
Serviva un miracolo per fare la pole al sabato.
Serviva un miracolo per rimanere davanti tutta la gara contro due macchine inequivocabilmente più veloci.
Serviva un miracolo per poter vincere una gara dopo aver perso due posizioni in partenza.
Serviva un miracolo per poter recuperare un pit stop di svantaggio contro un compagno che guida la tua stessa macchina.
Serviva un miracolo per poter arrivare ai piedi del podio dopo aver rischiato di saltare la gara causa infortunio.
Serviva un miracolo per arrivare a punti guidando una macchina che l’hanno scorso faticava anche ad arrivare al traguardo.
Serviva un miracolo per arrivare a punti quando non hai mai avuto voglia di guidare una Formula 1.
Serviva un miracolo per stare davanti alla tua ex squadra che ti ha mandato via dopo tre gare quando evidentemente il problema non eri tu.
Serviva un miracolo per poter avere un minimo di prestazione da una macchina che in tutto il week end non è mai voluto sapere di andare per il verso.
Serviva un miracolo per poter entrare a punti dopo aver clamorosamente ciccato l’ultimo turno in qualifica, dopo alcune gare piuttosto in ombra.

Ovviamente in Formula 1 i miracoli non sono e non possono essere ecumenici, a volte accadono ma finiscono sempre per favore o sfavorire qualcuno. Come ha detto qualcuno, Lazzaro è resuscitato solo una volta.
Il povero Charles al sabato ce l’aveva messa tutta (e sono 27 pole), cogliendo per una frazione di secondo le condizioni ottimali di vento e temperatura per mettere insieme il giro perfetto. In gara è stato maiuscolo come lo è da tutta la stazione e anche se la prestazione non era all’altezza della McLaren sino sono riproposti gli ennesimi misteriosi, quanto evidenti, problemi. C’è che dice fossero strutturali sul telaio, chi dice che con il secondo stint di gomme hard han dovuto aumentare la pressione delle gomme in modo da alzare la macchina da terra per evitare di consumare il fondo. Così una possibile domenica di successo si è trasformato in un altra giornata frustrante finita a quaranta secondi dal vincitore e con pure una penalizzazione di 5″ per un mezzo fallo di reazione su Russell.
Anche Hamilton aveva bisogno di un miracolo, invece è finito doppiato. Passare tutta la gara dietro ad Hadjar deve essere stato molto divertente, quando Antonelli, partito quindicesimo, almeno nei punti c’è arrivato. Io credo che Sir Lewis sia penalizzato da questa macchina e da un’impostazione delle squadra a lui poco congeniale. Forse si è troppo sopravvalutato, convinto che il suo contributo potesse far cambiare qualcosa a fronte di un Leclerc più abituato a sguazzare in questi problemi già da anni. Ma la stagione è questa, cambiare pilota (un saluto a Tsunoda) è solo una frase buttata lì ad imbruttire ancora di più il clima. Sia almeno sincero, con se stesso e con noi.
Altro miracolo era quello che serviva a Norris per recuperare dopo una mezza frittata fatta in partenza. Ha puntato tutto su una sosta sola per la serie o la va o la spacca, contro un compagno di squadra che per forza di cose doveva marcare Leclerc che gli stava davanti (anche se forse poteva superare prima Leclerc ed evitare di cascare nella trappola di Norris). Questo è anche figlio di una macchina che comunque è sempre in bolla e va sempre forte, il che permette di fare qualsiasi strategia. Dubito però che Leclerc ne avesse per andare a prendere Norris e con un giro in più probabilmente Piastri lo avrebbe anche passato. Ma comunque Lando è stato capace di riscostruire la sua gara e fare un azzardo vincente, recuperando otto punti contro il compagno di squadra.
Miracoli sparpagliati sono il quinto posto di Alonso, il sesto di Bortoleto, il settimo di Stroll e l’ottavo di Lawson davanti alla Red Bull di Max Verstappen in questo week end davvero irriconoscibile.
Ci vediamo a fine mese in Olanda.




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