Al netto di incompetenze tecniche e scarsa conoscenza del dietro le quinte, voglio fare un giochino sul prossimo mondiale di Formula 1, ennesimo anno di transizione primo del cambio di regolamento per il 2026 e l’arrivo di alcuni big dell’auto, soprattutto Audi. Nella Formula1 moderna, non si scende in pista e si fa il tempo: complice lo stop ai test, il budget cup e le scelte fatti in materia di sostenibilità ambientale (vedi benzine sintetiche), le auto si progettano anni prima. Un 2025 che comunque potrebbe rivelarsi interessante visto il grande equilibrio che c’è nella seconda metà dello scorso, con delle coppie piloti tutte nuove (hai detto Hamilton di rosso vestito?). Un giochino fatto al buio, ben prima di tutte le presentazioni ufficiali, che tra l’altro quest’anno si terranno tutte in contemporanea (al momento si parla solo di livree e piloti) il 18 febbraio alla O2 Arena di Londra. Oltre a questo, le scuderie presenteranno le loro vetture anche singolarmente, come fatto nelle passate stagioni. Per la Ferrari il giorno cerchiato sul calendario è il 19 Febbraio.
Partiamo da chi è arrivato in fondo alla classifica, il famoso campionato degli altri.

i primi due team che mi sento di citare, in evidente ricerca di riscatto sono l’Aston Martin e l’Alpine. La prima gode sicuramente di capitali importanti, i quali hanno permesso di ingaggiare Adrian Newey, oltre a Andy Cowell, che dopo anni e trionfi in Mercedes, è passato anch’egli alla corte di Stroll Sr. come team principal (oltre a Cardile come direttore tecnico, arrivato lo scorso anno da Maranello). Vedremo un po’ se anche stavolta il tocco di Newey potrà essere decisivo, oppure se sarà un altro anno di transizione visto che nel 2026, complice il cambio regolamentare, ci sarà la girandoli dei motori, con l’abbandono dei propulsori Mercedes per abbracciare quelli forniti dai giapponesi della Honda. Va considerato anche il fatto che il main sponsor è Aramco e che proprio dal 2026 le auto dovranno essere alimentate da carburanti e-fuel, ovvero miscele sintetiche prodotte in laboratorio. Qua per inciso si rischia di passare dalla Formula Gomme alla Formula Benzina, con tutti i fornitori di motori e compagnia petrolifere a far valere il proprio peso, soprattutto economico, per far pendere la bilancia tra i vari tipi di miscele.

Lo stesso discorso sulle motorizzazioni vale anche per il team francese, che dal 2026 farà il percorso inverso scegliendo i propulsori Mercedes, dando un taglio netto (e doloroso) alla propria storia. Purtroppo i costi e gli scarsi risultati hanno ristretto i margini di manovra del team di Enstone. Io sull’effettiva efficacia di Briatore credo poco, in più il personaggio non mi è mai piaciuto. Però l’ex geometra di Cuneo (cit.) ha ingaggiato Colapinto dalla Williams come terzo pilota, forse per più di un dubbio sul nuovo Doohan (figlio del grande Mick) o semplicemente per non farselo soffiare dalla concorrenza.

Per il resto non vedo grosse novità. La Williams è chiamata ad avere almeno le risorse per poter mettere due macchine al traguardo, con la speranza che il nuovo arrivato Carlos Sainz ne sfasci di meno di Sargeant. Per l’ex Ferrari è stata una scelta strana: onestamente non aveva molto mercato e può darsi che abbia deciso di parcheggiarsi in un team minore sperando che qualche seconda guida possa fallire, come Antonelli in Mercedes o Lawson in Red Bull.


La Haas, con la coppia tutta nuova formata da Ocon e Bearman, e la fu Alpha Tauri fu Toro Rosso adesso Visa Cash App Racing Bulls, con il nuovo Hadjar in coppia con il confermato Tsunoda, saranno chiamate a svolgere egregiamente il loro lavoro di team satellite.

Per la Stake F1 Kick fu Sauber non ancora Audi, si prospetta un altro anno di transizione, con il team principal di Mattia Binotto chiamato a fare qualche punto in più della stagione precedente. Ci vorrà ben poco, ma il punto di partenza è veramente basso. Anche qua coppia nuova, con l’esperto Hulkenberg a fare da chioccia al debuttante Bortoleto.
Arrivando ai Fab Four partiamo a posizione invertite.

La Mercedes ha perso qualche tecnico per strada (al già citato Cowel si aggiunge la coppia Serra – D’Ambrosio, usciti da Stoccarda già nella primavera del 2024) ed ha dichiarato più volte che la nuova monoposto non stravolgerà troppo quella dello scorso campionato. C’è stato un momento in cui, con le vittore estive di Hamilton e Russell, sembrava che la scuderia di Toto Wolff avesse definitivamente trovato il bandolo della matassa (cit. Allison), invece nella parte finale del campionato le prestazioni della vettura sono state incostanti, soprattutto in qualifica. Lo stesso Wolff, complice l’addio inaspettato (così ha detto lui) di Hamilton, ha deciso di affidare le chiavi di casa a George Russell e a puntare forte su Kimi Antonelli, diciottenne italiano che ha all’attivo in Formula 1 solo due sessioni di prove libere. Se la macchina saprà assecondarli, l’inglese è chiamato al definitivo salto di qualità, cercando la zampata del campione dopo aver dimostrato di saper guidare con intelligenza. Kimi invece dovrà bilanciare esperienza e risultati. O la va o la spacca, per tutti e due. Tanto nel 2026 arriva…

