C’è una famiglia alla disperata ricerca di un posto remoto per ritrovare la felicità perduta. Ma non sa che, una volta trovato, sarà peggio di prima.

Se fosse stato un film, questa sarebbe stata la trama, per sommi capi, del Gran Premio di Cina edizione 2025.

Nel dopo post gran premio di Australia ne ho lette e sentite tante, alcune sicuramente vere, altre messe li a far polemica (i team radio di Hamilton). Quindi ci voleva una bella reazione, soprattutto per capire la bontà di questa macchina.

E quindi si fa una bella eccezione alla regola, facendo i punti anche al sabato! Ma guarda Luigino che mi combina, con 19 giri belli tosti, in un bel mix tra garra e saggezza. Io le sprint non le sopporto e mai le sopporterò ma comunque sono pur sempre soddisfazioni, lui che in Cina a vinto ben sei volte.

Poi pian piano sono arrivate le nubi. Personalmente, questa storia delle direttive tecniche un giorno si e un giorno no, mi da l’idea di un BOP molto randomico. In Australia c’è stato il discorso delle ali, qua in Cina la pressione delle gomme. Fa brutto perché si getta più di un ombra su di una Formula1 mai così combattuta come nelle ultime due stagioni.

La qualifica è stata un po’ più difficile della Sprint, ma sicuramente non c’era stato il classico risveglio traumatico a cui noi ferraristi sono abituati. Lewis, Piastri, Verstappen e un sempre solido Russell sono a loro agio su questa pista, mentre sia Norris che Leclerc faticano e non sanno come prenderla. Tutti comunque racchiusi nel giro di tre decimi.

Ma se facciamo una media tra il Gran Premio dell’Australia e la Sprint della Cina, viene fuori il Gran Premio di Cina. Una macchina che a questo punto ha una finestra di utilizzo (termine odioso, ma tant’è) molto ristretta e molto difficile da confermare lungo tutto un week end di gara. I due Rossi alla fine si sono invertiti nelle prestazioni e come al solito la strategia non ha aiutato (eufemismo). Il tanto annunciato e temuto degrado non c’è stato, tanto che i big hanno fatto solo un pit stop. Ma la Ferrari si è letteralmente sgonfiata sul finale ed invece che andare a riprendere Russell siamo stati mangiati da un Verstappen siano a quel momento non pervenuto. Leclerc è convinto che senza danni all’alettone in partenza, avrebbe lottato per la vittoria. Lui forse ha più dati di me per dirlo, ma credo che sia un abile scusa nei confronti del compagno di squadra.

Le righe che avete letto sopra sono appunti scritti a metà domenica. Che le Ferrari sono state squalificate l’ho scoperto quando mi sono fermato a pranzo. In un mondo normale sarebbero volati stracci mentre invece ci siamo giustificati con un “impareremo per la prossima volta”, come se fossimo un team esordiente! Un chilo in meno non ha di certo aiutato Leclerc ma un team di Formula 1 che ieri ha disputato il suo Gran Premio numero 1.100 non può commettere errori simili. E la squalifica di Hamilton chiude il cerchio con quanto sospettato dopo le dichiarazioni di Leclerc dopo la qualifica dell’Australia: la macchina funziona solo a determinate altezze. Se la alzi perde carico e non curva, se l’abbassi consuma troppo il fondo. Il problema è capire quanto questa forbice sia ampia. Perchè se l’altezza giusta era stata trovata nella sprint, quella non va bene in gara perchè in una durata completa il fondo non regge.

A questo punto non so proprio cosa dire, ma due macchine squalificate per due sciocchi errori (era dal ’99 che non succedeva) potrebbe essere la pietra tombale su di un stagione appena iniziata. E’ stato deciso di cambiare (in parte) la macchina dello scorso anno per avere più margine di sviluppo, perchè si considerava la SF-24 a fine ciclo. Non vorrei che all’interno della squadra chi fosse contro questo cambio non incominci a remare contro in un italianissimo “te l’avevo detto!”. Vale anche per il campo opposto.

Sul campionato degli altri, la McLaren si è confermata la macchina da battere. Ancora non so perfetti come accadeva alla Ferrari di Schumi, alla Red Bull di Vettel o alla Mercedes di Hamilton, ma la strada che hanno imboccato è quella giusta. Stavolta Piastri, alla sua prima pole position, si è confermato meglio di Norris, chissà quel suo sorriso appena accennato “alla Kimi” alla lunga…

Gli altri cercano di tenere botta, in attesa di tempi migliori. Russell se fosse un cavallo sarebbe da giocare sempre piazzato, Verstappen coglie sempre il massimo (e a meno otto da Norris) e anche Antonelli, dopo il diluvio dell’Australia, capitalizza la squalifica della Ferrari.

Nonostante tutto Leclerc ha solo 26 punti di ritardo da Norris, Hamilton uno in più. Ma la Ferrari ha gli stessi punti della Williams.

Quindi, o noi risorgiamo come collettivo…


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