
“Sento che sto per incazzarmi”
Uno dei personaggi più bistrattati degli ultimi anni è sicuramente Hellboy. Il nostro amatissimo Red non gode di buona popolarità sul grande schermo. Le due ottime prove con Guillermo Del Toro alla regia (Hellboy del 2004 e Hellboy: The Golden Army del 2008) avevano dato notorietà a un fumetto e ad un personaggio sì recente, ma tutto sommato abbastanza underground.
Nel giro di giostra di chi detiene i diritti sull’opera (non sono riuscito a capirlo nemmeno cercando informazioni per questo articolo), invece di fare un terzo capitolo, si decide di optare per un reboot della serie con un film ispirato ad altri racconti della saga. Diretto da Neil Marshall e con David Harbour come protagonista, è stato stroncato dalla critica e ha guadagnato 55 milioni di dollari al botteghino, contro i 50 milioni di budget spesi.
Non contenti, chi tiene le fila ci riprova, e nel 2024 esce Hellboy: The Crooked Man, prodotto dallo stesso Mike Mignola e da Dark Horse Entertainment, con Brian Taylor alla regia e Jack Kesy nei panni del protagonista. Il film esce solo nelle sale cinematografiche inglesi, ma le critiche sono talmente feroci che non arriva nelle sale americane e viene distribuito unicamente in streaming. Visto il tipo di personaggio e la saturazione di storie tratte dai fumetti, credo che per Hellboy non vi sia più spazio nel cinema moderno.
Anche dalle mie parti, Red è stato trattato maluccio. L’action figure che mi regalò mio fratello è cascata in terra al Team Principal e sono saltate entrambe le gambe: una creatura demoniaca messa KO da una signora con uno straccio in mano mentre fa le pulizie. È stata incollata più volte, ma anche il miglior CTO può fare poco in questi casi.
Non va meglio per la versione cartacea. Avevo perso il filo di cosa volevo leggere e non ricordavo di aver comprato anche il volume successivo a questo, dimenticato nelle pieghe della mia libreria. Questo perché i diritti di pubblicazione ad oggi sono passati da Magic Press a Star Comics, che ha svolto un’opera di ricollocazione temporale di alcune storie, accorpando diversi racconti in volumi omnibus.
Quindi ho fatto un reset mentale: visto che dovevo leggere il secondo volume, ho deciso di ripartire anche dal primo. Sempre per quella storia delle basi…
Ma andiamo con ordine. Come on, guys!
Dopo aver lavorato per anni per case editrici come Marvel e DC (dove ha disegnato, tra le altre cose, Gotham by Gaslight per Batman), Mignola sentiva il bisogno di creare qualcosa di suo, dove avesse la piena proprietà intellettuale e libertà creativa.
L’idea originale di Hellboy è nata da un semplice scarabocchio (o doodle) che Mignola realizzò su un foglietto per il programma di una convention nel 1991. Disegnò un mostro dalla forma robusta e, per puro divertimento, aggiunse una grande cintura con scritto sopra “Hell Boy” (Ragazzo Infernale). Mignola stesso ha raccontato di aver trovato il nome molto divertente e da lì è nata l’idea del personaggio.
Mignola voleva creare un’opera che contenesse tutto ciò che amava. Hellboy è un “mix” di diverse influenze che spaziano dal folklore alle fiabe classiche, alla letteratura gotica e horror, dai fumetti classici (l’influenza di artisti come Jack Kirby) ai film sui mostri (il suo amore per il cinema horror).
Dopo un primo rifiuto da parte della DC Comics, che non voleva la parola “inferno” nel titolo, Mignola si rivolge alla Dark Horse. In occasione del San Diego Comic-Con del 1993, la casa editrice pubblicò la prima storia breve in bianco e nero di Hellboy, Mignola’s Hellboy, scritta da Mike Mignola e John Byrne e disegnata da Mignola stesso.
Il Seme della Distruzione (Seed of destruction) è il primo volume della saga di Hellboy, scritta da Mike Mignola e John Byrne con i disegni di Mignola, uscito nel 1994 per la Dark Horse.

Nel 1944, durante la Seconda Guerra Mondiale, un demone viene evocato sulla Terra da occultisti nazisti su iniziativa del mistico russo Grigori Rasputin. Alla fine del conflitto viene trovato e cresciuto dagli Alleati, in particolare dal Professor Trevor Bruttenholm.
Il suo vero nome è Anung Un Rama, che in un linguaggio demoniaco si traduce come “Distruttore di Mondi”. È il figlio, nato nel 1617, di un arcidemone di nome Azzael (un Duca dell’Inferno) e di una strega umana di nome Sarah Hughes, che discendeva dal leggendario Re Artù attraverso suo figlio Mordred. Questo legame lo rende, ironicamente, il legittimo erede del trono d’Inghilterra nel mondo occulto.
