
Nel giardino di casa (la holding proprietaria della scuderia è del Bahrain) il sempre loquace Piastri, sbatte una bella manata sul tavolo, calando il suo primo hat trick della carriera (pole, vittoria e giro più veloce), alla sua seconda vittoria in questa stagione. In attesa che Norris faccia pace con se stesso (l’errore al via è clamoroso), questo è un bel messaggio per il campionato piloti. Che a questo punto della stagione mi vien da pensare sia affare per i due della McLaren, Verstappen (più per il pilota che per la macchina, in questo week end davvero inguardabile) e Russell (un monumento alla costanza e alla pazienza).

Per i due cocker in Rosso (uno per i capelli, l’altro per gli occhi appena scende dalla macchina), si è provata una strategia diversa, puntando su una mescola, la medium, ad inizio gara. Dopo qualche sberla iniziale, è stata scartata la scelta della hard per fare una sola sosta (con quella gomma Verstappen non andava) ma erano sempre in condizione di poter scegliere cosa fare. Montando ancora un’altra medium le due Ferrari, a serbatoi un po’ più scarichi nel secondo stint avevano il passo dei migliori. La safety car ha di sicuro sparigliato un po’ le carte, a quel punto avevano comunque la possibilità di scegliere due mescole di gomme su tre. E’ stata scelta la hard, segno che non vi è fiducia nelle prestazioni della macchina, perchè credo si sia preferito portare la macchina al traguardo anziché cercare il podio, tanto con Norris si sapeva che entrambi avrebbero perso la posizione anche con una mescola di vantaggio. Ed anche Russell a parità di mescola non sarebbe stato raggiungibile. La secondo posizione in qualifica è stato frutto della penalizzazione di Russell (che però non ha influito sul tempo) e della confusione di Norris. Ma la macchina non aveva la prestazione per difendere quella seconda posizione-
Perchè in fondo, come ha detto il sempre sincero Leclerc, se non hai la prestazione qualsiasi strategia è inutile. Ma almeno la squadra ha dato un segno di vita, eseguendo due volte un pit stop in contemporanea. Ed anche gli aggiornamenti, volti a dare più carico al retrotreno, sembra che vadano nella direzione giusta.
Carletto si è aggrappato a tutto quello che aveva, uscendo dalla gara sempre più sconsolato. Una faticaccia enorme per fare un quarto posto. Stesso discorso per Hamilton, che dopo una pessima qualifica, ha dimostra in gara di esserci sempre. Chi pensava che bastasse un Campione del Mondo per vincere un mondiale ha sbagliato sport. Fosse così le bacheche di Maranello traboccherebbero di trofei!
Si pensava forse di fare più punti possibili nelle prime gare in attesa di tempi migliori. Prima del Bahrain, se non ci fosse stata la strategia sbagliata in Australia e la squalifica in Cina (che, si badi bene, sono pur sempre errori tecnici), Leclerc avrebbe (a spanne) 38 punti e Hamilton 35. La Ferrari ne avrebbe all’incirca 70, scavalcando Red Bull e tallonando Mercedes. Questo non avrebbe cambiato il giudizio sulla vettura ma di fatto, in un momento in cui si deve mettere più fieno possibile in cascina in attesa di tempi migliori, si è raccolto la metà dei punti in linea con le prestazioni dei due piloti. Con i due ultimi Gran Premi si è dato un po’ una sterzata alla barca, ma è ancora troppo poco per poter puntare, come dichiarato ad inizio stagione, al mondiale.
Mondiale che punta a vincere il prima possibile la McLaren, per poi lasciare liberi di correre i due piloti.
Ci vediamo il prossimo week per in Arabia Saudita.




Lascia un commento