Lo ammetto, quest’anno, complice anche l’arrivo di Hamilton, ho seguito per filo e per segno tutto il pre stagione. Io sono per la Formula1 tra la gente ma tutta questa esposizione mediatica, soprattutto in casa Ferrari, non fa altro che generare una montagna di hype, di frasi fatte, buonismo a poggia che Miss Italia spostati proprio. E se ve lo dice uno che non guarda mai il giro di formazione perché non fa altro che aumentare la tensione ci potete credere.

Ovviamente, dopo tutta la montagna di discorsi fatti, quando ti va ad iniziare il mondiale? Quando sono in partenza per la settimana bianca! Oltretutto ad un orario inconsueto per l’Australia, qualche ora prima rispetto all’orario standard. Quindi mi sarò svegliato alle 5 oppure no? La risposta è si, ho visto tutto in diretta, sia qualifiche che gara: dopo 3 ritiri nel solo giro di formazione, alle 5.36 inizia il mondiale numero 76 di Formula1.

“La McLaren è favorita ma non sono davanti”. Bene, quattro decimi al terzo (Verstappen) solo in qualifica. I sogni Ferrari imbrigliati nelle ultime due curve. E siamo di nuovo a parlare di “vediamo il passo gara”, “potrebbe piovere”. Che poi ha effettivamente piovuto, solo che la Rossa era sgonfia anche sotto l’acqua. 

Lo ammetto, quando ho visto Hamilton stare fuori mentre pioveva mi è venuto a mente Hockenheim 2018 quando rimase in pista mentre Vettel, che era in testa, andava sbattere alla prima pioggerellina. Invece no, entrambi i piloti sono dovuti rientrare ai box un giro dopo agli altri, finito per forza nelle retrovie. Hamilton ha dato “la colpa” al muretto, Leclerc ha ammesso che l’errore che l’ha portato in testacoda. Fatto sta che son sempre le classiche strategie Ferrari degli ultimi 25 anni, sempre troppo presto o troppo tardi. C’è da capire anche cosa voleva dire “rinunciare ad un po’ di prestazione” pronunciato da Leclerc dopo le qualifiche, perché sembra effettivamente che la Ferrari abbia cambiato qualcosa per non si sa quale motivo (affidabilità? mancato rispetto delle regole?) e poi abbia perso il bandolo della matassa.

Chi invece aveva indovinato le gomme è stato Verstappen, la gialla gli ha comunque permesso di aver un buon grip sotto la pioggia. Ha fatto un errore anche lui, segno evidente di una guida oltre il limite di una macchina che non sta in pista (citofonare Lowson). Simpatico come un brufolo che spunta a ridosso di um primo appuntamento, lui è sempre lì, senza se e senza ma.

Una macchina che invece sta benissimo in pista è la McLaren, andata sempre fortissimo con un ampio margine in tutte le condizioni. Consola il fatto che alle prima due gocce d’acqua sono andati tutti in confusione, sia i piloti che il muretto box. Lando l’ha partata a casa lo stesso, sperando che sia un segno di maturità nel raddrizzare situazioni che paiono andare storte.

Dei rookie alla fine si è salvato il solo Antonelli. Hanno sbagliato tutti, lui è quello che lo ha fatto con minor danno e anche lui ha avuto la forfuna della poggia improvvisa. Di tutti i nuovi si vede che è quello che ha la velocità, nel sangue, sei hai un padre che ti sceglie come nome Kimi è probabile che ti abbia dato un volante prima del ciuccio. Se riuscirà a gestirla in tutte le sue fasi il futuro in Formula1 è suo. Dei grandi, Sainz e Alonso (ora che ha capito che anche quest’anno lotterà per il decimo posto è diventato simpaticissimo come sempre) vanno dietro lavagna uno e sui ceci l’altro.

Settimana prossima tocca alla Cina. Ricordo che lo scorso anno, nei primi 2 Gran Premio, Norris fece 6° e 8°, mentre Piastri 8° e 4°, con Verstappen che sempre vincitore (tre doppiette in quattro gare per Red Bull). Al momento la Sauber ha un punto in più della Ferrari.


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