
“Se la Mercedes avesse due piloti di pari esperienza non solo il mondiale ma anche le gare stesse sarebbero finite già prima di iniziare…” Questo è quello che ho pensato dopo la sprint.
Poi c’è stata la qualifica e sono stato smentito. Se il tuo caposquadra ha dei problemi tu, giovane padawan, sei chiamato di diritto ad approfittarne. Mi son detto “vediamo se il piccoletto stavolta parte bene…”. La terza partenza della stagione è andata tutto sommato meglio delle altre, la macchina e finalmente una gestione attenta di tutte le fasi di gara (tra cui una safety car e una sosta in contemporanea) hanno permesso ad Antonelli di cogliere la prima vittoria in Formula 1. Un italiano sul gradino più alto del podio non si vedeva da vent’anni. Come ho già detto più volte, il ragazzo ha la velocità dalla sua, non è uno smargiassa, sa benissimo dove si trova e cosa deve fare: secondo me può giocarsi tutte possibilità di vincere il titolo, ma deve cogliere tutte le occasioni che ha e non commentare errori bischeri come quello della sprint. Il futuro è suo (e Russell ha un contratto di 2 anni).
La tappa cinese ha sostanzialmente visto confermare i valori dell’Australia. Su due punti non ci sono dubbi: la Mercedes è l’auto migliore (in stile 2014) e al momento l’unica che può renderle la vita difficile è la Ferrari. La squadra di Maranello è solida in tutte le aree della macchina, ma paga un deficit di motore importante (decidete voi se dar la colpa al rapporto di compressione), di usura gomme e al momento non ha un vero punto di forza per portare lì il duello con Mercedes. Purtroppo da fermo si parte una volta sola e le gare non finiscono dopo il primo giro.

Tutto ciò ha permesso ha Hamilton di ritrovare la “garra” di una volta e il primo podio da quando veste di Rosso. La Cina è uno dei suoi tracciati preferiti (per Leclerc il più ostico) ma è assolutamente necessario avere due piloti in palla: per essere competitivi in gara, per avere più opzioni di strategia e di sviluppo vettura. Qua c’è tanto da fare, anche se credo che alla fine non basterà.
Il resto è il vuoto assoluto. Le due McLaren non sono nemmeno partite per problemi tecnici, segno di una scarso feeling con il motore Mercedes (meglio l’Alpine ma lì fare più di niente è facile), la Red Bull ha un deficit importante di telaio e carico aerodinamico dove anche un Verstappen purtroppo non basta più. Aston Martin, Cadillac, Williams e Audi navigano in un costante mare di problemi.
Un cambio regolamentare discusso e discutibile, una scuderia già dominante su cui pende un giudizio di irregolarità piuttosto fumoso, vetture che non riescono nemmeno a scendere in pista ed altre che prendono distacchi ciclistici, due gran premi (Bahrain e Arabia) di sicura cancellazione a causa del conflitto in Medio Oriente, gettano la Formula 1 in una terra di mezzo dalla quale non sarò facile uscire.
Ci vediamo tra due settimane in Giappone.




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