Contrariamente a quanto avevo scritto di recente, a questo giro le cose di casa nostra corrispondono più o meno alle cose di casa degli altri. Diciamo che sono un sottoinsieme, un ospite che si è imbucato all’ultimo momento.

Partiamo però da una premessa. Inserire una doppia sosta obbligatoria ai soli fini dello spettacolo è un boiata pazzesca che a questo giro è stata anche contro producente perchè ha fatto sì che alcune scuderie utilizzassero un pilota come “tappo” per dare al compagno di squadra la possibilità di smarcare, senza perdere posizioni, almeno una delle due soste (lo ha fatto la Racing Bulls e la Williams). Il risultato è stato quello di un lungo serpentone di macchine che girava sul minuto e venti, con alla fine solo 5 piloti a pieni giri e tutti gli altri doppiati! Oltre che a creare una gran confusione a tecnici spettatore.

Monaco è questa, forse l’ultimo residuo di una Formula 1 che non c’è più e forse non più adatta alle sue caratteristiche. La pista è stretta e le macchine sono sempre più grandi. Per i piloti può essere noioso, per chi lo guarda ci può essere quella sensazione che possa succedere qualcosa da un momento all’altro, cosa che ultimamente non accade. Prendere o lasciare. In un Mondiale che ha 24 gara è comunque una pista vera, “non un tracciato disegnato da un bambino nel parcheggio di un centro commerciale” (cit.)

Detto questo, c’è solo da rendere onore al buon Norris che, in quel sottile crinale in cui possono svoltare le stagioni, nelle ultime due gare è riuscito a rimettersi un po’ in sesto e a stare davanti compagno di squadra. Si è preso la pole al sabato per non nulla, in gara ha gestito tutto il valzer delle strategie e la pressione di Leclerc, sia al via che sul finale, senza sbagliare nulla. Certo, il mezzo meccanico aiuta tantissimo, visto come danzava la McLaren sui cordoli del Principato e il margine che ha preso quando Verstappen è andato a box per la seconda sosta ne è la riprova. Piastri non è stato chirurgico quanto Lando in questo week end, baciando diverse volte qualche guardrail. Ad un terzo del mondiale i punti tra i due sono solo tre. Verstappen è sempre in corsa ma anche lui sarà sempre costretto ad inventarsi qualcosa ad ogni gara per tenere il passo dei piloti McLaren, che hanno vinto 6 gare su 8.

Carletto ha passato una notte insonne a pensare dove aveva perso quel centesimo al sabato e dove avrebbe potuto passare Norris. Ma è andata bene così, di più non si poteva fare. Probabilmente Leclerc è nel periodo migliore della sua carriera (iniziato nel finale della scorsa stagione) ma guida una macchina molto spesso indecifrabile. E’ stato indemoniato per tutto il week end, il giardino di casa, contro i pronostici della vigila. Hamilton purtroppo ha fatto una gara nel nulla recuperando comunque due posizioni, segno che almeno la strategia è stata giusta. Il tempo perso è stato troppo, senza una safety sarebbe stato impossibile recuperare. Mi sarebbe piaciuto vedere la sua gara se fosse partito quarto.

Così come mi sarebbe piaciuto vedere il tempo di Max al sabato senza quell’incertezza su Hamilton. Onestamente non so quando possa avere inciso sul tempo. Fatto sta che lui c’ha provato anche con le strategie rallentando all’inverosimile i due dietro, ma alla fine è arrivato come è partito.

La Mercedes non ne ha imbroccata una. E’ già il secondo gran premio in cui hanno problemi di affidabilità, hanno pasticciato un po’ con la strategia e anche l’aver permesso a Russell di tenersi una posizione dopo aver taglia una curva non fa molto onore. Infatti si sono beccati una sacrosanta penalità. Kimi deve fare un reset, rimettere insieme alcune cose e ripartire.

Ci vediamo la prossima settimana a Barcellona dove, con l’ennesimo colpo di teatro della Federazione, cambierà il regolamento. E vedremo se sarà come la doppia sosta a Monaco.


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