Il contenuto che segue contiene importanti spoiler del gioco. 

“Avrei potuto mollare tutto,
ma non potevo tornare a essere una nullità. (Tommy Angelo)”

Fa un po’ impressione titolare un gioco a questa maniera, ma si sa, le parole pronunciate in contesti diversi hanno una semantica diversa. Stereotipi più o meno celati, e che piaccia o no, nasce così  il franchise di Mafia, di cui questa Definitive Edition rappresenta il primo capitolo della serie, in una veste “rivista e corretta” uscita nel 2020.

In realtà è un vero e proprio remake completo del gioco originale uscito nel 2002, con supporto 4K e HDR, con migliorie sia grafiche che di  gameplay, espandendo la storia con nuove cutscene, anche aggiungendo nuove  meccaniche di gioco come motociclette, oggetti collezionabili e la modalità Fatti un giro (sostanzialmente separa la campagna dall’esplorazione in modo aperto).

Io l’ho giocata alla fine dell’estate quando è sbarcata su Game Pass e rientra in quella cerchia di titoli magari non imprescindibili e che non godono più dell’attenzione di qualche anno fa ma che mantengono sempre degli spunti interessanti per poter essere giocati (o rigiocati) da chi, come me, se l’era perso all’epoca della sua uscita. Ecco spiegato anche il senso del Game Pass.

Ma andiamo con ordine, come on guys! 

Tutto nasce nel 1930, in piena epoca del proibizionismo, quando nella città di Lost Heaven il taciturno tassista  Thomas Angelo viene minacciato da due uomini armati di nome Paulie Lombardo e Sam Trapani, membri della famiglia mafiosa Salieri, che lo obbligano a seminare in taxi alcuni gangster appartenenti alla famiglia rivale Morello. Benché gli sia offerto un lavoro e venga risarcito per il suo aiuto, Tommy decide di rifiutare. Il giorno seguente, tuttavia, viene attaccato dagli sgherri di Morello della sera precedente: viene tuttavia protetto da Paulie e Sam, che lo introducono nella malavita invitandolo a lavorare per Ennio Salieri, il quale gli garantisce il suo sostegno nell’ottenere vendetta sui suoi assalitori. Da quel momento Tommy inizia a prendere parte ad alcune operazioni illecite assieme ai colleghi, guadagnandosi così la fiducia del boss.

La trama del gioco viene narrata attraverso la conversazione tra l’ex tassista e il detective Norman, determinato a catturare Ennio Salieri. Tra un racconto e l’altro ci ritroveremo ad affrontare missioni diverse nella lotta di potere, sia economico che e territoriale, contro la famiglia Morello, tra nuovi amori e amicizie pericolose. Ci dovremmo intrufolare in depositi di liquori, fattorie abbandonate, covi nemici, bordelli travesti da hotel, tra esplosioni e sparatorie all’ultimo sangue. Il tutto cercando di non farsi scoprire dalla polizia federale.

Composto da una campagna ben scritta, che tiene sempre sul pezzo con qualche twist finale, il gioco vive anche anche grazie ai suoi personaggi. Il logorroico Paulie, il taciturno Sam, i due boss rivali, danno vita ad una storia intensa, immersa in una Lost Heaven (in realtà la città di Chicago, con particolari di New York e San Francisco) minuziosamente rappresenta, con le sue strade, i suoi vicoli, le sue auto d’epoca. L’opera di adeguamento si vede anche in questi particolari, dove il comparto tecnico non fa gridare al miracolo, ma che comunque riesce a creare un mondo di gioco credibile, dettagliato e in linea con i tempi moderni. Ho trovato solo alcuni pop-up delle vetture ed altri dettagli in lontananza, ma questo è un particolare che non inficia l’esperienza. 

Non da meno anche le musiche e gli effetti sonori, tipiche dell’epoca, unite ad un nuovo doppiaggio tutto in italiano e in dialetto siciliano.

Il gameplay nella sua struttura è abbastanza semplice e minimale; sostanzialmente si basa su una sorta di trial and error all’interno di semplici missioni in location ben precise. Poche divagazioni, nessun easter egg ma una storia che va dritto per dritto badando al sodo. Il livello di sfida è abbastanza impegnativo anche ai bassi livelli di difficoltà, dovuta anche ad una salute che si esaurisce presto, alle sole due armi trasportabili e alla munizioni che si trovano solo dai nemici uccisi. 

In una decina di ore potremmo portare a casa la nostra missione. Io ne ho impiegate circa una quindicina ma perchè, come già detto più volte, sono un Senza Mani e il gunplay veramente tremendo del gioco non mi ha per niente aiutato.

Per chi ha voglia di andare oltre alla campagna vi è la modalità “fatti un giro”, che consente di esplorare liberamente la città e intraprendere scontri a fuoco contro poliziotti, oppure seguire missioni secondarie o raccogliere collezionabili sparsi per la mappa. Anche le macchine possono essere collezionate, basterà riaprire l’autopedia per poterle ritrovare.

Non avendo giocato il titolo originale, non posso fare troppi distinguo. Leggendo in rete, sembra che vi sia rimasta una certa fedeltà rispetto all’originale, ma si è cercato di dare più enfasi all’azione andando un po’ a compattare la narrazione.

La ghiottissima occasione del Games Pass ci restituisce un gioco in una veste si moderna ma che non ha perso il fascino che aveva nella sua veste originale. Ha anche il merito di gettarsi in una storia dove non ci sono nè vincitori nè vinti e che, come in tutte le storie criminali, non si riesce mai ad uscirne indenni perché anche sforzandosi finiremo per venire travolti dalle stesso sistema che abbiamo contribuito a creare. La famiglia è importante, ognuno si scelga quale.

Mafia: Definitive Edition (Hangar 13 / 2K Games, 2020, versione PC, Game Pass) 



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