Il racconto si sposta poi nel 1994, dove Hellboy lavora per il B.P.R.D. (Bureau for Paranormal Research and Defense – Ufficio per la Ricerca e la Difesa sul Paranormale), un’organizzazione che si occupa di minacce soprannaturali. Nel frattempo, Hellboy è diventato un colosso rosso di circa 2 metri, con zampe caprine al posto dei piedi, una coda e due grandi corna che lima regolarmente (per evitare di soccombere al suo destino demoniaco).
Il suo tipico abbigliamento è composto da pantaloni corti, un impermeabile e la sua iconica pistola, la Good Samaritan. Il suo tratto distintivo più importante è un enorme pugno di pietra rossa, indistruttibile e ipertrofico, che sostituisce la sua mano destra. Questa mano è in realtà una reliquia, l’unica chiave per liberare gli Ogdru Jahad dalla loro prigione cristallina e scatenare l’Apocalisse. Hellboy non può separarsene, ma si rifiuta strenuamente di usarla per il suo scopo predeterminato.
Possiede forza e resistenza sovrumane, un fattore rigenerante (che non lo rende invulnerabile, ma lo guarisce rapidamente) e l’immunità al fuoco. È sarcastico, irriverente e ama le cose semplici della vita: i sigari, i gatti (ha una passione enorme per loro) e i pancake. Il suo umorismo secco e il suo atteggiamento “scazzato” sono una maschera per la sua profonda angoscia riguardo al suo destino.
Insieme all’umanoide anfibio Abe Sapien e alla pirocineta Liz Sherman viene inviato a indagare sulla morte del suo mentore, il Professor Bruttenholm, e si ritrova ad affrontare proprio Rasputin e le sue macchinazioni per liberare gli Ogdru Jahad, le Sette Divinità del Caos, che porterebbero all’Apocalisse.
Questo primo volume ebbe un successo e un impatto notevole nel mondo del fumetto, con il personaggio di Hellboy che diventò ben presto un’icona e un marchio riconoscibile.
In un’atmosfera profondamente cupa e irresistibilmente magnetica fin dalle primissime vignette, il racconto si configura come un ibrido avvincente che fonde il fascino dell’horror gotico con elementi di folklore, mitologia, creature lovecraftiane e un’intensa azione paranormale. La storia infatti inizia con l’occultismo nazista e il Progetto Ragna Rok, un riferimento diretto al fascino (storicamente documentato) delle SS per il misticismo e l’esoterismo per vincere la guerra. Questo lega l’horror cosmico, rappresentato da Rasputin e dagli Ogdru Jahad, a un contesto storico reale. La minaccia non è solo demoniaca, ma è un’entità primordiale, antica e indescrivibile, il cui risveglio non è altro che l’annullamento della realtà.
La prosa scelta è essenziale e incisiva, focalizzata sulla chiarezza, ma è intrisa di strati di significato implicito. Pur non essendo un gigante sia del disegno che della sceneggiatura, c’è da dire che lo stile di Mignola è immediatamente riconoscibile, caratterizzato da linee corpose, ombreggiature definite e nette, volutamente austero, quasi teatrale, ma riesce a veicolare una densità visiva e simbolica di rara potenza, trovando un perfetto bilanciamento tra il mistero da svelare e i dubbi del protagonista. Le tavole sono eccezionali nel comunicare anche attraverso il silenzio, dove l’uso sapiente del colore nero non è un semplice riempitivo, ma una parte integrante e attiva del processo narrativo.
Il tema al centro della storia è in realtà una profonda esplorazione del tema del libero arbitrio contro il destino. Hellboy rifiuta di essere il “Distruttore di Mondi” e lotta incessantemente per dimostrare che le sue origini non definiscono chi è. Hellboy si è formato grazie all’amore del Professor Bruttenholm e alla compagnia degli umani. Il suo amore per i sigari, i gatti, l’amicizia con Liz Sherman e Abe Sapien (anch’essi “anormali”, creando un’unità di reietti che si accettano reciprocamente diventando una famiglia) e la sua semplice routine di agente del B.P.R.D. sono tutti elementi che lo ancorano al mondo umano, che lo vede come un mostro, ma che contrastano con la sua natura infernale.
Fin da subito il suo è un netto rifiuto a questo destino, scegliendo di agire come un eroe. La sua lotta interiore sarà quella di vincere la propria natura di demone che decide di salvare un mondo che in realtà dovrebbe distruggere. Il Seme della Distruzione è il primo tassello di una storia che impone le domande: chi è Hellboy? Da che parte sta?, stabilendo immediatamente che la sua scelta di essere un eroe è un atto di sfida contro la sua stessa natura.
Ma è molto più di un banale fumetto d’azione paranormale con un personaggio burbero che fa cose buffe: è una discesa in un mondo oscuro e affascinante, raccontato con maestria visiva e narrativa, un must have per chi vuole conoscere le radici di Hellboy e tuffarsi in una saga che ha fatto scuola.
Mike Mignola – Hellboy. Il seme della distruzione (Magic Press, 2017)




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