Nell’anno appena trascorso sono riuscito a leggere 3 libri che avevo puntato da un po’ di tempo. Vado con ordine.

Complice lo slittamento della seconda parte del film di Villeneuve, mi si è aperto lo spazio per poter leggere il primo volume di Dune di Frank Herbert. Purtroppo viene sempre inquadrato come un racconto in cui si parla dello uno scontro tra famiglie e il figlio che diventa l’eletto, quando in realtà la faccenda è molto più stratificata. Si parla di vita, di risorse, di come poter andare avanti in un ambiente a prima vista inospitale. E’ una fantascienza adulta molto attuale, visto lo stato in cui versa il nostro pianeta. Non ho mai scritto niente in merito, forse per paura di essere banale, vedrò di rimediare.

Per addentrarmi nel mondo del cyberpunk, sono passato direttamente alle basi con l’opera di William Gibson, Neuromante. Capostipite di un genere che ne ha definito inequivocabilmente le basi, in cui si immagina un mondo ridotto ad una serie di reti iperconnesse tra loro, scevro dagli affanni del corpo. Una de-umanizzazione messa in atto dalle corporazioni, veri centri di potere sia politico che economico.

Chiude la triade, il libro che non esiste, ovvero il Necronomicon di H.P. Lovecraft. Una delle opere più importati di Lovecraft, in cui tanti racconti (alcuni veramente di livello assoluto) vanno a comporre questo libro, per una raccolta di valore in cui si cerca di descrivere l’ignoto suggerendo il Male.
Non proprio tre libri da ombrellone ma sicuramente dei masterpiece per i generi a cui appartengono. Tutti e tre hanno opere collegate (lato cyberpunk ho già un paio di opere di Sterling da leggere, mentre per Lovecraft i Miti di Cthulhu sono imprescindibili) o seguiti diretti, quindi il prossimo passo credo che sarà in questa direzione.
Venendo a i libri usciti nel 2024, ne ho letti solo due ma che alla fine si sono rivelate delle opere molto interessanti e di piacevole lettura. Parlo di La meccanica dei corpi di Paolo Zardi e il ritorno di Walter Siti con I figli sono finiti.
Avevo nella libreria ancora da leggere l’inizio della trilogia creata da Don Winslow, io che ho incominciato a leggerla partendo dal fondo (per fortuna che mi sono segnato un sacco di appunti).
Vorrei anche inserire nel ciclo delle letture anche qualche classico. Quest’anno è toccato al meraviglioso Madame Bovary di Gustave Flaubert, mentre con Il nome della Rosa di Umberto Eco ho fatto una fatica immane, sia per il conteso storico che per il modo in cui è scritto.

Venendo alle graphic novel, sugli scudi vi sono senz’altro due opere. La prima è Black Monday, di Jonathan Hickman e Tom Coker. Un opera molto interesse, tra finanzia e sette occulte per chi tira i file del potere nel mondo. Visto che nessuno non inventa più niente, non capisco perchè ancora non ne abbiano tratto una serie tv.

La seconda è Mostri di Barry Windsor-Smith. Un autore che ho ripreso nel verso giusto in Wolverine: Arma X (collana Must Have Panini).
Avevo anche tante speranze nella coppia Lemire – Sorrentino con il loro Gideon Falls ma purtroppo il risultato non è stato all’altezza. Ultima ma non meno importate, L’Incal, opera seminale di Jodorowsky e Moebius, di cui ne riconosco il valore ma che non mi ha entusiasmato più di tanto.




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