
Dopo l’invenzione della doppia sosta a Montecarlo, con conseguente buco nelle acqua monegasche, anche la nuova direttiva della Federazione sulla flessibilità delle ali si è rivelata totalmente ininfluente ai fini del risultato e dei valori in campo. Uno spreco di risorse e tempo per chi sbandierava fosse addirittura un game changer (un saluto a Vasseur che ci segue sempre).
La McLaren ha semplicemente il pacchetto migliore che funziona al meglio su tutte le piste e con tutte le condizioni meteo. Poi, a seconda delle situazioni, il divario con gli altri aumenta o diminuisce. E solo un Verstappen in versione Schumacher ad Ungheria ’98 (quando il Kaiser vinse con una sosta in più degli altri) ha tenuto vivo il gran premio fino alla fine. Ma è evidente di come il duo Papaya, con un Piastri chirurgico come qualche gara fa e un Norris che le ha prese un po’ da tutti, abbia gestito la corsa sin dall’ inizio.

Di contro, anche in Ferrari non è cambiato nulla. In qualifica la macchina fa fatica mentre in gara è più solida ma per lottare per il podio deve sempre inventarsi qualcosa. Stavolta la Safety Car è stata provvidenziale ed ha dato un senso la strategia del sabato di Leclerc, a dire la verità fino a quel momento non troppo vincente, complice una mescola (la gialla) che proprio non ne voleva sapere di accendersi. Ma se Verstappen non avesse avuto la hard, perdendo poi la brocca visto l’impossibilità di resistere a chi era dietro, forse sarebbe arrivata quarta. E probabilmente il valore della Ferrari è a meta tra dove la porta Leclerc e dove naviga Hamilton, protagonista di una gara anonima, costretto ad uno swap position già al decimo giro (cose dell’altro mondo ma vabbè…) e infilato dalla futura Audi fu Sauber all’ennesimo trapasso tra Ferrari ed ex ferraristi (un saluto a Binotto).
Alla fine si porta a casa il secondo posto nella classifica costruttori, con la speranza che la dirigenza non lo sbandieri troppo, altrimenti qualcuno gli dovrebbe far notare che i punti dalla McLaren sono più del doppio, che Red Bull ha una macchina sola (questo è uno dei più grandi misteri dell’automobilismo moderno) e la Mercedes un esordiente.
Ci vediamo tra due settimane in Canada.




Lascia un commento