Il contenuto che segue potrebbe contenere importanti spoiler sul gioco.

In guerra non ci sono amici, solo nemici.
Questo Call of Duty lo ricorderò sempre con affetto. Pur avendolo giocato solo pochi mesi fa, ne seguii da vicino tutta la genesi. Sviluppato da Infinity Ward, come il precedente capitolo, fu annunciato a febbraio 2022, con il nome svelato qualche mese dopo. L’uscita fu fissata per il 28 ottobre dello stesso anno. La sera stessa, proiettai i primi 10 minuti di gameplay registrati da Moonryde sulla TV del salotto: boom! Purtroppo, alle bambine la faccia di Ghost non risultò molto “cordiale”. Da lì in poi l’ho sempre ritrovato negli eventi che seguii quell’anno, da Lucca Comics alla Milano Games Weeks.
Ci è voluto il Game Pass per farmi cimentare con le campagne di Call of Duty. L’unico rammarico è quello di averle giocate in ordine inverso, poiché gli eventi di questo capitolo sono il seguito di Modern Warfare I (uscito nel 2019) e anticipano quelli di Modern Warfare II (2023, di cui ho parlato nell’articolo su Black Ops 6). Francamente, non capisco perché Microsoft rilasci questi prodotti sul Game Pass in quest’ordine., cosa che impedisce a me di fare un serio raffronto dei vari prodotti, considerando anche il fatto che questa trilogia è per certi aspetti il reboot della serie dei primi anni 2000.
È stato, per inciso, il primo gioco della serie a raggiungere il miliardo di incassi nel minor tempo.
Ma andiamo con ordine. Come on, guys!
Chi non muore si rivede!
Nel luglio 2022, la Task Force 141, sotto il comando del generale Shepherd, sta conducendo attacchi contro le forze iraniane sostenute dalla Russia. Durante un accordo per la vendita di armi ad Al Mazrah, un attacco missilistico americano uccide il generale iraniano Ghorbrani. Il maggiore Hassan Zyani, secondo in comando della Forza Quds, ne assume la guida e viene coinvolto nel finanziamento di attività terroristiche per diversi mesi, cercando vendetta sugli Stati Uniti per la morte di Ghorbrani. Le sue attività attirano l’attenzione del generale Shepherd e del caposezione della CIA Kate Laswell, che ordinano il dispiegamento dei Marine, guidati dal tenente Simon “Ghost” Riley e dal sergente John “Soap” MacTavish, per arrestare Hassan ad Al Mazrah. Hassan è però già fuggito, e Ghost e Soap scoprono che Al-Qatala è in possesso di un missile balistico di fabbricazione americana.
Da qui in poi, inizierà una lunga e spietata caccia al nemico che ci porterà nella città messicana di Las Almas, ad Amsterdam, sul confine Messico-Stati Uniti, a Chicago, nell’Urzikstan e nella nuova Repubblica Unita di Adal (URA), la cui capitale è appunto Al Mazrah.
I protagonisti centrali saranno ovviamente i “bro” della Task Force 141, un’unità multinazionale di operazioni speciali fondata dal capitano John Price, insieme al sergente Kyle “Gaz” Garrick, al tenente Simon “Ghost” Riley e al sergente John “Soap” MacTavish.

I nostri alleati (forse…) saranno il caposezione della CIA Kate Laswell, il leader della compagnia militare privata russa “Nikolai”, il comandante della Forza di Liberazione dell’Urzikstan Farah Karim, il colonnello delle forze speciali messicane Los Vaqueros Alejandro Vargas e il sergente maggiore Rodolfo “Rudy” Parra, il comandante del PMC della Shadow Company Phillip Graves e il generale dell’esercito degli Stati Uniti Shepherd.
Variazioni sul tema ma senza strafare!
Per portare a termine questa lunga caccia, saranno necessarie 17 missioni di durata variabile: alcune molto corte, altre tra i 15 e i 20 minuti, mentre le più lunghe possono andare dai 35 ai 50 minuti. Alternandosi tra i diversi protagonisti citati sopra, la modalità di ogni missione sarà prevalentemente unica e non richiederà molta fantasia per arrivare all’obiettivo. Sia chiaro, non è un gioco “sui binari”: spesso ci si può prendere il tempo che si vuole nel fare certe cose, ma non è un open map (caratteristica che verrà proposta in maniera molto infelice nel capitolo successivo).
Ci saranno missioni per tutti i gusti: da quella classica nel ruolo del cecchino in tuta mimetica, a quella stealth (che ho “mandato in vacca” come al solito), una con elementi platform, una molto interessante in stile survival o la classica sparatoria ad ondate dove è fondamentale usare le coperture e avere una buona scorta di munizioni. Una novità interessante sarà quella di poter nuotare nell’acqua e la possibilità di salire sul tetto di un veicolo per poi prenderne possesso.

A dispetto del recente Black Ops 6, qui le armi saranno quelle equipaggiate dal nostro personaggio e potremo anche trovarne altre in giro, ma non vi è un vero e proprio sistema di livellamento delle armi. Io mi sono solo limitato a fare incetta di munizioni e oggetti lanciabili. Dovendo stanare il nemico “a casa sua”, ovviamente saremo sempre in territorio nemico e quindi in inferiorità numerica; l’approccio alla OK Corral non funzionerà. Inoltre, il TTK (Time To Kill) dei nemici, soprattutto quelli corazzati, rimane molto alto e, pur essendoci poca diversità tra loro, mirare alla testa sarà sempre fondamentale.
Se una cosa merita di esser fatta, tanto vale farla bene.
È chiaro come un prodotto del genere, specialmente nella campagna, vada dritto al sodo, concentrandosi sulla storia, i personaggi e il gameplay attivo, per me vero punto di forza di questo capitolo e il migliore dei Call of Duty che ho giocato. I primi 20 minuti, con la missione che si svolge nella casa abbandonata e poi nell’area dell’aereo abbattuto, hanno toccato un picco di immersività di livello assoluto grazie a una particolare cura per l’ambientazione, l’illuminazione, gli effetti sonori, il dettaglio grafico e la fluidità dei movimenti del giocatore estremamente realistici. Giocarlo in cuffia è fondamentale, nonché obbligatorio: dalla dispersione degli spari e alle esplosioni il comporto audio raggiunge un livello di verosimiglianza elevatissimo.

Il gioco riesce, tutto sommato, a rimanere sempre su questo livello di eccellenza e i ragazzi di Infinity Ward hanno spremuto a dovere l’engine proprietario IW, giunto in questa iterazione alla versione 9.0. Pur essendo un gioco di tre anni fa, la resa grafica e alcune scelte di design rimangono pregevoli e non si capisce perché vi sia stato un palese downgrade grafico con il capitolo successivo e soprattutto con il recente Black Ops 6.
Il gioco non offre niente di rivoluzionario, il plot è sempre quello dei “cattivoni con i missiloni”, ma si appoggia a un gameplay solido, a una componente tecnica ben fatta, una direzione artistica chiara con missioni ben scritte e dall’alto tasso adrenalinico dal ritmo sempre notevole. Essendo un “Senza Mani” sono morto un’infinità di volte, ma mi sono divertito tantissimo!
Call Of Duty: Modern Warfare II (Infinity Ward / Activision, 2022, versione PC tramite Game Pass Ultimate)



