
Nella città degli angeli di angelico non c’è nulla, la linea di confine che separa il crimine dalla legge è completamente svanita e i poliziotti sono marci quanto i criminali, e forse anche di più”
Il mio rapporto con Ellroy è nato sostanzialmente alla rovescia, in quanto avevo iniziato la Trilogia Americana dal secondo libro (Sei pezzi da mille), per fortuna sospeso in tempo per poi andare a leggere American Tabloid. Inutile a dire, dei libri meravigliosi, dei capisaldi del genere noir. Non facili da leggere, in quanto Ellroy è poco avvezzo a spiegazioni (le frasi sono al massimo di una decina di parole) ed anche l’intreccio di eventi tra lo storico e il romanzo non aiuta. Proprio questi due ultimi punti mi hanno sempre un po’ scoraggiato dal leggere l’ultimo tassello della trilogia, Il sangue è randagio.
Pescato dalla Signoria in una bancarella a Prato l’esorbitante costo di tre euro, pensavo che L.A. Confidential (prima pubblicazione nel 1990, in Italia l’anno successivo) fosse un romanzo stand alone mentre invece fa parte non di una trilogia bensì di una tetralogia chiamata L.A. Quartet. Nonostante ciò è stato un libro che si è letto da solo e che si è sposato benissimo con la settimana di vacanza sulle Dolomiti e i suoi tempi liberi mentre il resto della famiglia era a sciare.
Ma andiamo con ordine. Come on guys.
Gli eventi narrati nel libro ruotano tra un antefatto e tre eventi, realmente accaduti, che seppur accaduti a diversi anni di distanza si riveleranno legati tra loro.
Nel prologo abbiamo il losco Buzz Meeks in fuga da una settimana con un carico di eroina rubata al boss di Los Angeles, Mickey Cohen.
Nel 1951 due poliziotti vengono aggrediti da un gruppo di latinoamericani rimanendo gravemente feriti. Una volta arrestati, vengono brutalmente picchiati dagli agenti della centrale durante la festa di Natale. Questo episodio porterà alla creazione di una commissioni di inchiesta, creata dal capo della polizia William H. Parker, per far luce su quanto accaduto. Tale evento verrà chiamato il Natale di Sangue.
Nel 1953, al Nite Owl, una tavola calda, vengono uccise sei persone a fucilate. Si pensa ad una rapina finita male ed i primi indiziati sono dei ragazzini di colore su di una Mercury del ‘49.
Nel 1958, a causa di alcune indagini collaterali, omicidi sospetti ed una volontaria confessione, viene riaperto il caso del Nite Owl, chiuso qualche anno prima in maniera fai da te. Proprio il Nite Owl scombussolerà per sempre le vite di tre poliziotti, mettendoli faccia a faccia alla ricerca della verità, dovendo sempre fare i conti con il loro passato (e ben altro).
Il primo è Edmund “Ed” Exley, rampante e spregiudicato figlio di Preston Exley, leggendario ex poliziotto del caso Atherton e ora magnate delle costruzioni, un fratello ucciso in servizio ed una medaglia al valore per il servizio della Secondo Guerra Mondiale.
Il secondo è Wendell “Bud” White. Il padre uccise la madre sotto i suoi occhi, quindi da quel giorno ha promesso vendetta, in maniera più o meno lecita, contro chi picchia le donne (e magari la fa anche franca).
Il terzo è Jack “Bidone Big V” Vincennes. Agente della narcotici, un passato costellato da problemi con alcool e droga, è in combutta con Sid Hudgens (direttore del giornale scandalistico Hush-Hush), con il quale tra una soffiata e l’altra, realizzano arresti da copertina, magari quando ci sono di mezzo droga e star dello spettacolo o personaggi politici.
Mettendo al centro fatti di cronaca realmente accaduti, Ellroy ci regala una vicenda intricatissima, in cui emergerà un verminaio fatto di collusioni fra polizia, stampa sensazionalistica, criminalità organizzata dedita alla produzione di materiale pornografico estremo ed al traffico di droga e al sempre immancabile potere politico.
Ecco allora che di fronte a noi si celebra il mondo sotterraneo, fatto di tenebre e sangue che Ellroy per tutta la vita ha descritto come il vero volto dell’America, che non è quello del sogno americano. Quel volto è fatto di cadaveri in putrefazione, tradimenti, abusatori di minori (menzionare le mascotte dei film da ragazzi, chiari riferimento a Walt Disney, è un colpo basso quanto magistrale), donne usate come oggetti ed armi di ricatto (meraviglioso il personaggio di Lynn Bracken, l’unica meno colpevole del lotto e che alla fine si salva da sola), una stampa che invece di informare cerca di lucrare sulla sofferenza delle persone. Tutto è fatto per tornaconto personale, non esiste un’idea di giustizia, così come non esiste il bene o il male assoluto per Ellroy, così come non esistono personaggi perfetti o privi di scheletri negli armadi, ma solo fatti una follia che scivola sotto la pelle, tra i vestiti, nelle notti scosse da sparatorie o alcool.
Un romanzo crudo, appassionante, che non risparmia niente e nessuno, con un Ellroy maiuscolo nel realizzare un altra colonna del hard-boiled, che riprende i moduli della narrativa noir nel solco dei migliori, come Dashiell Hammett e Raymond Chandler.
James Ellroy – L.A. Confidential (La Biblioteca di Repubblica, 2004)




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