A questo giro non sono riuscito a vedere il gran premio in diretta ma solo stamani all’alba, con un occhio chiuso e con l’altro a mezz’asta. Quindi non mi addentrerò in questioni di lana caprina ma mi limiterò solo ai fatti evidenti, partendo come sempre dalle cose di casa nostra.
La SF-25 è una macchina inequivocabilmente mediocre, con problemi sia meccanici che aerodinamici. Ogni tanto ci si riesce a mettere una pezza, ma dove un Leclerc si esalta con il coltello tra i denti, un Hamilton si deprime a correre nel nulla. Il francese non viene seguito sulle strategie, l’inglese vorrebbe incidere di più sui metodi di lavoro e l’organizzazione del team ma anche qua nessuno lo ascolta. Poi non venitemi a dire che non è stato preso per vendere le magliette! Ma è risaputo, la colpa è sempre di quelli che c’erano prima, le marmotte che attraversano la pista, un mezzo grado in più di temperatura e ovviamente dei giornalisti.

Le risalite son sempre possibili, vedi una Mercedes che nell’ultime 3 gare aveva messo a tabellino 3 ritiri con Antonelli ed una manciata di punti con Russell. La casa di Stoccarda ha indovinato le specifiche giuste per la pista canadese, il lungagnone inglese si è preso una pole maiuscola al sabato e con una partenza giusta si è portato a casa una meritatissima vittoria. Meritatissimo anche il podio di Antonelli (l’ultimo fu Fisichella nel 2009 in Belgio con la Force India), protagonista di un sorpasso magistrale su Piastri alla prima curva.
Non so cosa sia preso alla McLaren, mai in forma nei momenti clou della corsa, sia in prova che in gara. Ma se un Piastri non si scompone più di tanto e cerca di raccogliere il possibile, Norris ha idealmente messo fine hai suoi sogni mondiali. I 26 punti di distanza sul compagno di squadra non sono poi tanti, ma credo che l’errore di valutazione fatto sarà decisivo sia per la sua autostima che per gli equilibri interni nel team. Anche se ha ammesso l’errore, è stato fortunato a non aver creato danni a Piastri e almeno una macchina al traguardo c’è arrivata. Purtroppo questo è il suo limite.

Corsi e ricorsi storici del Gran Premio del Canada cascano nella trionfale vittoria della 24 Ore di Le Mans ad opera di Robert Kubica (insieme ai suoi compagni Hanson e Ye) su l’hypercar 499P di Maranello. Uno dei piloti più forti della scorsa generazione, privato della Rossa per colpa di un terribile incidente nel rally di Andorra, si riprende a quarant’anni, guidando praticamente con una mano sola, il meritato premio ad una carriera fatta di enormi sacrifici e terribili sofferenze.
Ci vediamo tra due settimane in Austria.




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