit stop centra un quinto posto), gli hanno fatto fare punti importati. Potrebbe avere una chance il prossimo anno, se riesce a mettere in fila alcune cose.

Capitolo Ferrari. Cinque vittorie, un titolo giocato fino all’ultimo Gran Premio, una squadra che non si è mai marchiata di errori grossolani ma che nei momenti di crisi (vedi Canada) ha saputo fare cerchio e rilanciarsi. Leclerc verrebbe da chiamarlo, invece che “il predestinato” , “lo sfigato” perchè non c’è gran premio che, o per un motivo o per un altro, non gli vada tutto in bolla. E’ stato il pilota che ha fatto più punti dalla pausa estiva, segno di una forma invidiale e di una cattiveria al punto giusto. Ha carattere il ragazzo, si sa cosa succede quando un pilota Ferrari non vince, ma purtroppo non è che incazzandosi o piangendo la macchina va più forte. Quest’anno ha sofferto la libertà di Sainz, vediamo come reagirà il prossimo anno con un sette volte campione del Mondo accanto.
Saluti a Sainz. Il suo l’ha fatto, soprattutto negli ultimi anni. Vorrebbe lottare alla pari con gli altri, difficilmente lo farà con la Williams.
Ci rivediamo per la presentazione ufficiale di tutti i piloti e le monoposto per il 18 di Gennaio, coni test in Bahrain in calendario dal 26 al 28 febbraio.





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