
L’importanza delle basi è un concetto da me già enucleato (come avrebbe detto la grande Anna Marchesini), quindi do per scontato che sia chiaro a tutti. Ma nel mondo dei fumetti e, nella fattispecie quello dei supereroi, andarle a trovare diventa spesso un’attività piuttosto faticosa. Tra serie regolari e non, volumi omnibus, vicende stand alone, il sempre più diffuso multiverso e tutte le varie trasposizioni cinematografiche (a dir poco fuorvianti, ma questo è un altro discorso) è letteralmente un vero e proprio ginepraio. Ad esempio, ti compri i primi due volumi di Hellboy e poi Magic Press fa una nuova edizione rivista e corretta dove il primo volume adesso incorpora anche il terzo e il quarto. Così si va avanti a doppioni.
Ma in soccorso ci viene la nostra amata Panini Comics che con la sua collana Must Have, ci riporta a galla le opere principali e imprescindibili dei nostri supereroi preferiti.
Questo è il primo volume della collana che leggo e la scelta di Wolverine è stata abbastanza casuale. L’ho comprato allo stand della Panini alla Milan Games Week su consiglio del ragazzo al banco; io gli ho chiesto informazioni sulla collana, lui mi ha confermato cosa già sapevo e mi ha indicato i tre libri di Wolverine con cui partire.
Ma andiamo con ordine. Come on guys!

Scindere l’opera dall’autore è sempre difficile, in questo caso ancora di più. Barry Windsor-Smith l’ho conosciuto con Mostri, una graphic novel che ho letto lo scorso anno. Classe 1949 di origine britannica, nel 1968 dove debutta come disegnatore di fumetti sulla serie degli X-Men per poi cimentarsi con altri personaggi quali Daredevil e Avengers. Il successo internazionale arriva col fumetto Marvel Comics Conan il Barbaro, disegnato fra il 1970 e il 1974 su sceneggiatura di Roy Thomas. Ma l’apice della sua carriera arriva quando viene incaricato, nel 1991 di sceneggiare e disegnare l’epica storia sulla genesi di Wolverine su Marvel Comics Presents (n. 72 – 84), intitolata Weapon-X.
Prima di essere Wolverine (la sua prima apparizione è in The Incredible Hulk n. 180 dell’ottobre del 1974) c’era James “Logan” Howlett, un mutante tormentato e solo, vittima di un passato famigliare turbolento e dai continui vuoti di memoria; passa le sue giornate in un freddo paesino canadese realizzando lavoretti saltuari e ubriacandosi spesso, per non pensare alla sua triste esistenza. Da un giorno all’altro Logan si risveglia in una vasca collegato a una serie di spinotti che lo tengono prigioniero: è stato scelto, contro la sua volontà, per un esperimento scientifico denominato Arma X, che ha il compito di trasformare Logan in una macchina da guerra.

Nei 13 numeri da otto tavole ciascuno pubblicati dal marzo al settembre del 1991, il fumettista britannico rappresenterà l’Esperimento X, vale a dire il brutale processo di fusione dell’adamantio (un metallo indistruttibile) sulle ossa di Wolverine, per la creazione dell’Arma X, un esperimento corrispondente al progetto che aveva trasformato Steve Rogers in Capitan America.
L’intento dell’enigmatico uomo a capo del progetto segreto e del suo collaboratore, il Dottor Cornelius, è quello di rendere Logan imbattibile. Ma durante l’esperimento i tessuti di Logan manifestano sorprendenti capacità rigenerative che lo rendono un essere velocissimo e gli artigli ossei retrattili posti tra le nocche delle mani adesso sono rivestiti anch’essi di adamantio. In lui emerge un aspetto feroce e bestiale con un odio dovuto ai continui esperimenti a cui è sottoposto che lo indurranno a fuggire senza una meta.
Tutta l’opera di Smith si svolge nel laboratorio in cui Logan subisce gli abusi psicologici e fisici a fini scientifici dove il suo unico scopo diventa dare la caccia ai proprio aguzzini, intenzionato ad affermare la propria umanità nei confronti di chi vorrebbe farne un assassino privo di volontà. Anche a costo di trasformarsi e di dismettere la propria parte umana e trasformarsi in un animale. Gli scienziati falliscono miseramente su tutti i fronti. L’arma che creano gli si rivolterà ben presto contro ed anche tutti i tentativi di poter controllare al guinzaglio “la bestia” si riveleranno vai.

L’artista inglese, con il suo tratto inconfondibile fatto di colori serrati e tratti decisi, riesce ad imprimere un senso claustrofobico e agghiacciante a tutta la vicenda, in cui risalta tutta la straordinaria fisicità di Wolverine. La sua faccia non è mai ben delineata, bensì è sempre trasfigurata dal dolore o dalla rabbia.
Con Arma X, Smith segna una svolta nella storia editoriale degli X-Men e realizza quella che forse è la miglior storia di Wolverine, sicuramente la più epica e oscura, dove emerge il lato bestiale non solo di Logan, vittima innocente e inconsapevole, ma soprattutto degli esseri umani che lo hanno ridotto in tale stato. Storia e disegni diventano un tutt’uno, con una forza espressiva senza pari nel mettere in scena l’agonia e la rabbia di Logan. Temi che Windsor-Smith riprenderà nel suo Mostri, il lavoro durato trent’anni di carriera.
Un’opera imprescindibile per tutti gli amanti della Nona Arte che ha il merito di restituirci un Wolverine ancora lontanissimo dagli stereotipi delle diverse trasposizioni cinematografiche.
Barry Windsor-Smith – Wolverine: Arma X (Marvel Must Have, 2022, 152 pagine 17×26)
Contiene: Marvel Comics Presents (1988) #72/84




Lascia un commento