Scorrendo la playlist “Da ascoltare 2024” (nella quale, come sapete, si entra facilmente ma difficilmente se ne esce), mi sono accorto che vi sono ancora della cose che non ho ascoltato (Ben Frost, Ulver) o che non l’ho ancora fatto come si deve (Kiwanuka, Jamie xx). Eviterò di fare un serrate finale estremo, non è una gara, quindi andranno direttamente nei classici recuperi di inizio anno, quando leggerò le classifiche delle webzine che seguo e mi accorgerò che le cose che ho ascoltato io non sono che un anticchia di tutto quello che è uscito.

Su Spotify non c’è, si fa alla vecchia maniera: comprandolo.

Finito (se così si può dire, ma ne riparleremo più avanti) Cyberpunk 2077 & Phantom Liberty, volevo provare qualcosa di diverso. La scelta non manca, ormai il back log è un familiare a carico. Ho comprato Disco Elysium che, grazie ad una mod, è possibile averlo in italiano. L’ho provato solo per vedere se effettivamente funziona, ma visto il prodotto non è il momento di giocarlo; ho diverse cose da finire di scrivere e ho bisogno di avere la mente sgombra.

Sulla scia di Secret Level ho provato anche Warhammer Space Marine, una sorta di Gears nell’universo di Warhammer, riscattato gratuitamente su Prime Gaming, ma è tutto completamente in inglese. Per la cronaca, mi sono accorto che tutti i giochi che ho riscatto su Prime Gaming, da Baldur’s Gate a The Outer Worlds, sono completamente e solo in inglese.

La scelta è finita su una gioco che avevo installato a mia insaputa ben 3 mesi fa: Far Cry 6. Per il momento non mi dispiace, le missioni sono divertenti, il setting guerriglieri Vs dittatura funziona abbastanza bene. Per ora il difetto principale è il TTK dei nemici, molto alto se non colpiti alla testa, e il livello delle armi che hanno qualche problema di bilanciamento. Ci sono tante cose da fare, quindi anche qua non so quanto ci metterò a finirlo. Ma è un gioco sostanzialmente semplice, io lo sto prendendo con calma mentre faccio altro. Purtroppo non è doppiato in italiano.

Ormai Giancarlo sta diventando l’Uomo Nero dei tempi moderni.

Per vent’anni ho letto un quotidiano al giorno. Lo leggevo in forma cartacea, me lo comprava il mio babbo quando rientrava a casa dal turno di notte oppure quando usciva fuori con il cane. Poi per comodità sono passato alla versione digitali, era un appuntamento fisso la mattina mentre facevo colazione. Repubblica, Il Fatto Quotidiano, La Stampa, Il Corriere: a seconda del periodo (e dell’interesse) cambiavo “fornitore”. Nel periodo del lockdown, visto i prezzi stracciati, avevo addirittura due abbonamenti attivi, uno al Corriere e uno a Repubblica. Poi, a causa di una serie di fattori diversi, cioè un proposta editoriale sempre peggiore unita ad una riorganizziamo personale di tempi ed interessi mi ha portato a non leggerli più.

Ora, i problemi in questo campo sono diversi. Sorvolando sull’utilità di un quotidiano stampato nell’era moderna, c’è da analizzare anche cosa la proposta editoriale. I giornali urlanti di destra li lascio a voi, la fu Repubblica è vittima dell’incompetenza del gruppo Agnelli che ciò che tocca distrugge, il Fatto Quotidiano è ancora un giornaletto scolastico, il Corriere della Sera è diventato una bella copia di un settimanale scandalistico. Articoli sempre più corti, pubblicità sempre più a pagina intera.

Proprio con il Corriere mi è rimasto l’unico abbonamento attivo, un mensile a pochi euro per leggere solo il sito senza limiti. Credo che finirà anche questo, visto che ultimamente lo sport preferito di Via Solferino è quello delle interviste fatte con lo stampino, alla faccia del coccodrillo: personaggio Tizio famoso ma di origini umilissime che ci spiega come fare cose oppure Caio ex famoso che ne ha fatte di cotte e di crude ma ora si sta impegnando, almeno a parole, per rifarsi una nuova verginità. L’esempio, seppur di bassa lega, è ben collegato.

La stessa Malena che a Belve, di cui il Corriere è il microfono ufficiale, incensava le sue qualità di attrice inserite in un contesto di contenuti per adulti in quanto certe volte bisognare fare appello a tutto il mestiere recitare più del dovuto. Purtroppo il porno non è per sempre e la fede è una cosa seria.

Si chiamano imposte, le tasse sono un altra cosa.

Ogni tanto interviste ed articoli interessanti ci sono, ma questo è uno dei più letti di quest’anno. Ah dimenticavo: anche la cronaca sull’esclusione di Tony Effe (ho detto Tony Effe) dal Concerto di Capodanno è materiale da Premo Pulitzer. Ma potrei continuare, tra Mariotto a Ballando con le stelle, alla Bruganelli…


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