“Tu non sei mio figlio! Sei un mostro…un animale!”

“Beh, se hai letto le origini di Wolverine, ora devi leggere le origini di Logan!”. Questo è stato quello che mi ha detto il ragazzo dello stand Panini all’ultimo Lucca Comics. E io, che sono uno studente modello e seguo sempre i consigli di chi ne sa più di me, non solo l’ho comprato, ma l’ho anche letto.

Ma andiamo con ordine. Come on guys!

James Howlett, figlio di ricchi proprietari terrieri nel Canada del XIX secolo, è un bambino dalla salute cagionevole e che soffre di diverse allergie. Suo padre, John Howlett Sr., porta dalla città una ragazza orfana di nome Rose affinché gli faccia compagnia. I due bambini giocano spesso anche con Dog Logan, figlio del brutale giardiniere degli Howlett, ma la loro amicizia è rovinata dalla tensione che c’è tra gli Howlett e lo stesso Thomas Logan. La madre di James, Elizabeth, è avvolta nell’apatia ed è impazzita dopo la morte del suo primo figlio, John Howlett Jr., avvenuta in circostanze misteriose anni prima. Rose si imbatte in Elizabeth mentre si sta cambiando e si accorge che ha tre cicatrici parallele lungo le costole.

Ben presto la situazione peggiorerà. I Logan diventeranno sempre più violenti fino a quando, complice l’uccisione del cane di James, i due non verranno espulsi dalla tenuta. Da qui inizierà la loro vendetta fino al triste epilogo.

Per evitare spoiler, sono costretto a fermarmi qua nel racconto, ma basta un pizzico di fantasia per capire la piega che prenderanno gli eventi. Vi consiglio di leggere prima questa graphic novel e poi ritornare, se vi va, da queste parti.

La storia fumettistica di Wolverine la conosciamo tutti. Apparso come personaggio secondario in una storia de L’Incredibile Hulk nel 1974, Wolverine ha acquisito sempre maggior peso all’interno dell’universo Marvel finché nel 1991, Barry Windsor-Smith non ha raccontato in maniera maiuscola la nascita dell’Arma X, ovvero come “è nato” Wolverine. Di questa graphic novel, anch’essa parte della collana Must Have Panini, ne ho parlato in maniera esaustiva qua.

Complice il successo del primo film sugli X-Men (2000), la Marvel decise di scriverne le origini per un motivo pratico: visto il rinnovato interesse per il personaggio, la casa editrice voleva evitare che fosse Hollywood a dettare il suo canone. Scritta da Bill Jemas, Joe Quesada e Paul Jenkins e illustrata da Andy Kubert (matite) e Richard Isanove (colori), Wolverine: Origin (in lingua originale) diventò una serie limitata di sei albi a fumetti pubblicata dalla Marvel Comics tra il novembre 2001 e il luglio 2002.

Nonostante io sia poco propenso agli “spiegoni” sull’origine di alcuni personaggi, tutti gli autori coinvolti centrano clamorosamente il bersaglio su tutti i fronti, regalandoci una storia fatta di solitudine e sofferenza; anche dove ci potrebbe essere una serena rinascita, essa è sempre a discapito dei ricordi e della memoria.

Paul Jenkins sceglie una narrazione introspettiva e malinconica, dove le scene d’azione sono relegate a giusto un paio di tavole. Andy Kubert abbandona i tratti tipici dei supereroi per un approccio più sporco e realistico, caratterizzando a dovere l’evoluzione del protagonista in tutta la sua evoluzione mentre Richard Isanove utilizza una tecnica di colorazione diretta sulle matite, senza il classico inchiostro nero pesante, ottenendo un aspetto simile a un acquerello o a una vecchia fotografia seppiata, perfetto per un racconto d’epoca. Quello che viene fuori è un dramma familiare in cui James Howlett diventa “Logan” (prendendo il nome del suo nemico e, chissà, forse anche padre biologico) per nascondersi dal mondo, iniziando quel percorso di rimozione della memoria che lo perseguiterà per decenni. La sua crescente ferocia non è solo genetica, ma il risultato di un ambiente che lo ha tradito ripetutamente, tra un padre troppo debole e una madre consapevolmente assente.

La qualità della scrittura di Jenkins e la bellezza dei disegni hanno reso Origini non solo una storia fondamentale nell’economia di un personaggio centrale come Wolverine, ma anche un classico imperdibile dei fumetti moderni.

Andy Kubert, Paul Jenkins – Wolverine: Origini (Panini Must Have, 2024, 168 pp.)

Contiene: Wolverine: Origin (2001) #1/6


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