Gran Premio guardato al mare in piedi causa un sonno estremo con avrebbe portato ad un inevitabile sarago sul lettino.

In una giornata assolata e calda a Monza, con il pubblico che già dal sabato aveva dovuto rivedere le proprie aspettative, è andato in scena lo show di Max Verstappen. In ottima forma per tutto il weekend e senza nulla da perdere, il pilota ha optato per un assetto ultraleggero da lui stesso richiesto. La scelta ha pagato sia in qualifica che in gara: con medie da capogiro (la gara è stata quella con il minor tempo complessivo), ha conquistato la pole position e, nonostante gli iniziali scontri con le due McLaren, ha tagliato il traguardo con un notevole distacco, portando a casa la vittoria numero 66.

È quasi certo che Verstappen non si confermerà campione del mondo in questa stagione, ma al di là delle tensioni e delle dichiarazioni tra il suo team e la Red Bull, rimane il migliore in pista, capace di piegare la macchina al suo talento.

I due piloti della McLaren si trovano in una situazione paradossale. Norris, pur avendo provato a resistere a Verstappen, non può permettersi di perdere ulteriore terreno nei confronti del compagno di squadra Piastri, il cui compito è semplicemente quello di amministrare il vantaggio. La decisione di restituire la posizione a Lando, dopo che quest’ultimo ha avuto un problema all’anteriore destra al secondo cambio gomme, è stato un gesto di cavalleria che a Piastri è costato solo tre punti, ma ha garantito un’atmosfera più serena ai box. A volte i peggiori avversari si hanno in casa. Ad alcuni non sarà piaciuto, ma la decisione della squadra è stata netta e Piastra minimamente protestato.

Del resto, in questa occasione, il pacchetto McLaren non era all’altezza per stare davanti a tutti, a differenza di quello della Red Bull, che ha funzionato in modo impeccabile.

Un altro pilota che non ha nulla da perdere è Leclerc. Tuttavia, a parte la polemica per la mancata scia concessa da Hamilton (dove gli altri si scambiano le posizioni per errori ai pit stop) e un po’ di slancio iniziale, non ha potuto fare molto. È stato subito costretto a gestire le temperature delle gomme posteriori fin dai primi giri, trovandosi più che altro a difendersi da Russell piuttosto che ad attaccare chi lo precedeva.

Hamilton ha galleggiato per tutta la gara, penalizzato in qualifica e compromettendo così la sua corsa.

In generale, la stagione ha preso una piega che difficilmente si raddrizzerà, se non in qualche circuito favorevole. Fortunatamente, in questa tornata monzese, ci siamo risparmiati annunci altisonanti e bagni di folla, concentrandoci invece sul ricordo del cinquantesimo anniversario della vittoria del terzo mondiale di Niki Lauda, proprio a Monza, nel 1975.

Ci vediamo tra due settimane a Baku!


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