
“Forse avremmo potuto essere più coraggiosi, ma ci siamo amati per tutta la vita, e questo è già più di quanto molti possono soltanto sperare”.
Ma voi un “libro sospeso” l’avete mai trovato? Io sinceramente no! In pratica funziona come il caffè: qualcuno ti lascia un libro da una parte, chi lo trova lo prende, se è di suo interesse lo legge e poi lo ripone nella sua libreria come si fa con qualsiasi altro libro.
Nel mio caso però questo libro è stato “sospeso” dalla stessa autrice, gentilmente appoggiato su di una panchina al Salone Internazionale del Libro di Torino, evento a cui siamo andati lo scorso maggio. Devo dire che la cosa è stata molto carina, perché il libro è sempre stato su quella panchina, ma noi ce ne siamo accorti solo dopo un po’ che eravamo seduti e sul momento abbiamo anche pensato che qualcuno lo avesse dimenticato.
L’ho capito quando l’ho aperto, leggendo la dedica scritta a mano in cui l’autrice chiedeva gentilmente di essere taggata nel caso di un post sui social. Sono i modi di comunicare del giorno d’oggi, ma visto che l’ho fatto per una gnocca dj a Palma de Maiorca, non vedo perché non avrei dovuto farlo per una giovane scrittrice italiana, al suo romanzo d’esordio.
Ma andiamo con ordine. Come on, guys!
In una Roma estiva, le due migliori amiche Claudia e Virginia si godono le vacanze scolastiche all’apice della loro adolescenza. La prima, tormentata e ribelle, osserva impotente il fallimento personale, e quindi anche familiare, dei suoi genitori Fabrizio e Valentina, mentre l’altra, più saggia e riflessiva, vede nel fidanzato egocentrico Luca e nei genitori Marta e Alberto il consolidarsi di un confine prestabilito dal quale difficilmente potrà uscire.
Ma un evento drammatico scuoterà le vite delle due ragazze, scoperchiando un inaspettato vaso di Pandora esistenziale, tra incertezze, fantasie, contrasti dolorosi ed una profonda ricerca della propria identità. Questo percorso le porterà a conoscere Giacomo, invisibile compagno di scuola sempre deriso da tutti, e Sara, la zia di Claudia, disconosciuta da tempo dalla famiglia di origine. Insieme arriveranno fino ad un paesino del Trentino-Alto Adige, sulle tracce di un nonno partigiano e dei segreti che avvolgono un amore tragico e impossibile.
Devo essere sincero, su di un prodotto del genere avevo aspettative bassissime e non nascondo di aver letto questo libro temendo il crollo verticale ad ogni giro di pagina. Fortunatamente ciò non avviene e l’autrice, anche toccando temi particolari, cerca di non volare troppo alto.
Alternando continuamente presente e passato, in un impianto narrativo solido e che regge fino alla fine, gli eventi sono spesso narrati dalla parte di Claudia, mai stata se stessa fino ad ora, ma sempre concava o convessa a seconda degli altri. Quello dei rapporti è un tema centrale del libro, in particolare quello familiare ed amoroso; esso gioca un ruolo fondamentale nel percorso di crescita dei personaggi, sia giovani che adulti, spingendoli a confrontarsi con se stessi, a togliersi le maschere e a trovare la propria autenticità. Opponendo rifiuti necessari e resistendo all’indifferenza che sembra volerli risucchiare in figure e modi prestabiliti, riusciranno a trovare la strada verso l’identità e la realizzazione.
Se da un lato nel libro c’è un variegato cast di personaggi giovani la cui psicologia è ben definita e ciò permette di capire a fondo i personaggi, dall’altro alcuni adulti sono, credo volutamente, tratteggiati solo in base ai loro errori, assumendo un aspetto monodimensionale (ripetono sempre le medesime azioni) e onestamente non sembrano in grado di rivestire il ruolo difficile di genitori, persi dietro alle loro preoccupazioni e agli sbagli della loro vita. Sono, in pratica, degli NPC.
Al netto di qualche forzatura dovuta al fatto di voler dare un tocco poetico ad alcune vicende (il nonno che scrive sembra Leopardi), una scrittura leggera, garbata e mai banale, forse più adatta ad un pubblico con qualche anno in meno di me, renderà piacevole questa lettura in cui non si ha alcuna remora nell’esporre le fragilità tipiche dell’adolescenza, una stagione della vita piena di tormenti ma ricca di possibilità come nessun’altra.
Alessandra Catoni – La ragazza lungo il fiume (L’asino d’Oro, 2024, 224 p.)




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