Vedete la piega che prendono certe situazioni quando le cose bisogna andarsele a prendere? Ognuno ha fatto la sua partenza in base al proprio obiettivo, nessuno si è risparmiato. E per una volta la Direzione Gara si è giustamente tappata un occhio. Poi purtroppo vengono fuori tutti i piagnistei dei piloti ma questo è anche figlio di un’idea di Formula 1 teleguidata dai box.

Come avevo auspicato, chi ha dato il famoso pugno sul tavolo è stato Norris, il pilota dei tre ancora in lizza (ci sarebbe anche Russell ma è solo per la matematica) forse ritenuto il più debole a livello mentale o il meno incline a situazioni corpo corpo. Ma in terra messicana ha condotto non solo un un week praticamente perfetto, rintuzzando gli attacchi di Leclerc sia in qualifica che alla partenza (nelle ultime 6 partenze dalla pole non ha mai perso la posizione), ma è riuscito anche a prendere la testa della classifica del mondiale piloti a favore di un Piastri in difficoltà per tutto il week e che ha faticato e non poco a passare prima Tsunoda e poi Russell e non riuscendo ad avere la meglio su Bearman.
Il distacco dei due McLaren è di un solo punto ma ha un peso più significativo nelle dinamiche interne al team. Vedremo quale sarà l’indirizzo dato dalla squadra e se ci sarà una reazione di Piastri, che dal ritiro di Norris in Olanda non ne ha più imbroccata una per il verso. La McLaren, con una temperatura di 50 gradi dell’asfalto, è tornata la macchina di riferimento ed anche un Verstappen come al solito con il coltello tra i denti non ha potuto nulla a bordo di una Red Bull in crisi di temperature per tutta la gara. Il suo piano di vincerle tutte forse è saltato ma almeno è riuscito ad accorciare il distacco tra i primi tre piloti a 36 punti.

Venendo alle cose di casa nostra, la domanda che mi viene da fare è se c’è da essere contenti per il risultato di Leclerc. Uno che non segue la Formula 1 forse dirà di sì e magari è anche vero per come è andata la stagione, ma il monegasco si è preso mezzo minuto di distacco da Norris e se non ci fosse stata la Virtual Safety Car finale forse avrebbe perso la posizione anche su Verstappen. Tutta la stagione a parlare di “potenziale da estrarre” e di mettere “insieme le cose”. Quando lo si fa il risultato è comunque questo, mai veramente in lotta e sempre in gestione. Poi a volte capita che gli altri fanno peggio e fai secondo o terzo ma se gli altri fanno meglio fai quinto o sesto. Al via Leclerc è quello partito peggio di quelli davanti, forse avrebbe dovuto restituire la posizione ad Hamilton, ma fatto sta che si è giocato le sue uniche possibilità non dico di vittoria ma almeno di podio. Basti vedere lo stesso Hamilton dove, con una penalità forse anche esagerata (bastava rendere la posizione, Verstappen era davanti) non ha mai avuto il passo per riprendere quelli davanti.
Complimenti alla regia internazionale che si è persa le prime fasi della gara mandando in onda i replay nel momento sbagliato o inquadrando il nulla e a Bearman, straordinario quarto con la Haas.
Ci vediamo tra due settimane in Brasile.




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