
Visto che si parte dalle lacrime, faccio un augurio a Carlo Vanzini di sicura guarigione per essere al via della prossima stagione a Melbourne.
Detto questo, sprecare l’ennesima occasione sarebbe stata da masochisti. Quindi alla fine questo benedetto mondiale piloti 2026 lo porta a casa Lando Norris, in una gara a cui tra l’altro non è stato regalato nulla. I limiti di Norris li abbiamo evidenziati a più riprese ma sembra giusto trovare almeno un merito: quello di avere avuto una reazione in un momento in cui Verstappen si stava facendo sotto ma il mondiale sembrava ormai in tasca a Piastri. Senza l’incolpevole botto della sprint in America e la squalificata a Las Vegas sarebbe stato campione già un mesetto fa. Il titolo è il coronamento di un percorso di guida iniziato da bambino e forse proprio l’aver vinto potrà dargli quella sicurezza che spesso gli è mancata in questi anni. Quando ha capito che il primo che doveva accettare i proprio limiti era proprio lui la sua stagione ha preso una piega diversa. Vedremo anche con il cambio di regole tecniche che macchina avrà e quanto dovrà metterci del suo per confermarsi: qua forse potremmo vedere finalmente il suo spessore.
Un mondiale non certo perso da Verstappen, arrivato al suo picco di forma della carriera, capace di compensare i limiti di una vettura figlia di un team arrivato a fine ciclo già a metà della scorsa stagione ma che ha deciso di cambiare e di ricompattarsi solo quando si è accorta che quest’anno, senza una profonda sterzata, non avrebbe avuto nemmeno la possibilità di lottare per qualcosa di serio.
Forse il vero sconfitto, o almeno ridimensionato, dei tre, è stato Piastri, l’unico a non aver digerito le Papaya Rules quando stava attraversando un momento opaco della stagione. Ricordiamoci che ha perso più di cento punti su Verstappen. Questa è stata solo la sua seconda stagione in Formula 1, avrà l’occasione per rifarsi.
Per chi tanto osanna le regole interne della McLaren vi faccio uno sliding doors: cosa sarebbe successo se Norris non avesse superato Antonelli in Qatar arrivando a l’ultima gara con 10 punti anziché 12? Sarebbe dovuto arrivare almeno secondo, quindi visto com’è andata la gara la squadra avrebbe dovuto fermare Piastri chiedendo uno scambio di posizioni.
Sulla Ferrari c’è comunque poco da dire. Leclerc ci ha messo un grossa pezza in qualifica ed in gara ha guidato come un satanasso ma era in lotta per il podio solo perché gli altri erano sotto ritmo. Hamilton nonostante la terza qualifica disgraziata di fila ha comunque portato la macchina a punti. Per il resto, aspettiamo le dichiarazioni della dirigenza sulle mirabolanti prestazioni della macchina del prossimo anno.
Si chiude un mondiale forse poco romantico, sicuramente avvincente, che ha comunque confermato quanto sia esigente la Formula 1 in termini di costanza di rendimento (in pista e non) a fronte anche di un ciclo tecnico che ha introdotto macchine poco comprensibili, sia dagli addetti ai lavori che dal pubblico. In tanti aspettano il 2026 (la Ferrari, la Mercedes, la Aston Martin) ma non so onestamente se sarà in grado di accontentare tutti.
Ci vediamo a fine Gennaio prima dei test a Barcellona.




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