I bibitari della Red Bull non riesco a collocarli. Con Marko, Horner e i due Verstappen, potremmo girarci un film western su un’interminabile partita di poker! Il confine tra amore e sopportazione è labile (anche tra padre e figlio), Newey e il suo sodale Wheatley hanno passato la mano e se ne sono andati da un pezzo. Perez è stato fatto fuori in quanto non più utile alla causa, Tsunoda e Riccardo non sono stati ritenuti all’altezza, andando a scegliere Liam Lawson, neozelandese classe 2002 che l’anno scorso in una manciata di gare in Alpha Tauri è stato autore di prestazioni interessanti. Nel 2024 sono riusciti comunque a portare la pagnotta a casa, fondamentalmente grazie al talento di Verstappen e l’incapacità della McLaren di dargli il colpo di grazia. Ma la RB20 soffriva le turbolenze, rendendola instabile e poco guidabile, complice la scarsa correlazione dei dati tra il simulatore, la galleria del vento e la pista. Sembra che ora si tutto sistemato, sempre che i vertici della squadra non scoppino prima. Ultimo anno con Honda, dal 2026 la Red Bull Powertrain produrrà i motori in autonomia in collaborazione con la Ford.

Per la rossa di Maranello dico solo che il prossimo anno sono diciotto anni. Diciotto anni dall’ultimo titolo piloti vinto. Sono stati ingaggiati tecnici e piloti di altissimo livello ma alla fine, per un motivo o per un altro, per mezzo punto o una chiamata ai box, hanno fallito tutti; Alonso, Vettel, Allison, Arrivabene, Binotto. Quindi, va da se, perchè in questo drammatico elenco, non infilarci il pilota più vincente della storia in Formula 1? Io l’ho sempre detto e lo ribadisco anche questa volta: Hamilton sta alla Ferrari come Cristiano Ronaldo è stato alla Juventus. Va bene, cerchi il tocco del Campione, ma non è sempre domenica, il tempo passa per tutti e così si rischia di spostare l’attenzione su altre cose, perdendo di vista il focus. In questa Formula1 si vince capendo bene il regolamento, cercando di anticipare soluzioni vincenti, lavorando da squadra senza fazioni o partiti. Tutti siamo curiosi di Hamilton con la tuta rossa, i giornali si interrogano su dove alloggerà, se andrà al Montana oppure no. Si ma la macchina?
La macchina del 2024, soprattutto quella della seconda parte di stagione, si è rivelata una macchina si veloce ed affidabile, ma sempre incostante nelle prestazioni. Quante volte, passando dal Q2 al Q3, i due piloti si sono beccati 2 o 3 decimi dagli altri? Quante volte la macchina in gara, tra uno stint e l’altro con mescola diversa, ha realizzato prestazioni diametralmente opposte? Non si può sempre pensare di rincorre, di rimediare in gara o di metterci una toppa; in un mondiale con 24 gare spesso bisogna far vedere di avere le palle quadrate che sono gli altri a doverci superare, anche bluffando un po’.
Se Hamilton e gli altri tecnici che con lui hanno vinto tutto e di più sono stati presi per risolvere questi problemi allora mi taccio. Hamilton non si discute, io discuto di Hamilton nel 2025 in Ferrari. E non vorrei che qualcosa andasse storto e ai primi malumori vari correnti all’interno della scuderia incominciassero a soffiare sulle disgrazie altrui, minando quella stabilità che è sempre stata uno dei primi punti fondamentali della gestione Vasseur. Beninteso, anche Leclerc è chiamato a piangere di meno, sempre con quell’aria da sfigato cronico e a metterci un po’ di serenità d’animo in più.

Non poteva che chiudere questa fanta Formula 1 la scuderia in carica, i papaya della McLaren. C’è poco da dire, è stata la miglior macchina per due terzi della stagione. Sul finale erano un po’ calati, forse complice anche qualche precisione della FIA in merito ad alcune soluzioni tecniche utilizzate. Ma il boccino è in mano a loro: se iniziano la stagione come l’hanno finita e se mettono le cose in chiaro trai i due piloti, finalmente forgiati dalle lotte al vertice dello scorso anno, il 2025 sarà decisamente il loro anno.
Ho scritto questo articolo quando ancora Hamilton e Leclerc si stanno sfidando a chi ha il giaccone da sci più rosso, Sainz è entrato in Williams con la stessa faccia di chi scende di categoria “ma lo fa per la squadra del cuore”, Alonso allena il collo come se facesse il gioco del Ponte e l’unica dichiarazione uscita dalle squadre è un laconico quando banale “abbiamo capito dove intervenire sulla macchina”. La stagione è lunga, tempo per recuperare ve ne sarà a sufficienza per tutti. Speriamo sia un mondiale combattuto in pista e non solo tra direttive e colpi bassi, senza troppi pianti dai commissari (con la speranza anche di giudizi equi) ed aperto fino all’ultima curva.
Come on guys, it’s hammer time!





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