Il canto del cigno dei Death, uscito nel 1998 per la nuova casa discografica, la Nuclear Blast. Squadra che vince si cambia, così la line up viene stravolta rispetto a Symbolic, con Kelly Conlon al basso, Shannon Hamm alla chitarra e Richard Christy al posto di Gene Hoglan.

Un album che al tempo divise il pubblico, in quanto si rimproverava a Schuldiner di essersi ammorbidito per volere della casa discografica. In realtà un approccio più heavy era già nelle intenzioni di Chuck perché riteneva superato il gore degli esordi e non era più tempo per sbudellamenti o squartamenti vari. Anzi, riteneva questa via una facile scappatoia a discapito di tematiche più serie.

Nasce comunque un album di altissimo livello, potente e coerente fino alla fine, con sonorità più dirette e decisamente più vicine all’heavy metal classico e al progressive che non al death degli esordi. La cover di Painkiller dei Judas Priest non è un caso. 

Forse l’album più giusto per iniziare ad ascoltare i Death anche se ritengo il precedente Symbolic superiore.

Death – The Sound of Perseverance (Nuclear Blast, 1998)


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