Le vittorie di Federica Brignone alle Olimpiadi di Milano Cortina 2026, a quasi un anno da un infortunio a serio rischio di invalidità permanente, ha riacceso il dibattito sul famoso limite che l’essere umano ha davanti a sé sin dalle sue origini. Senza scomodare la forza di gravità, i viaggi interstellari e altri massimi sistemi, potremmo continuare a parlarne in ambito sportivo, il campo maggiormente sotto i riflettori. Di riflettori sui limiti ne aveva già accesi un’altra sciatrice, quella Lindsey Vonn che aveva deciso non solo di tornare a gareggiare dopo più di un lustro di stop e una serie infinita di infortuni, ma anche dopo essersi rotta un crociato a pochi giorni dalle stesse Olimpiadi. Il suo limite, unito a uno storytelling mai sazio, si è schiantato contro una porta, sbriciolandole la gamba sinistra e condannandola a un’altra serie di operazioni (mentre scrivo siamo già a quattro).

Io credo che i limiti siano una cosa del tutto personale e non ne esista uno definitivo. Se poi è sufficiente per vincere una malattia, una gara, un campionato o un torneo di bocce, è solo perché in quel momento si stanno confrontando i limiti di persone diverse. La Brignone si è affidata a un team di super esperti (il J Medical della Juventus), ci ha dato dentro sin dal primo giorno, ha stretto i denti, ha messo in fila tutto ed è scesa con la consapevolezza dei propri limiti fisici e di non aver nulla da perdere. Al suo limite ci è arrivata e le è bastato per vincere una medaglia; la Goggia lo ha superato ma ha “sballato”, come in una partita a sette e mezzo; la Vonn lo ha spostato sempre più in avanti senza mai raggiungerlo.

Il mondo dello sport attuale è pieno di queste situazioni. LeBron James continua a macinare record nonostante sia la sua stagione con più partite saltate da quando gioca, Djokovic dà del filo da torcere ai ragazzi di vent’anni, Modric sta ancora in campo come pochi. Hamilton e Alonso, nonostante le ultime stagioni disgraziate, sono ancora regolarmente in pista. Poi ci sono quelli a cui tutto è concesso, vedi Cristiano Ronaldo, che pur di arrivare ai mille gol ufficiali in carriera andrebbe anche a giocare una partita di scapoli contro ammogliati. La loro ormai è diventata una battaglia a tutto tondo: oltre che contro la carta d’identità, la sfida si è spostata contro un fisico da amministrare come un conto familiare, tra cicli regolamentari sfavorevoli, compagni di squadra non più disposti ad avere personaggi così ingombranti, sponsor e proprietà non più inclini a foraggiare compensi faraonici e poco ammortizzabili. Perché senza una qualche fottuta guerra da combattere, il guerriero può anche morire, diceva il vecchio Apollo Creed al suo amico Rocky, il quale replicava dicendo che il tempo passa per tutti e che nella vita bisogna cambiare. Io diffido sempre di chi crede che la pagina più bella di una storia sia quella che ancora non è stata scritta. Certe cose hanno appeal solo come slogan pubblicitari — un altro motore che muove il mondo — altro che guerre da combattere.

Tutte queste superstar al loro limite probabilmente ci sono arrivate da un po’, ma qui si sconfina nel campo dove, alla fine, in pensione non ci vuole andare nessuno. Perdere una routine, non far parte più di un ambiente in cui sei stato per anni, vedere le cose dalla TV e dire “ah, se ci fossi stato io…”, sono situazioni difficili da accettare. Anche se sono mentali più che fisici, anche questi sono limiti.

È terminata la seconda sessione di test per la nuova stagione di Formula 1, questa volta a porte aperte. Se decifrare queste vetture e come si comporteranno nell’arco di un gran premio – cruciale sarà la gestione dell’energia altrimenti i piloti si ritroveranno seduti su un carello della spesa – è ancora difficile, non si può dire che i team non siano stati chiari: ognuno fa a gara a indicare il lavoro degli altri come migliore del proprio. La Mercedes dice che è avanti la Red Bull, la Red Bull dice che è avanti la Ferrari, la Ferrari dice che è davanti la McLaren e così via. Io ho l’idea che Mercedes e McLaren stiano cercando di togliersi un po’ di attenzione addosso, la prima per via del “caso motore”- il famoso rapporto di compressione variabile – la seconda per via di essere l’ultimo team vincente. La Red Bull ha avuto qualche problema tecnico a fronte di prestazioni solide ma con un Verstappen sempre pronto a brontolare su tutto! Gli altri zoppicano ancora, come Cadillac ed Audi, ma soprattutto la Aston Martin a quanto pare vittima dell’ennesimo buco nell’acqua da parte di Honda.

Sulla Ferrari non so. È l’unico team che ha girato con lo stesso motore di Barcellona facendo più chilometri di tutti senza avere il minimo problema o intoppo. Ma quella luce negli occhi di Leclerc

Era già nell’aria, ma lo speciale per i trent’anni del franchise di Diablo IV lo ha confermato: la nuova classe, oltre a quella del Paladino già svelata qualche mese fa, sarà quella dello Stregone (Warlock in lingua inglese). Sarà disponibile con l’espansione Lord Of Hatred, in uscita il 28 Aprile. Ma la novità clamorosa è che questa classe è già disponibile anche per Diablo II Resurrected, all’interno della nuova espansione Reign of the Warlock. Dopo ventisei anni viene aggiunta una nuova classe, l’ottava, ovviamente a pagamento: 24,99 euro. Secondo me è andata così: giochi ancora al secondo capitolo perchè il quarto non ti piace? E allora ti ci infilo anche lì un bel contenuto quasi irrinunciabile a pagamento! Altre novità potete trovarle qua.

Torna a mostrarsi in tutta la sua violenza Clive Barker’s Hellraiser: Revival con filmato che approfondisce sia la storia che il gameplay del gioco, action in prema persona a tinte survival horror ambientato ovviamente nel fantastico e sobrio mondo del nostro amato puntaspilli. Difficilmente giocherò un prodotto del genere, dei film ho visto qualcosa a sprazzi ma la cosa mi ha fatto venire voglia di leggere i romanzi di Barker. Potete trovare il filmato senza censura qua.

Ormai LEGO lancia praticamente un set a settimana. A questo giro tocca alla Nave Portacontainer Maersk Dual-Fuel, set da oltre 1.500 pezzi disponibile dal 1° marzo 2026 a 149,99 euro.

Il 13 Febbraio del 1970 i Black Sabbath rilasciavano il loro primo omonimo disco.

È scomparso improvvisamente domenica pomeriggio Federico Frusciante, lo storico proprietario del videonoleggio Videodrome a Livorno, diventato poi un apprezzato e colorito critico cinematografico sul YouTube.


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