
“Ah si? Allora vaffanculo! Scelgo la busta numero tre! È la mia dannata vita e ne farà quello che voglio. Se non ti sta bene, prova ad ammazzarmi!”
Quello che dovevo dire su Hellboy l’ho già detto in precedenza, quindi non mi dilungherò eccessivamente. Dico solo che, se siamo qui, è merito di questo volume. Hellboy: Il Risveglio del Demone (Hellboy: Wake the Devil), pubblicato originariamente nel 1996, è il secondo arco narrativo principale e viene universalmente riconosciuto come il volume che eleva la serie a un nuovo livello di ambizione e mitologia.
Ma andiamo con ordine. Come on, guys!
La storia riprende da dove si era interrotto Il Seme della Distruzione. Gli accoliti nazisti che avevano tentato di evocare Hellboy sulla Terra sono tornati in scena. In particolare, il gruppo guidato da Ilsa Haupstein, Karl Kroenen (il celebre scienziato nazista con la maschera) e Leopold Kurtz, si rifugia in un castello nel Circolo Polare Artico (in Norvegia) per ripristinare il Progetto Ragna Rok e, soprattutto, riportare in vita il loro maestro, lo stregone Grigorij Rasputin.
L’indagine del B.P.R.D. (Bureau for Paranormal Research and Defense) si concentra inizialmente sull’antico e leggendario vampiro aristocratico Vladimir Giurescu in Romania. Questo vampiro era una figura che i nazisti cercavano di sfruttare per creare un’armata non-morta durante la Seconda Guerra Mondiale. Hellboy e i suoi compagni, tra cui Abe Sapien e Liz Sherman, si dividono per affrontare le minacce.
La missione si rivela un disastro, una trappola che porta i membri del B.P.R.D. a subire perdite significative. Rasputin torna completamente in vita e, usando la rediviva Ilsa Haupstein e la Vergine di Ferro, riesce a canalizzare il potere di una figura mitologica molto antica e pericolosa, la dea Ecate (Hecate), per tentare nuovamente di forzare il destino di Hellboy.
Mentre Il Seme della Distruzione introduce Hellboy e il suo destino, Il Risveglio del Demone espande drasticamente l’universo narrativo, reintroducendo i nemici e mettendo in gioco personaggi classici del folklore.
Oltre ai temi fondamentali di destino e libero arbitrio già presenti nel primo volume, qui si mette l’accento sull’impatto della follia e del caos: l’introduzione di Ecate, la dea della magia, della stregoneria, della notte e degli spettri, e il suo legame con il vampiro Giurescu, sposta il conflitto verso un livello di Caos Cosmico e di antiche divinità. Hellboy si trova ad affrontare entità la cui sola esistenza minaccia l’ordine del mondo.
La conseguenza di questi eventi sarà il confronto finale con la profezia. Hellboy, incatenato e costretto ad affrontare il suo potenziale destino, ottiene una visione diretta degli Ogdru Jahad e la sua scelta di non accettare il ruolo di Anung Un Rama è resa definitiva e fisica. Egli spezza le sue corna con le sue stesse mani. Questo atto è una delle scene più iconiche della serie e simboleggia il suo assoluto rifiuto del suo retaggio demoniaco.
Il volume segna anche la prima apparizione della leggendaria strega slava Baba Yaga, un personaggio che diventerà un ricorrente e spietato nemico di Hellboy, ampliando ulteriormente l’elemento del folklore europeo nell’universo narrativo.
Il Risveglio del Demone è il capitolo cruciale in cui Hellboy non solo scopre di più sul suo destino, ma lo rinnega attivamente con un gesto fisico e simbolico, consolidando la sua posizione come eroe demoniaco della Terra. Il tema del destino e della lotta tra il bene e il male, trattato con profondità e introspezione, aggiunge un ulteriore strato di complessità a una narrazione già ricca di fascino. I personaggi e uno stile visivo inconfondibile fanno il resto.
Mike Mignola – Hellboy. Il risveglio del demone (Magic Press, 2017)




Lascia un commento